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Il Safe come in Star Wars: la denuncia dei Vannacciani contro la minaccia “fantasma” all’Europa. Ziello: «Un cappio al collo degli italiani» – Il video

28 Luglio 2026 - 21:54 Roberta Brodini
Futuro Nazionale protesta contro i fondi Safe e l'invio di armi all'Ucraina, ma non risparmia anche la Lega: «Vota quello che vuole Meloni»
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Non si è fatta attendere la risposta dei Vannacciani, dopo le dichiarazioni del ministro Tajani rilasciate in mattinata sulla disponibilità dell’Italia ad aderire ai fondi Safe per la difesa. Fuori da Montecitorio, con uno striscione dal titolo «Soldi a Zelenksy? No! Prima al popolo italiano», hanno protestato contro la decisione di continuare a inviare armi all’Ucraina e contro l’adesione dell’Italia al fondo europeo per la difesa (che però è stata successivamente smentita dal ministro che ha parlato di valutazione in corso): «Dopo il PNRR, un altro debito che pagheranno i nostri figli».

Ziello: stop agli aiuti all’Ucraina

Ad uscire sul piazzale di Montecitorio per lanciare la protesta – anche in nome del loro leader Roberto Vannacci, oggi assente – è stato il resto della compagine di Futuro Nazionale, a partire dal capogruppo Edoardo Ziello, seguito, nelle dichiarazioni, da Davide Bergamini. Così Ziello ha esordito rivendicando la risoluzione presentata alla Camera «che conteneva la richiesta di un impegno chiaro al Governo, ovvero interrompere immediatamente ogni fornitura di armamenti a favore dell’esercito di Zelensky».

Fondi, ribadisce il deputato di Futuro Nazionale, che sarebbero meglio spesi per «abbattere i costi dell’energia» e per occuparsi dei veri problemi del popolo italiano. Posizione, quest’ultima, che contrasta fortemente con le parole pronunciate in mattinata dal ministro della difesa Crosetto, che aveva rivendicato con orgoglio l’invio da parte dell’Italia di 13 pacchetti di aiuti all’Ucraina, commentando: «Io non ho mai sentito in ospedale qualcuno dire che fare una trasfusione e dare una medicina significa aumentare i tempi della malattia». E, ancora: «L’aiuto all’Ucraina è come la medicina a un malato».

Safe: il cappio al collo alla sovranità dell’Italia

A preoccupare di più tra le fila di Futuro Nazionale sembra però l’impegno, fresco di giornata, assunto dal ministro Tajani nel corso dell’informativa sugli esiti del vertice Nato di Ankara, avvenuto stamattina, 28 luglio, alle Commissioni Affari Esteri e Difesa riunite di Camera e Senato. Un sì ai fondi Safe, per un «debito» da 14,9 miliardi che, secondo Ziello, sarà un «cappio al collo, funzionale ad uno scippo di sovranità del nostro Paese a favore dell’Europa» perché «entro il 2035 – ricorda – quelle risorse dovranno essere restituite insieme tra l’altro a quelle del PNRR» e il debito passerà alle future generazioni.

La minaccia viene da Sud, ma anche dalla Lega

«Sappiamo benissimo che il Safe rappresenta uno strumento che è funzionale a tutti quei paesi che vogliono armarsi o riarmarsi. Ma dov’è la minaccia?» commenta ironico Ziello sull’esigenza di un riarmo europeo. «Qui stanno creando una minaccia fantasma come nel film Star Wars». Ma «non ci sono i cosacchi alle porte del nostro Paese», prosegue. Il vero rischio per l’Europa «proviene dal confine meridionale».

Sembra esistere però anche un altro nemico da cui guardarsi le spalle in una «maggioranza spaccata»: «Abbiamo notato che la Lega si è rimessa al Parlamento», denuncia con malizia il capogruppo riferendosi alla posizione ambivalente del Carroccio sui fondi Safe, che in mattinata si era “smarcato” rinviando la questione al voto tra gli scranni di Camera e Senato. «Ma in realtà – prosegue Ziello – poi sappiamo come va a finire ogni volta. Di fatto la Lega si accoda alla maggioranza e vota qualsiasi cosa viene proposta dal Presidente del Consiglio».

Foto e video copertina: Roberta Brodini