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Mattarella e il caso Roggero: «Non si adatti la legge al singolo». Strigliata i politici: «Aggressività verbale non distolga dai problemi» – Il video

30 Luglio 2026 - 13:01 Giovanni Ruggiero
Il richiamo del Presidente della Repubblica dopo gli scontri sul caso dell'orefice che ha ucciso due rapinatori, oltre che quelli per la morte di Fakir a Blogna e le violenze in Val di Susa: cosa ha detto alla Cerimonia del Ventaglio
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Sergio Mattarella si guarda bene dal citare esplicitamente il nome di Mario Roggero. Ma è evidente il riferimento al caso del gioielliere di Grinzane Cavour nel suo discorso alla cerimonia del Ventaglio al Quirinale. L’appuntamento con la stampa parlamentare che anticipa la pausa estiva è stata l’occasione per il Capo dello Stato di richiamare ognuno ai propri doveri e limiti. In particolare quando ribadisce il concetto che le leggi non si scrivono su misura per un singolo caso. «In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge», ha detto. Mattarella ha quindi avvertito che ribaltare questo principio significherebbe «l’abdicazione dello Stato». Un richiamo, spiega Monica Guerzoni sul Corriere della Sera, anche in questo caso palese alla maggioranza, perché eviti leggi costruite sull’onda dell’opinione pubblica e dei social.

Il monito di Mattarella sulle violenze in Val di Susa

Altrettanto duro il passaggio sugli scontri legati alla protesta No Tav. Le violenze in Val di Susa vengono bollate come «inammissibili», un fatto che secondo il presidente mette a rischio le basi stesse della convivenza democratica. «La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale», ha detto, aggiungendo che «aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica». Il richiamo, come ricostruisce la Repubblica nel pezzo di Concetto Vecchio, sembra puntare in particolare su una parte della sinistra, inclusa Elly Schlein, che aveva atteso 48 ore prima di prendere pubblicamente le distanze. Per Mattarella non è ammessa «alcuna esitazione né circospezione» nel condannare comportamenti aggressivi di questo tipo, e tantomeno può passare la logica del fai da te rispetto all’azione dei poteri pubblici.

Perché Mattarella chiede di abbassare i toni della campagna elettorale

Altro tema del discorso è il clima della campagna elettorale, acceso secondo il presidente troppo presto rispetto al voto del 2027. Mattarella si definisce «estraneo alla dialettica tra le forze politiche», e non entra nel merito dello scontro tra maggioranza e opposizione. Chiede però a tutti, governo compreso, di ritrovare il «reciproco rispetto», mettendo da parte una «aggressività verbale, spesso immotivata» e, a suo giudizio, «controproducente». Le tensioni di queste settimane gli sembrano «piuttosto intempestive», con il rischio concreto di sottrarre attenzione «ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini» e di finire per alterare la realtà delle questioni.

Cosa ha detto Mattarella su immigrazione e giovani che lasciano l’Italia

Un altro passaggio del discorso riguarda l’immigrazione. Mattarella richiama le parole di papa Leone sulla necessità di abbandonare la logica dell’emergenza e governare davvero il fenomeno, invece di subirlo. Ma allarga il ragionamento anche nella direzione opposta, quella di chi l’Italia la lascia. Il presidente osserva che tanta attenzione viene dedicata a chi arriva nel Paese, e si augura che almeno una parte venga rivolta pure «ai numerosi nostri giovani che si trasferiscono all’estero non per scelta ma per necessità».

Mattarella e la difesa comune europea come strumento di pace

«La realizzazione di un’efficace difesa comune europea – ha detto Mattarella -non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra: al contrario è strumento per garantire la pace».

Astensionismo e legge elettorale: il richiamo di Mattarella

Sul fronte della riforma elettorale, riporta ancora il Corriere della Sera, Mattarella resta volutamente fuori dal dibattito. Il Capo dello Stato ribadisce che non tocca a lui giudicare in anticipo testi che «sarò chiamato a esaminare laddove mi pervengano». Il tema che gli sta davvero a cuore è un altro, quello della crescente astensione al voto, su cui invita tutte le forze politiche a interrogarsi seriamente. Il suo compito, ribadisce, resta «indicare esigenze e esortare alla riflessione», non entrare nella mischia quotidiana tra maggioranza e opposizione.