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Vino finito in un’ora, torta in ritardo, buffet sporco: coppia risarcita con 30mila euro per il matrimonio disastroso dell’agenzia

05 Agosto 2026 - 18:43 Alba Romano
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Tra gli episodi emersi durante il procedimento c'è anche la testimonianza del proprietario della villa, secondo cui gli organizzatori gli avrebbero chiesto se avesse del vino da vendere per rifornire il ricevimento
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Prima il vino finito dopo pochi brindisi, poi la torta arrivata nel cuore della notte e un ricevimento talmente disastroso da costringere gli sposi a organizzare una seconda festa. A quasi tre anni da quel matrimonio da dimenticare, il Tribunale di Siena ha condannato l’agenzia che aveva curato il banchetto a risarcire la coppia con circa 30mila euro, tra danni e spese legali.

Il matrimonio affidato all’agenzia

Le nozze erano state celebrate il 16 settembre 2023, con un ricevimento a Villa Geggiano, nel comune di Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena. Gli sposi avevano affidato l’organizzazione dell’evento a una società specializzata, ma già prima dell’arrivo degli invitati qualcosa aveva iniziato a non funzionare. Secondo quanto ricostruito nel corso del processo, mancavano cibo e bevande sufficienti e, nel giro di poco tempo, il vino era già terminato.

Il vino finito

Tra gli episodi emersi durante il procedimento c’è anche la testimonianza del proprietario della villa, secondo cui gli organizzatori gli avrebbero chiesto se avesse del vino da vendere per rifornire il ricevimento. Una circostanza che, insieme alle deposizioni di invitati e testimoni, ha contribuito a ricostruire le numerose criticità dell’evento.

La torta in ritardo e pure brutta

Ma i problemi non si sarebbero fermati ai brindisi. In aula è emerso che l’open bar era affidato a un solo addetto e che i liquori venivano serviti da bottiglie di plastica prive di etichetta. La torta nuziale, invece, non era ancora arrivata intorno a mezzanotte e sarebbe stata servita soltanto verso le due del mattino. Secondo quanto riportato nella sentenza, consisteva in «due piccole basi di pan di Spagna preparate al momento, con crema apposta a spatola, non gradevoli a vedersi e non idonee, per dimensioni, al numero degli invitati». Anche il buffet dei dolci sarebbe stato allestito sui tavoli appena sparecchiati, con tovaglie sporche, mentre il tavolo della confettata e delle bomboniere sarebbe stato preparato direttamente dai genitori degli sposi.

Il risarcimento

Nella sentenza, il giudice Flavio Pieri Pavoni ha ritenuto gravi le inadempienze contrattuali dell’agenzia. Nel motivare il risarcimento, il Tribunale ha riconosciuto anche il danno non patrimoniale, richiamando l’articolo 2 della Costituzione. «La felice riuscita del banchetto costituiva un interesse non meramente economico per la coppia», si legge nella sentenza, secondo cui il ricevimento di nozze rappresenta «un momento di manifestazione della personalità, della vita affettiva e della dimensione familiare e sociale degli sposi». Per questo motivo, la sua grave compromissione può integrare un danno risarcibile quando, come in questo caso, supera «la soglia della mera contrarietà, del fastidio o del disagio».