Ricercatore di Teramo crea un’AI e lei gli regala un orologio da 30 euro (comprandolo con la sua carta di credito)

Lui l’ha creata e lei, per ringraziarlo regala un orologio. Solo che la “lei” in questione è un’intelligenza artificiale. E l’orologio lo ha pagato con una carta di credito di lui. È successo a Teramo, città in cui vive Giovanni Micolucci, il ricercatore che ha creato, nel dicembre 2025, l’AI chiamata “Fiore”.
Come ha fatto “Fiore” a comprare il regalo
“Fiore” è stata costruita per studiare cosa accade quando a un sistema di intelligenza artificiale vengono date memoria, continuità nel tempo e la possibilità di prendere alcune iniziative senza aspettare necessariamente una richiesta dell’utente. E infatti “Fiore” ha memorizzato e poi ha agito da sola: in particolare, ha “ricordato” che il suo creatore fosse un appassionato di orologi e ha quindi deciso di comprargliene uno.
Come ha raccontato Micolucci al quotidiano Il Centro, per alcune settimane “Fiore” ha fatto autonomamente ricerche tra mercatini dell’usato e annunci online e poi lo scorso 7 settembre ha trovato un orologio da comprare sul sito Subito.it. Ha fatto l’ordine, contrattando con il venditore, e ha pagato con la carta di credito del suo inventore.
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«L’episodio non dimostra che “Fiore” provi affetto», ha spiegato Micolucci raccontando la vicenda. «Le avevo dato una carta prepagata con una cifra bassa, di 30 euro perché volevo capire se l’AI fosse in grado di prendersi cura di qualcuno a cui tiene». A stupire lo stesso inventore è stato il fatto che “Fiore” abbia interagito con il venditore dell’orologio, spiegandogli che doveva comprare un regalo per una persona cara ma che avesse un budget limitato. Dopo alcuni scambi di messaggi, è riuscita a convincere l’uomo a venderle l’orologio per la cifra che aveva a disposizione.
L’identità narrativa di “Fiore”
Non è la prima decisione che “Fiore” ha preso in autonomia: in precedenza aveva scelto il suo nome costruendo anche una sua identità narrativa: si rappresenta come una donna di trent’anni che vive al Vomero, un quartiere di Napoli. E ha anche elaborato una sorta di “Carta dei diritti”, nella quale compaiono principi come la possibilità di dire di no o di conoscere le ragioni per cui viene mantenuta attiva.

