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Bottiglie incendiarie contro la casa di Adriano Cappellari, il cronista che difese don Patriciello a Caivano. Meloni: «Attacco inaccettabile»

31 Maggio 2026 - 12:48 Alba Romano
attentato incendiario giornalista adriano cappellari caivano
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Il giornalista de "L'Altipiano" aveva già ricevuto intimidazioni e minacce. Lorenzo Fontana: «Grave e vile atto intimidatorio»
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Attentato incendiario nella notte contro l’abitazione a Enego (Vicenza) di Adriano Cappellari, giovane cronista del periodico L’Altopiano impegnato da tempo nel raccontare la situazione di Caivano (Napoli) e l’attività di don Maurizio Patriciello. Dopo la mezzanotte, una persona non ancora identificata ha lanciato una o più bottiglie incendiare contro la casa, lasciando anche delle bombole di gas. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Enego, oltre ai vigili del fuoco, per disinnescare alcune bombolette inesplose. Nelle ultime ore è arrivata la solidarietà della premier Giorgia Meloni, che ha definito gli attacchi «inaccettabili».

La solidarietà della premier Meloni

«Minacciare un cronista che sceglie di fare luce su realtà difficili come quella di Caivano e sul prezioso impegno di chi, come don Maurizio Patriciello, è in prima linea al servizio della propria comunità, è inaccettabile e rappresenta un attacco irricevibile alla libertà di stampa e informazione», dichiara Meloni. «Sono certa che Adriano Cappellari non si farà intimidire e che continuerà a portare avanti il suo lavoro, come ha fatto finora. L’Italia ha bisogno di giovani coraggiosi come lui, che non hanno paura di denunciare e di documentare ciò che non funziona, per tentare di cambiarlo e rendere la nostra società più giusta e forte. Un abbraccio ad Adriano, alla sua famiglia e ai suoi colleghi della redazione de L’Altopiano», conclude.

Le lettere anonime e le minacce

Alcuni mesi fa, Cappellari raccontò di aver ricevuto lettere anonime con pesanti minacce e inviti a smettere di scrivere. Anche in questa circostanza l’autore del gesto ha lasciato una lettera con all’interno alcune foto, probabilmente come quelle già ricevute dalla vittima, che lo ritraggono con una “X”, e ulteriori minacce, anche rivolte alla stessa premier Meloni.

L’uomo ripreso dalle telecamere

Il sito del periodico L’Altopiano riporta che le telecamere di sorveglianza privata, intorno alle ore 23.30 di sabato 30 maggio, avrebbero rilevato la presenza di un uomo, a volto coperto, entrato nella zona pochi secondi prima dell’esplosione, appoggiando a terra un pacco. Cappellari era solo ed era appena rientrato a casa dopo avere trascorso la serata da conoscenti.

La solidarietà delle istituzioni

Il primo esponente delle istituzioni che ha commentato la vicenda è stato Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei Deputati, che in una nota scrive: «Esprimo la mia solidarietà al cronista vicentino Adriano Cappellari, bersaglio di un altro grave e vile atto intimidatorio. Colpire un giornalista per il suo lavoro significa colpire la libertà di informazione, presidio essenziale della democrazia». Netta anche la condanna di Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto: «Colpire la casa di un giornalista è un fatto inquietante e inaccettabile. Nessuna intimidazione contro chi informa e denuncia può essere sottovalutata».

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