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Si getta dal balcone durante la perquisizione, la madre di Mohamed Amin Bessioud contro i carabinieri: «Uno lo tormentava» – Il video

23 Luglio 2026 - 22:47 Giovanni Ruggiero
Il 25enne era stato ammanettato, dopo che i militari avevano trovato hashish in casa. Bessioud, italiano originario della Tunisia, era ai domiciliari proprio per droga. Perché sua madre ha intenzione di sporgere denuncia
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A Cosenza un ragazzo di 25 anni, Mohamed Amin Bessioud, italiano di origini tunisine, è morto lanciandosi dal balcone di casa mentre i carabinieri stavano perquisendo l’appartamento in cui viveva con la madre. Il giovane si trovava agli arresti domiciliari per droga e guida senza patente. Sua madre ha ammesso che non era la prima volta che tentava di togliersi la vita. Ma ha lanciato un’accusa precisa nei confronti dei carabinieri, colpevoli secondo lei di aver vessato il figlio nel corso delle diverse visite e controlli.

Cosa è successo durante il controllo dei militari

Il Comando provinciale di Cosenza aveva disposto una verifica per accertare il rispetto della misura cautelare e controllare se il ragazzo detenesse altra sostanza stupefacente. Una volta entrati, i militari sono andati nella sua camera insieme a lui e, come riferito da fonti investigative, avrebbero trovato 100 grammi di hashish. A quel punto è scattato l’arresto in flagranza: Bessioud è stato ammanettato. Dopo di che però avrebbe spintonato uno dei militari per poi gettarsi dalla finestra. Immediato l’allarme al 118, ma il giovane è morto dopo il trasporto in ospedale.

Il racconto della madre: «Era spaventato dai controlli»

La donna, tunisina ma da oltre trent’anni in Italia, dove il figlio era nato e cresciuto, ha confermato che il gesto è stato volontario, ma ha parlato di un clima di paura costruito nel tempo. «Mio figlio soffriva di depressione», ha detto mostrando una foto del ragazzo in tenuta da calciatore, «ed i vicini mi davano una mano. Era spaventato dai controlli, si sentiva tormentato da uno dei militari». Ha annunciato anche l’intenzione di sporgere denuncia tramite i legali e di coinvolgere il Consolato.

Le accuse della madre ai carabinieri

La donna ha anche raccontato gli episodi precedenti che avrebbero pesato sulla salute mentale del figlio: «Lo torturavano, gli dicevano “se tu ti comporti così…” e “se fai in questo modo…”, erano come minacce. Venivano a tutte le ore. Lo volevo denunciare ma poi mi sono detta come faccio a denunciare uno con la divisa». Secondo la sua versione, i militari avrebbero chiuso la porta della stanza prima del gesto, impedendole di entrare: «Ho sentito la pressione che gli stavano facendo e ho aperto la porta. Lui si è lanciato in quel momento. L’ho visto lanciarsi dal balcone, non sono riuscita a salvarlo. È volato, non ce l’ha fatta».

Il tentativo precedente e i minuti dopo la caduta

La madre ha raccontato che non era la prima volta che il figlio tentava di gettarsi nel vuoto: in un’occasione precedente era stata una vicina ad avvertirla di urla sospette, permettendole di fermarlo in tempo. Sul dopo, la donna sostiene di essere stata trattenuta in casa proprio nei momenti più critici: «Soffro d’asma e volevo solo scendere per stare vicino a mio figlio nei suoi ultimi istanti, ma mi hanno tenuta fermata in casa fino all’arrivo dei soccorsi, non permettendomi di avvicinarmi neanche quando è giunta l’ambulanza».

Chi era Mohamed Amin Bessioud: dal calcio a Parigi alla depressione

La madre di Bessioud ha raccontato come il passato di suoi figlio fosse nettamente diverso dagli ultimi tempi. Da ragazzo giocava a calcio, arrivando anche a un’esperienza con le giovanili del Paris Saint-Germain in Francia, e aveva frequentato l’Università della Calabria. La depressione, secondo il suo racconto, sarebbe iniziata dopo la morte del padre. «Questi controlli sono una esagerazione, anche quando c’era la sorellina. Io ho fiducia dello Stato però vedi cosa ci ha regalato. Non torna più mio figlio con me», ha detto, prima di inginocchiarsi in lacrime nel piazzale sotto il palazzo: «Qui mio figlio è morto, qui».

Video: Ansa / Elvira Madrigrano