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Alice risucchiata dal bocchettone della piscina, indagati i titolari dello stabilimento: l’autopsia e le verifiche sull’impianto

18 Luglio 2026 - 14:58 Cecilia Dardana
Morta la bambina rimasta incastrata nel bocchettone della piscina a Sestri Levante
Morta la bambina rimasta incastrata nel bocchettone della piscina a Sestri Levante
La procura ha iscritto i proprietari dei bagni Segesta nel registro degli indagati. Un atto dovuto in vista dell'autopsia di Alice Ferrari, la piccola di 11 anni deceduta al Gaslini, e delle imminenti verifiche tecniche sull'impianto
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Ci sono due indagati per la drammatica morte di Alice Ferrari, la bambina di 11 anni risucchiata mercoledì pomeriggio dalla pompa di aspirazione di una piscina a Sestri Levante. I titolari dei bagni Segesta hanno ricevuto l’avviso di garanzia firmato dal pubblico ministero Fabrizio Givri. Si tratta di un atto dovuto per consentire ai proprietari dello stabilimento balneare, assistiti dagli avvocati Angelo Paone e Claudio Zadra, di partecipare con i propri consulenti agli accertamenti. Nel frattempo, dopo il decesso della piccola avvenuto all’ospedale Gaslini di Genova, i genitori hanno trovato la forza di autorizzare l’espianto degli organi.

Il tentativo di salvataggio

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la piccola Alice, residente a Suisio in provincia di Bergamo, si era tuffata nella piscina della struttura ma non era più riuscita a riemergere. I suoi capelli erano stati improvvisamente e violentemente risucchiati dalla pompa di aspirazione della vasca, bloccandola sul fondo. A tentare il tutto per tutto per salvarla era stato lo stesso proprietario dello stabilimento, il quale si era immerso tempestivamente tagliando i capelli della bambina con un coltello per riportarla in superficie. Le condizioni della piccola, però, erano apparse da subito gravissime. In quegli istanti Alice si trovava momentaneamente da sola in acqua poiché i genitori, frequentatori abituali dei bagni, si stavano preparando per lasciare la struttura.

Il nodo della sicurezza

Le indagini, delegate dalla procura alla capitaneria di porto Circomare di Santa Margherita Ligure, si stanno concentrando sul rispetto delle norme di sicurezza all’interno dello stabilimento. Dai primi accertamenti è emerso un dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo per l’inchiesta: nella zona della piscina non sarebbe stato presente il cartello che imponeva l’obbligo di presenza di un adulto per l’utilizzo della vasca da parte dei minori di 12 anni.

L’autopsia e le verifiche sull’impianto

Martedì prossimo il magistrato affiderà formalmente l’incarico per l’autopsia al medico legale Sara Lo Pinto. Grazie alla notifica dell’avviso di garanzia, i periti che verranno nominati dai titolari indagati potranno partecipare non solo all’esame medico-legale sul corpo della vittima, ma anche alle possibili e successive consulenze tecniche che verranno disposte per fare piena luce sul funzionamento dell’impianto di aspirazione dello stabilimento.

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