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Il deputato di Vannacci Ziello mostra il cappio alla Camera contro il Safe

05 Agosto 2026 - 12:41 Alessandro D’Amato
cappio camera edoardo ziello vannacci 1
cappio camera edoardo ziello vannacci 1
30 anni dopo il gesto del leghista Leoni: «Noi non saremo mai complici della svendita della sovranità economica e finanziaria del nostro paese»
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«Voi state mettendo un pericoloso cappio al collo nei confronti dell’Italia. Il Safe è un cappio al collo nei confronti dell’Italia». Lo dice il deputato di Futuro Nazionale Edoardo Ziello intervenendo dopo la replica del ministro Giancarlo Giorgetti mostrando un cappio in Aula. I deputati di Fnv hanno mostrato in aula anche dei cartelli con su scritto “No Safe”.

Il cappio alla Camera

«Noi non saremo mai complici della svendita della sovranità economica e finanziaria del nostro paese», sostiene Ziello. Poi l’attacco: «Quelle risorse saranno un beneficio per l’industria tedesca perché ha già riconvertito tantissimi impianti che sull’automotive hanno fallito per colpa del Green Deal in industrie belliche che andranno ad alimentare una guerra non nostra in Ucraina che ci è già costata più di 4 miliardi di euro quando i nostri muoiono di fame».

E ancora: «Pare ormai che il percorso sia purtroppo tracciato. È un governo che si è insediato con l’auspicio di combattere i poteri forti e di non farsi contaminare dalla burocrazia di Bruxelles, di fatto ha tradito quegli impegni».

La sovranità economica

«Di fronte a questi pochi minuti che ci separano dal voto nei quali sicuramente le forze di centrodestra andranno a creare questo macigno di debito gigantesco che schiaccerà le nostre imprese e le nostre famiglie, qui in Parlamento c’è un gruppo di deputati di destra che sa bene che cosa dire: dire ‘no’ a questa clausola di salvaguardia perché l’accesso a quei fondi di fatto rappresenta una completa sottomissione ai poteri forti di Bruxelles che lei attualmente difende». Insomma, «noi non saremo mai complici della svendita della sovranità economica e finanziaria del nostro Paese perché di fatto voi state mettendo un pericoloso cappio al collo nei confronti dell’Italia. Dovete fermarvi finché siete in tempo. Rispettate la sovranità del nostro Paese», conclude.

La prima volta del cappio alla Camera

Era il 16 marzo del 1993, si votava il decreto Conso, il cosiddetto ‘colpo di spugna’ per i presunti corrotti, in piena Tangentopoli quando Luca Leoni Orsenigo, deputato della Lega, tirò fuori un cappio. Aveva un nodo scorsoio elaborato e di grandi dimensioni, come quelli dei film. Nel 1996 Leoni Orsenigo lasciò la politica, rivendicando in seguito, ma non senza riletture critiche, quel gesto.

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