Gasolio sotto i due euro con l’aumento delle sigarette, l’ipotesi sul decreto carburanti che non piace a Salvini. Il Pd: «Sono disperati»

Cresce l’ipotesi di far pagare anche ai fumatori la riduzione dei prezzi dei carburanti, in vista del decreto in arrivo con il Consiglio dei ministri di oggi, convocato alle 17.30. All’ordine del giorno l’esame del decreto legge con le misure urgenti contro il caro carburanti e sull’ex Ilva. La premier Giorgia Meloni è arrivata a palazzo Chigi già alle 14.30, reduce dalla visita al cantiere Tav in Val di Susa, seguita poco dopo dai due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Il testo, l’unico punto all’ordine del giorno, contiene «disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali e in materia di Ilva S.p.A. in amministrazione straordinaria». L’intervento dovrebbe riguardare in particolare il prezzo del gasolio, mentre un secondo provvedimento con il meccanismo dell’accisa mobile è atteso più avanti, una volta noti i dati sull’extragettito Iva di luglio.
Perché si parla di un aumento del prezzo delle sigarette
Tra le ipotesi sul tavolo per coprire i nuovi tagli alle accise sui carburanti c’è anche l’aumento del prezzo delle sigarette. A riferirlo all’Ansa sono fonti del centrodestra, secondo cui nel governo sarebbe in corso un confronto sull’opportunità di attingere a queste risorse. La parola definitiva, spiegano le stesse fonti, dovrebbe arrivare direttamente durante il Consiglio dei ministri di oggi.
Salvini: «Contrario alle accise sui tabacchi»
A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato lo stesso Matteo Salvini, uscendo da Palazzo Chigi. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture ha dichiarato all’ANSA: «Non mi risulta» che il governo farà ricorso alle accise sui tabacchi per finanziare il decreto, «e comunque sono contrario». Sull’entità delle risorse stanziate complessivamente, il leader della Lega ha preferito non sbilanciarsi: «Stanno lavorando gli altri ministri».
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Codacons contro l’ipotesi: «È una follia»
Durissima la reazione del Codacons, che in una nota bolla la proposta come «una follia», definendola sbagliata sotto ogni punto di vista. L’associazione dei consumatori chiarisce di essere da sempre contraria al fumo, ma sottolinea che in questo caso non si tratterebbe di una misura sanitaria, bensì di «un escamotage fiscale» che finirebbe per far pagare lo sconto sulle accise agli stessi automobilisti che riforniscono l’auto. Tassare solo i fumatori, avverte il Codacons, equivarrebbe a una discriminazione nei confronti di una categoria specifica, con il rischio di ricorsi nelle aule di giustizia, tanto da chiedersi provocatoriamente perché non si tassino allora anche cibo spazzatura e bevande gassate. La richiesta finale è di cercare le risorse «nelle tasche dei petrolieri» e non in quelle dei cittadini.
Le opposizioni all’attacco: Boccia (Pd) parla di governo «disperato»
Sui dubbi di Salvini ne approfitta il Pd, con il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo dem, che a Radio Cusano Campus liquida l’ipotesi sigarette come il segnale di un esecutivo «ai titoli di coda» e «disperato». Boccia rilancia la mozione unitaria presentata venerdì da Pd, M5s, Avs e Iv, che chiede l’attivazione strutturale delle accise mobili, il meccanismo che redistribuirebbe ai cittadini le maggiori entrate fiscali generate dai rincari del petrolio. Il senatore accusa inoltre Meloni di una contraddizione, ricordando l’annuncio dell’abolizione delle accise a fronte di un gettito che, sostiene, sarebbe in realtà cresciuto proprio grazie a quelle imposte.

