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Cappellari vuole farsi interrogare. L’attentato che si è fatto da solo e la reazione di don Patriciello: «Che cosa stupida ha fatto: ma ti perdono»

30 Luglio 2026 - 14:47 Giovanni Ruggiero
Don Patriciello e Adriano Cappellari
Don Patriciello e Adriano Cappellari
Il cronista vicentino vuole chiarire la sua posizione davanti al pm che lo accusa di aver inventato tutto, dalle minacce all'attentato incendiario a casa sua. L'amarezza del parroco di Caivano e l'invito a «non lasciarsi andare»
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Ha chiesto di essere sentito al più presto dagli inquirenti Adriano Cappellari, il giovane cronista vicetino finito nel mirino della Procura di Vicenza per essersi inventato un attentato contro di lui. Al ventenne i vengono contestati i reati di simulazione, incendio, calunnia, procurato allarme e truffa ai danni di un ente pubblico. Fino a poche settimane fa Cappellari si raccontava come vittima di intimidazioni e minacce da parte della criminalità organizzata. Soprattutto per via della sua amicizia con don Maurizio Patriciello, il parroco simbolo della lotta alla camorra al Parco Verde di Caivano. E proprio il sacerdote ora dice di volerlo perdonare, per quanto lui stesso stenti a credere a quel che ha combinato Cappellari.

L’attentato auto-costruito di Cappellari con le bottiglie incendiarie

L’episodio che sembrava aver segnato il culmine delle minacce contro Cappellari è avvenuto lo scorso maggio davanti alla sua abitazione di Enego, in provincia di Vicenza, quando una persona era stata ripresa mentre dava fuoco all’igresso con bottiglie incendiarie. Quell’attentato si aggiungeva alle minacce già ricevute nei mesi precedenti, finché il giornalista non si è visto assegnare una scorta con due carabinieri al seguito. Peccato però che, secondo la procura, tutto era stato costruito ad arte da Cappellari.

Alla fine delle indagini, gli inquirenti hanno messo insieme una serie di elementi che di fatto ribaltavano la versione del giornalista. Le immagini delle telecamere riprenderebbero una figura compatibile, per altezza e corporatura, con quella del giovane. A insospettire gli investigatori sarebbe stato anche un altro dettaglio: pochi giorni prima dell’attentato alla sua abitazione Cappellari avrebbe acquistato online bombole di gas e alcol.

La strategia difensiva: «Vuole chiarire la sua posizione»

Ad annunciare la linea difensiva è l’avvocato Roberto Rigoni Stern, legale di Cappellari, che chiederà un interrogatorio al pm Alessia Grenna per permettere al suo assistito di chiarire la propria posizione. Il legale ha fatto sapere che intende richiedere quanto prima anche la visione degli atti, passaggio necessario per impostare il confronto con la pubblica accusa.

L’amico Don Patriciello: «Chiedi perdono e rialzati»

A intervenire è lo stesso don Maurizio Patriciello, che il giorno dopo la notizia si rivolge al giovane con parole di comprensione più che di condanna: «Sei tanto giovane, non lasciarti andare, ma chiedi perdono e rialzati. Il perdono da parte mia è già partito, ma se hai bisogno chiama». Il parroco racconta di aver conosciuto Cappellari a un incontro a Enego organizzato da don Federico Meneghel, descrivendolo come un «giovane giornalista dalla faccia pulita», «intelligente, educato, preparato». Ricorda anche di aver ricevuto, a febbraio, una lettera anonima che minacciava lui, Giorgia Meloni e lo stesso Cappellari, per cui sporse denuncia, scoprendo poi che una lettera simile era arrivata al cronista mesi prima. Sull’esito delle indagini si dice «basito»: «Nemmeno per un istante avrei pensato che quel giovane veneto dal volto buono potesse arrivare a fare una cosa tanto grave e tanto stupida», ammette, complimentandosi con i carabinieri di Bassano del Grappa e con la Procura di Vicenza. Al giovane chiede di raccontare tutta la verità e di chiedere perdono ai genitori, a Enego, a don Federico, alle forze dell’ordine e a Giorgia Meloni, chiudendo con «Buona vita, ragazzo».