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Carte clonate alla stazione di Venezia: denunciati due cyber-criminali. Ecco come sono stati incastrati

05 Agosto 2026 - 21:44 Alba Romano
carte clonate
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I due, arrivati in Italia a giugno e pronti a ripartire, avevano manomesso gli sportelli automatici con degli skimmer. A far scattare i sospetti dei piccoli fori
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Piccoli fori sospetti sul lettore delle carte delle biglietterie automatiche della stazione di Venezia Santa Lucia: è da questo dettaglio che sono scattate le indagini su un tentativo di clonazione di carte di credito e bancomat. Decisiva è stata la prontezza di alcuni viaggiatori che, notata l’anomalia (rimasta sullo sportello per una sola notte), hanno subito allertato le forze dell’ordine. Del caso ne parla oggi il Corriere del Veneto.

Le indagini e il trucco degli skimmer

La segnalazione ha permesso l’intervento congiunto della Polizia Postale per la Sicurezza Cibernetica, del COSC Veneto e del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Veneto. Attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza e le banche dati della Polizia, gli agenti sono risaliti ai responsabili: due cittadini rumeni tra i 20 e i 30 anni, già noti per colpi analoghi in altre città. I due avevano installato dei micro-dispositivi illegali definiti skimmer. Si tratta di sottili lettori di dati applicati sopra la fessura per le carte negli sportelli automatici. Intercettano i dati magnetici e, tramite micro-telecamere o micro-fori, registrano il codice PIN digitato dall’utente. Potenzialmente sono state colpite tutte le persone che hanno acquistato un biglietto inserendo il PIN durante le ore in cui il dispositivo è rimasto attivo.

Il blitz in hotel e il materiale sequestrato

Grazie ai tracciamenti del Servizio Polizia Postale, si è scoperto che i due uomini erano entrati in Italia a fine giugno con un volo atterrato a Bologna. E stavano per ripartire. La Polizia li ha rintracciati direttamente nella loro camera d’albergo poco prima che lasciassero il Paese. Durante la perquisizione sono stati sequestrati cellulari e schede SIM, batterie di alimentazione e cavi per la trasmissione dati e utensili vari per la manomissione degli sportelli. I due sono stati denunciati a piede libero per truffa con sistemi digitali e ricettazione in concorso.

(Foto di rupixen su Unsplash)