Alessandro Sallusti torna a Libero, Mario Sechi licenziato dagli Angelucci. L’addio al veleno: «Proprio quando sono finito sotto scorta»

Alessandro Sallusti è il nuovo direttore di Libero, dopo che Mario Sechi è stato rimosso dalla guida del quotidiano dall’editore Angelucci. Era stato lo stesso Sechi a rivelare che cosa gli è successo con un post su X: «Angelucci mi ha licenziato – scrive il giornalista – Lo ha fatto nel momento in cui sono finito sotto scorta, minacciato di morte dai terroristi anarco-insurrezionalisti». Pochi minuti prima, lo stesso Sechi aveva fatto un altro post più criptico in cui aveva semplicemente scritto: «Libero».
Il ritorno di Sallusti a Libero
L’arrivo, anzi il ritorno, di Sallusti alla direzione di Libero è stato annunciato ufficialmente alla redazione, rimasta per alcune ore in attesa della nuova nomina dopo l’uscita improvvisa di Sechi. Il nome di Sallusti era già emerso in un retroscena del Foglio, secondo cui gli Angelucci avevano intenzione di richiamare Alessandro Sallusti, che per gli Angelucci ha più volte diretto prima Libero, poi il Giornale, per poi lasciare l’incarico e firmare un contratto con Nicola Porro per Politico Quotidiano.
Perché Sechi è finito sotto scorta
A Sechi è stata assegnata la protezione di una scorta dalla questura di Milano. La tutela è scattata dopo una serie di minacce di morte ricevute dall’ambiente anarco-insurrezionalista. Le minacce a Sechi erano arrivate dopo un editoriale sui due anarchici Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, entrambi morti in una casa abbandonata nel Parco degli Acquedotti di Roma mentre preparano una bomba.
Perché Sechi è stato licenziato: la polemica sulla scorta
Fonti vicine alla casa editrice di Libero la definiscono una «ricostruzione strumentale» quella di Sechi sul licenziamento dopo essere finito sotto scorta. Come riporta l’Adnkronos, le fonti ribascono che la misura di protezione nei confronti di Sechi «sarebbe stata disposta già da circa tre settimane e, dunque, il richiamo fatto oggi alle minacce ricevute avrebbe il solo effetto di presentare la vicenda come una ritorsione personale». Sechi sarebbe stato quindi licenziato non direttamente dall’editore Angelucci, dicono le fonti, ma «sollevato dall’incarico nell’ambito delle decisioni editoriali del quotidiano», legate anche «all’insoddisfacente numero di copie vendute», e il direttore «ne sarebbe stato informato già da diverse settimane». Le fonti sottolineano inoltre che misure di tutela nei confronti di direttori di giornale ed esponenti dell’informazione «non sono un fatto eccezionale e, in altri casi, risultano anche più estese e rilevanti. In questo quadro, viene giudicato “improprio” utilizzare la questione della scorta per sostenere l’idea di un licenziamento avvenuto “nel momento” delle minacce».

