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Mahmood testimone nel processo sull’amico per stupro, ma lui non si presenta. La serata a New York e le accuse per lo stilista Riccardo Tisci

20 Maggio 2026 - 14:07 Giovanni Ruggiero
Mahmood con lo stilista Tisci
Mahmood con lo stilista Tisci
Il 35enne Patrick Cooper accusa il direttore creativo di averlo abusato sessualmente durante una serata finita a casa sua. L'ipotesi che il cantante, non indagato, sia chiamato a deporre davanti a un giudice italiano. Che cosa è successo quella notte del 2025 tra Harlem e l'appartamento di Riccardo Tisci
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Alessandro Mahmood avrebbe rifiutato di presentarsi spontaneamente per rendere la propria deposizione nel processo per stupro in cui è imputato l’amico e stilista Riccardo Tisci, secondo Fanpage. L’ex direttore creativo di Givenchy e Burberry è accusato di violenza sessuale dal trentacinquenne Patrick Cooper. Nel memorandum depositato dalla difesa si legge: «Il Convenuto ha chiesto a Mahmoud di comparire volontariamente per una deposizione, ma egli ha rifiutato. Pertanto, non vi è altra alternativa che procedere con una Lettera di Richiesta affinché venga esaminato in Italia da un tribunale italiano». I legali dello stilista hanno quindi attivato la Convenzione dell’Aia, allegando 64 domande da sottoporre al cantante, che nel frattempo si è trasferito in Spagna e per ora non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali.

Cosa dichiara Cooper su Mahmood e sul presunto drink drogato

Mahmood non risulta indagato, ma per la difesa è un testimone oculare chiave. Come ha anticipato MowMag, sarebbe l’unico in grado di chiarire se qualcuno abbia manomesso il bicchiere mentre lo aveva in mano e di riferire il contenuto di una conversazione avvenuta in italiano al tavolo, lingua che né Cooper né l’amico Alexander conoscevano. Nel fascicolo citato da MowMag si legge che l’accusatore «sostiene che, prima di arrivare, il Convenuto e Mahmoud abbiano parlato tra loro in italiano». Repubblica riporta poi le parole di Cooper tratte dagli atti: «È stato Mahmood ad avermi portato l’unico drink che ho bevuto, credo ci fosse qualche tipo di droga dentro perché non ci possono essere altre spiegazioni per il mio blackout. Io con Tisci non avevo alcuna intenzione di fare sesso». Secondo l’ipotesi accusatoria, la sostanza sarebbe stata aggiunta da Tisci oppure da «Mahmoud agendo su istruzione del Convenuto».

La denuncia di Patrick Cooper sulla notte tra Harlem e l’appartamento di Tisci

Repubblica ricostruisce che la denuncia è stata depositata alla Corte Suprema di New York nell’aprile 2025 e si riferisce a fatti collocati durante il weekend del Pride del 2024, in un locale di Harlem. Cooper racconta di essersi recato sul posto con un amico in comune, Michael Alexander, che gli avrebbe presentato lo stilista e il cantante. Dopo aver bevuto, l’accusatore afferma di aver perso conoscenza e di essersi poi ritrovato nudo nell’abitazione del designer, senza alcun ricordo delle ore precedenti. Fanpage aggiunge che al risveglio Cooper si sarebbe trovato «disorientato e confuso, senza alcun ricordo di come fosse arrivato o di dove si trovasse», con Tisci anch’egli nudo che cercava di baciarlo. Lo stilista, attraverso il proprio team legale e un portavoce, ha bollato le contestazioni come «categoricamente false», annunciando che dimostrerà la sua innocenza in tribunale.

Il fascicolo della New York Southern District Court

Secondo la dettagliata versione raccontata da MowMag, firmata da Grazia Sambruna, viene citato il memorandum di venti pagine depositato il 3 dicembre 2025 negli archivi della New York Southern District Court e consultabile su Pacer (Public Access to Court Electronic Records). Il documento, redatto dal giudice distrettuale Lewis Caplan, ricostruisce la serata del 29 giugno 2024: Cooper avrebbe conosciuto Tisci tramite Alexander, mentre con il cantante ci sarebbero stati rapporti professionali pregressi legati a campagne pubblicitarie del settore moda. Negli atti si legge che Alexander si sarebbe allontanato dal locale per circa quindici minuti per recuperare qualcosa dalla propria auto, e al rientro non avrebbe più trovato né Cooper né gli altri due. L’ultimo ricordo dell’accusatore è quello di sé stesso accanto al designer mentre l’amico era uscito. Al risveglio, secondo la sua versione, avrebbe ritrovato i vestiti impilati ordinatamente in un’altra stanza insieme al telefono. Sempre Fanpage segnala che Alexander, una volta tornato nel locale, avrebbe tentato più volte di contattare Cooper sul cellulare senza ricevere risposta.

I capi d’imputazione, la richiesta di esame in Italia e il ruolo di Louis Pisano

Secondo il resoconto di MowMag, i capi d’accusa a carico di Tisci comprendono aggressione, percosse, sequestro di persona, inflizione intenzionale di sofferenza emotiva e violazione della legge dello Stato di New York contro la violenza di genere. A seguire il caso fin dall’inizio sulla propria newsletter è il giornalista francese Louis Pisano, specializzato in moda e diritti della comunità arcobaleno. In un’intervista al The Independent, primo media a far emergere la vicenda, Cooper ha dichiarato: «Ricordo di aver sorseggiato la bevanda, e non ricordo nient’altro. Ancora oggi non ricordo nulla». La difesa, di fronte al rifiuto del cantante, chiede ora che l’esame sia condotto da un giudice italiano sotto giuramento, con la possibilità per i legali statunitensi di registrare la deposizione tramite stenografo o videoregistrazione, la presenza di un traduttore e la comunicazione anticipata della data per consentire la partecipazione.