Ultime notizie Caldo recordDonald TrumpFerragostoGiuseppe ConteImmigrazione
POLITICAAcciseCarovitaCdmGoverno MeloniPetrolioPunti di VistaVideo

Sconto da 17 centesimi sul diesel, il decreto del governo: quanto dura e perché non vale sulla benzina – Il video

27 Luglio 2026 - 18:57 Giovanni Ruggiero
La misura operativa da mezzanotte del 28 luglio. Giorgetti: «Non tocchiamo le accise sui tabacchi». La premier sui social: «Il taglio non risolve: ma è tempestivo»
Google Preferred Site

Il governo Meloni interviene come previsto sul costo del carburante, schizzato negli ultimi giorni dopo la ripresa dei raid incrociati Usa-Iran attorno allo Stretto di Hormuz. Ma ad essere «sterilizzato» (in parte) sarà soltanto il diesel. Lo ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al termine del Consiglio dei ministri svoltosi nel tardo pomeriggio di lunedì. Col mini-decreto licenziato oggi, lo Stato garantirà uno sconto sul prezzo del gasolio pari a 17 centesimi al litro, «tra accise e Iva». La misura entrerà in vigore dalla mezzanotte di martedì 28 luglio sino al prossimo 6 agosto. Non si esclude che la misura possa poi essere prorogata, perché un prossimo Cdm già convocato per il 4 agosto «valuterà l’evoluzione della situazione internazionale e dell’andamento dei prezzi», ha spiegato Giorgetti. A conferma dell’ottica mirata sui settori produttivi, il ministro dell’Economia ha aggiunto che il decreto proroga anche i contributi agli autotrasportatori e prevede un nuovo credito d’imposta per l’agricoltura.

Sconto sul diesel, non sulla benzina: i conti del governo

Giorgetti ha spiegato che l’intervento del governo per la prossima decina di giorni costerà allo Stato circa 125 milioni di euro. Da dove arriveranno quei soldi? In parte dai proventi delle cosiddette «accise mobili» di giugno, in parte su ulteriori risorse che il governo prende dal bilancio pubblico. «Un unicum in Europa, nessun altro ha fatto una misura di questo tipo», ha sottolineato Giorgetti. Se lo sconto sul diesel varrà «solo» 17 centesimi però è anche perché nella discussione in maggioranza e in Cdm alla fine non è passata l’ipotesi di aumentare le accise sulle sigarette. Quanto ad altri interventi, in primis sconti simili sul prezzo della benzina, per il momento non ce n’è lo spazio. Poi chissà. «Stiamo ragionando su numeri e possibili interventi» sulla benzina, «in un quadro in cui anche piccoli interventi costano molto caro», ha spiegato Giorgetti. Se ne riparlerà forse il 4 agosto, fatti i conti dei proventi della accise mobili di luglio. Resta il fatto che il quadro geopolitico fosco non permette salti mortali: i primi in Europa a pagare lo scotto delle due guerre in corso/stallo – Ucraina e Iran – sono e restano Italia e Germania,
Paesi industriali e dipendenti da combustibili fossili, ha sottolineato Giorgetti.

Meloni: «Il taglio non risolve: ma è tempestivo»

Sui social Giorgia Meloni spiega come le tensioni globali stiano facendo risalire i prezzi dei carburanti e, di conseguenza, il costo di tutto ciò che si muove su gomma: «Di fronte a questo rincaro, che non abbiamo determinato ma dobbiamo gestire, abbiamo deciso di intervenire subito». Il taglio riguarda il gasolio in quanto carburante che incide maggiormente su trasporti, agricoltura e bilanci familiari, e resterà valido fino al 6 agosto. La premier non nasconde i limiti del provvedimento, «non risolve il problema», ma lo definisce «una risposta tempestiva e responsabile», vista la scarsità di risorse a disposizione e un quadro internazionale che cambia di giorno in giorno. Prima della scadenza del decreto l’esecutivo tornerà a riunirsi per decidere gli eventuali passi successivi, seguendo nel frattempo l’evoluzione della situazione, compreso il conflitto in corso a livello internazionale: «Faremo tutto quello che possiamo per non lasciare soli i cittadini e chi manda avanti la Nazione», conclude Meloni

Il dibattito nel centrodestra sul caro carburanti

Prima del Cdm era in crescita l’ipotesi di far pagare anche ai fumatori la riduzione dei prezzi dei carburanti, in vista del decreto in arrivo con il Consiglio dei ministri di oggi, convocato alle 17.30. All’ordine del giorno l’esame del decreto legge con le misure urgenti contro il caro carburanti e sull’ex Ilva. La premier Giorgia Meloni è arrivata a palazzo Chigi già alle 14.30, reduce dalla visita al cantiere Tav in Val di Susa, seguita poco dopo dai due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Il testo, l’unico punto all’ordine del giorno, contiene «disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali e in materia di Ilva S.p.A. in amministrazione straordinaria». L’intervento dovrebbe riguardare in particolare il prezzo del gasolio, mentre un secondo provvedimento con il meccanismo dell’accisa mobile è atteso più avanti, una volta noti i dati sull’extragettito Iva di luglio.

Perché si parla di un aumento del prezzo delle sigarette

Tra le ipotesi sul tavolo per coprire i nuovi tagli alle accise sui carburanti c’è anche l’aumento del prezzo delle sigarette. A riferirlo all’Ansa sono fonti del centrodestra, secondo cui nel governo sarebbe in corso un confronto sull’opportunità di attingere a queste risorse. La parola definitiva, spiegano le stesse fonti, dovrebbe arrivare direttamente durante il Consiglio dei ministri di oggi.

Salvini: «Contrario alle accise sui tabacchi»

A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato lo stesso Matteo Salvini, uscendo da Palazzo Chigi. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture ha dichiarato all’ANSA: «Non mi risulta» che il governo farà ricorso alle accise sui tabacchi per finanziare il decreto, «e comunque sono contrario». Sull’entità delle risorse stanziate complessivamente, il leader della Lega ha preferito non sbilanciarsi: «Stanno lavorando gli altri ministri».

Codacons contro l’ipotesi: «È una follia»

Durissima la reazione del Codacons, che in una nota bolla la proposta come «una follia», definendola sbagliata sotto ogni punto di vista. L’associazione dei consumatori chiarisce di essere da sempre contraria al fumo, ma sottolinea che in questo caso non si tratterebbe di una misura sanitaria, bensì di «un escamotage fiscale» che finirebbe per far pagare lo sconto sulle accise agli stessi automobilisti che riforniscono l’auto. Tassare solo i fumatori, avverte il Codacons, equivarrebbe a una discriminazione nei confronti di una categoria specifica, con il rischio di ricorsi nelle aule di giustizia, tanto da chiedersi provocatoriamente perché non si tassino allora anche cibo spazzatura e bevande gassate. La richiesta finale è di cercare le risorse «nelle tasche dei petrolieri» e non in quelle dei cittadini.

Le opposizioni all’attacco: Boccia (Pd) parla di governo «disperato»

Sui dubbi di Salvini ne approfitta il Pd, con il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo dem, che a Radio Cusano Campus liquida l’ipotesi sigarette come il segnale di un esecutivo «ai titoli di coda» e «disperato». Boccia rilancia la mozione unitaria presentata venerdì da Pd, M5s, Avs e Iv, che chiede l’attivazione strutturale delle accise mobili, il meccanismo che redistribuirebbe ai cittadini le maggiori entrate fiscali generate dai rincari del petrolio. Il senatore accusa inoltre Meloni di una contraddizione, ricordando l’annuncio dell’abolizione delle accise a fronte di un gettito che, sostiene, sarebbe in realtà cresciuto proprio grazie a quelle imposte.