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De Martino al MiAmi per fare scouting in vista di Sanremo? Speriamo. Ecco chi può aver visto

26 Maggio 2026 - 15:13 Gabriele Fazio
stefano di martino al MiAmi
stefano di martino al MiAmi
La presenza del direttore artistico e conduttore della prossima edizione del Festival di Sanremo potrebbe essere legata a una qualche attività di scouting
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Non è passata inosservata, al MiAmi, il più popolare festival italiano di musica indipendente, la presenza di Stefano De Martino, prossimo conduttore e direttore artistico del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Forse sta cercando i suoi Sayf, i suoi Fulminacci, le sue Ditonellapiaga, il suo Lucio Corsi, i suoi Colapesce e/o Dimartino, insomma quei artisti che tengono ancora il Festivàl attaccato alla più autentica realtà della musica italiana.

Chi ha potuto vedere giovedì e venerdì

E di potenziali nomi per rendere Sanremo qualcosa in più di una passerella televisiva, anche quest’anno il MiAmi ne ha offerti parecchi, nomi ai quali è giusto, diremmo sacrosanto, che il direttore artistico dell’unico vero punto fermo indissolubile della discografia italiana presti occhio e orecchio. Il giovedì, per esempio, potrebbe aver ascoltato Tära, cantante italiana di origini palestinesi uscita con un fantastico EP d’esordio dal titolo Zefiro. O magari una band, dato che ogni anno, quando va bene, ne arriva al massimo una, a questo proposito ci sarebbero in forte hype i Santamarea o i Satantango. Siamo certi che De Martino sappia già chi sia Tutti Fenomeni, che è un artista che in un contesto come Sanremo potrebbe andare felicemente oltre le righe. O magari il conduttore di Affari tuoi ha fatto una visita alla compaesana La Niña, che molti davano dentro l’ultimo Festival di Conti, poi esclusa, tanto da costringerla a comunicare ufficialmente che non aveva nemmeno proposto un brano. Dati i precedenti da attrice, anche in fiction Rai, potrebbe interessare la brava Lea Gavino, ancor di più però probabilmente Faccianuvola, che è uno dei più brillanti nuovi volti dell’indie pop.

Chi potrebbe aver visto il sabato e domenica

Anche Angelica Bove, che ha fatto uno dei migliori dischi pop dell’anno, potrebbe essere stata attenzionata da De Martino, d’altra parte quest’anno era in gara a Sanremo Giovani, quindi l’Ariston non è per lei territorio sconosciuto. Come lo è al contrario per i Nu Genea, che forse è utopistico pensare nel cast di Sanremo, che invece calzerebbe a pennello su Marco Castello, che ha incantato il pubblico con l’ultimo album Quaglia sovversiva. A proposito di incanto, speriamo De Martino abbia avuto modo di ascoltare la musica di Birthh, imperdibile il suo album Senza fiato. Se dovessimo scommettere o sperare, punteremmo però certamente su altri quattro nomi, che si sono succeduti sabato sul Palco Weroad. Il primo è quello di Mille, cantante e performer straordinaria, il suo live è certamente quello più instagrammato dell’edizione 2026 del MiAmi, questo perché le vibes dei suoi concerti sono sorprendenti, sicuramente coinvolgenti. Per noi: una delle migliori artiste in circolazione in Italia. Stessa categoria de Lamante, che si è esibita al MiAmi dopo di lei, una cantautrice illuminata, una di quelle pronte a raccogliere l’eredità della nostra più splendente tradizione. Per conferma provate ad ascoltare Non dico addio, il disco uscito da poco, ne resterete immobilizzati dalla bellezza. Venerus non sarebbe una sorpresa, ma sarebbe certamente una buona notizia, anche lui figura tra quelli che dovevano esserci nel 2026 e poi invece no; a dire il vero il suo esordio su quel palco, per certificare con il largo pubblico lo stesso status raggiunto nell’underground, è atteso dai tempi di quella perla di Magica musica. Speriamo bene. Magari De Martino pensa al ritorno a Sanremo di Motta, uno dei primissimi volti della rivoluzione indie ad essere stato convocato (da Baglioni) all’Ariston. Quest’anno il cantautore toscano al MiAmi ha festeggiato i dieci anni del suo capolavoro La fine dei vent’anni, un disco che ha segnato un’intera generazione. E poi naturalmente torniamo a Cosmo, che ha un conto aperto con il Festival di Sanremo dato che nel 2024, come ha raccontato in un’intervista con Open poco tempo fa, Amadeus rifiutò la sua Sulle ali del cavallo bianco.

Il prossimo Sanremo

Supposizioni a parte, non sappiamo se la presenza di Di Martino al MiAmi sia stata in qualità di talent scout o come semplice appassionato. D’altra parte c’è da considerare che il MiAmi Fest quest’anno ha compiuto 20 anni, i direttori artistici che si sono susseguiti alla guida del Festival di Sanremo negli ultimi 20 anni erano tutti dei signori (o signora, una: Antonella Clerici) quasi, spesso oltre, un decennio più vecchi. Giusto per rimanere sul racconto della recente storia di Sanremo, non abbiamo mai visto Amadeus o Carlo Conti al MiAmi, ma il primo quando si è messo al timone di Sanremo aveva 57 anni, il secondo 63. Ci può pure stare. Non a caso voci di corridoio dicono che Amadeus si affidasse moltissimo ai gusti musicali del figlio José.

Stefano De Martino di anni ne ha 38 e sono in molti a sperare che questo dato influisca sulle scelte che farà, in team o da solo, in vista del suo esordio a Sanremo. Sono in molti quelli che sperano che abbia il coraggio e il vigore per adeguare ai tempi il sistema di un Festival cui meccanismi cominciano, vistosamente, a fare acqua. Magari Carlo Pastore, uno dei due direttori artistici del MiAmi, che abbiamo visto essere con De Martino nel video tra la folla del festival all’idroscalo di Milano, potrebbe essere un valido interlocutore per aprire link con artisti fuori dal solito noiosissimo circuito televisivo mainstream. Non resta che sperare che la presenza di De Martino al MiAmi sia davvero un segnale, un indizio, e non solo un modo intelligente e divertente del conduttore di passare un pomeriggio.  

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