Non ce l’ha fatta il bimbo di 4 anni che si è tuffato nell’Adda: è morto in ospedale dopo che lo zio era annegato per soccorrerlo

Non ce l’ha fatta il nipotino del 47enne morto questa mattina nell’Adda, nel tratto di fiume al confine tra Rivolta d’Adda e Truccazzano proprio nel tentativo di salvarlo: il bimbo, quattro anni, trasportato in condizioni gravissime all’ospedale di Bergamo, è morto nel pomeriggio. L’uomo, di origine indiana, è annegato nelle acque del fiume nel disperato tentativo di trarre in salvo il nipotino. È successo nel corso del pomeriggio di sabato 18 luglio, in località Golfo Rivolta, dove la vittima, di origine indiana, si trovava insieme al fratello e al piccolo.
Il disperato tentativo di soccorso
Secondo una prima ricostruzione effettuata dai vigili del fuoco e dai carabinieri, il padre e lo zio del bambino si trovavano già in acqua. In quel momento, il piccolo si sarebbe tuffato improvvisamente, mostrando subito gravi difficoltà a rimanere a galla. Vedendo il nipotino in pericolo, lo zio si è spinto verso di lui per tentare di aiutarlo, ma è stato sopraffatto dalla corrente, forse a causa di un improvviso malore che non gli ha lasciato scampo. Il corpo dell’uomo è stato successivamente individuato e recuperato dai sommozzatori, e si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti di rito.
Come sta il bimbo
Le condizioni del bambino sono apparse immediatamente gravi. Sul posto sono intervenuti d’urgenza due elicotteri del servizio di emergenza del 118, decollati da Milano e da Como, oltre alle squadre dei vigili del fuoco e ai militari dell’Arma. Il piccolo è stato stabilizzato e trasportato in codice rosso con l’elisoccorso all’ospedale di Bergamo, dove si trova attualmente ricoverato in condizioni critiche. Sotto choc il padre del bimbo, che ha assistito impotente alla morte del fratello e al dramma del figlio.
Le operazioni di salvataggio e i successivi rilievi sono stati fortemente rallentati dalla conformità del territorio. Il punto esatto in cui è avvenuto l’incidente si trova infatti in un’area particolarmente impervia, che può essere raggiunta dai soccorritori soltanto a piedi dopo aver percorso un lungo tratto. I carabinieri sono tuttora al lavoro sul posto per chiarire con esattezza l’intera dinamica della tragedia.

