«Mettete a tutto volume le canzoni Disney»: la nuova strategia per le ragazze che vogliono difendersi dai Meta Glasses

I Meta Glasses, gli occhiali da sole e da vista dotati di telecamere che possono fare foto e video, non hanno una buona reputazione. Il motivo è che vengono associati al mondo delle riprese senza permesso, soprattutto nei confronti delle ragazze in luoghi pubblici. Il fenomeno è così diffuso che sta assumendo i connotati di una vera e propria guerriglia: i malintenzionati fanno di tutto per non farsi beccare, a cominciare dal disabilitare la spia che segnala che una registrazione è in corso, e le vittime escogitano strategie e sviluppano tecnologie (come un’app dedicata) per beccare e sabotare chi cerca di filmare senza permesso.
Le canzoni Disney contro i pervertiti
L’idea dietro la strategia è molto semplice: le piattaforme social come Instagram, Youtube e TikTok non permettono agli utenti di monetizzare i video che usano musica protetta da copyright e l’azienda più aggressiva in assoluto in fatto di difesa della propria proprietà intellettuale è proprio la Disney. Visto che, come dice il proverbio diventato virale all’inizio del 2026, «i diritti musicali sono più protetti di quelli delle donne nel 2026», mettere una canzone Disney a tutto volume quando si viene filmati senza autorizzazione è una strategia accettabile per combattere il fenomeno. Usare il diritto d’autore come catalizzatore per l’intervento delle piattaforme si è reso tristemente necessario per via della documentata lentezza di queste ultime in fatto di rimozione di contenuti, anche monetizzati, registrati senza permesso.
Negli Stati Uniti e in Europa sta esplodendo il fenomeno dei cosiddetti “artisti del rimorchio”, uomini che per vendere corsi su come approcciare e sedurre le donne, si registrano “in azione” usando proprio i Meta Glasses. Anche chi consiglia il “metodo Disney” sa che l’audio di un video si può facilmente rimuovere o alterare con l’intelligenza artificiale, ma sono in tanti a scrivere che preferiscono “combattere” i pervertiti in qualche modo piuttosto che non fare nulla o andarsene.
Ti potrebbe interessare
Le modifiche per non farsi notare
Gli occhiali smart di Meta hanno una lucina bianca nell’angolo della montatura che lampeggia quando stanno registrando un video. Essendo il segnale più evidente di una ripresa in corso, è l’obiettivo principale dei malintenzionati che vogliono filmare senza permesso. Su Reddit si possono ancora trovare diverse discussioni tra utenti che dibattono su come disabilitare la luce mentre riprendono. I consigli vanno dal coprirla con del nastro adesivo, o dello smalto, al disabilitarla smontando gli occhiali e intervenendo sui circuiti. Anche in questo caso è nata una quasi corsa agli armamenti tra i malintenzionati e la casa produttrice.
Meta ha rilasciato degli aggiornamenti per impedire agli occhiali di registrare se la luce è coperta o scollegata, ma i nuovi vincoli sono stati nuovamente aggirati in poco tempo. Instagram (di proprietà di Meta) sta provando a intervenire ex-post chiudendo gli account degli “artisti del rimorchio” più aggressivi nel filmare senza permesso, ma al momento l’intervento si limita solo a due profili su migliaia attivi in tutto il mondo. Meta ha anche minacciato forti sanzioni contro chi pubblicizza servizi di manipolazione degli occhiali sulle proprie piattaforme, ma l’industria si è rapidamente spostata su YouTube dove sono disponibili dozzine di tutorial su come intervenire sui propri occhiali senza far attivare i meccanismi di sicurezza.
C’è un app per proteggersi
Davanti al moltiplicarsi dei casi di violazione della privacy legati ai Meta Glasses, uno sviluppatore indipendente ha realizzato Nearby Glasses, un’app che scansiona la frequenza bluetooth degli occhiali smart, non solo di Meta ma anche di Nilox e di altri brand, e manda una notifica all’utente se la individua nelle vicinanze. L’app viene costantemente aggiornata con nuovi modelli ed è apprezzata soprattutto da chi non è al passo con la tecnologia e fa fatica a distinguere i Meta Glasses da dei normali occhiali da vista o da sole.
La pressione sociale per disincentivare l’utilizzo di questi occhiali smart sta funzionando, in parte aiutata da recenti sviluppi. In un recente sondaggio, diversi utilizzatori di Smart Glasses hanno detto di non sentirsi più a loro agio a indossarli in pubblico per via della paura di essere chiamati dei “pervertiti” visto che, nell’opinione pubblica, il dispositivo è ora permanentemente associato ai malintenzionati. Altri hanno detto di aver smesso di usarli dopo aver scoperto che ogni cosa da loro ripresa (tra cui momenti di intimità) viene usata non solo per allenare l’AI di Meta, ma potrebbe essere vista da un revisore umano che deve catalogare i dati presenti. Come se non bastasse, l’azienda di Zuckerberg ha recentemente annunciato di voler integrare nei suoi occhiali un software di riconoscimento facciale per dire all’utente i dettagli noti (nome, età e forse anche indirizzo) di chi sta inquadrando. Le critiche sono state così forti e diffuse che Meta ha ritirato l’aggiornamento. Nonostante le critiche, la strategia dell’azienda non cambia: è appena stato annunciato un nuovo modello, non in collaborazione con Ray-Ban, che costa meno di 300 euro e, dal lancio, sono state vendute più di 7 milioni di paia.

