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Svastiche, bandiere dell’Isis ed esecuzioni sul web: arrestato un 16enne di Como per terrorismo internazionale

07 Agosto 2026 - 15:52 Alba Romano
sedicenne arrestato como
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Un profilo solitario e schivo nella vita reale, un'intensa attività di propaganda jihadista e neonazista online. Lo sfogo nelle chat: «Se avessi due anni in più, farei parte di loro»
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All’esterno, la figura di un adolescente come tanti, descritto dagli investigatori come «schivo e poco incline al dialogo con i coetanei». Sul web, invece, la doppia vita di un sedicenne immerso in una pericolosa deriva ideologica fatta di terrorismo internazionale, fascinazione per il neonazismo e apologia della violenza politica e religiosa. Questo il ritratto del giovane di Como, nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dalla gip del Tribunale per i Minorenni di Milano, Laura Margherita Pietrasanta. La misura è scattata a seguito delle indagini condotte dalla Digos, che hanno tracciato l’attività online del sedicenne su piattaforme criptate e ad alto tasso di anonimato.

Il sincretismo dell’odio: dalla svastica alle armi di Daesh

Dall’analisi del cellulare e delle tracce digitali dell’indagato è emersa la compresenza di simboli e messaggi legati a due matrici apparentemente opposte, ma unite dalla radicalizzazione: la propaganda jihadista e quella suprematista. L’account del sedicenne mostrava un’immagine del profilo con la bandiera dello Stato Islamico sovrastata da due fucili d’assalto tipo kalashnikov. Contemporaneamente, nelle chat private il giovane si rivolgeva ai suoi interlocutori con il saluto «Heil Hitler» e condivideva materiale condito da svastiche, riferimenti al codice numerico neonazista “88” (simbolo per Heil Hitler) ed espressioni come «White power».

Le conversazioni e i video di decapitazioni

Intercettato durante gli scambi di messaggi in lingua inglese con altri utenti della rete, il sedicenne mostrava una completa assimilazione delle narrazioni estremiste. In una conversazione in cui teorizzava la risposta armata, il giovane dichiarava: «Se fai saltare in aria i loro genitori aspettati che più persone radicali ti accolgano. Se avessi due anni in più, farei parte di loro».

L’ordinanza sottolinea come i suoi interlocutori gli inviassero regolarmente filmati di estrema crudeltà prodotti dalle centrali di propaganda dell’Isis: sgozzamenti, esecuzioni di prigionieri, volti travisati con abiti militari e miliziani messi in posa di fronte ai corpi delle vittime come trofei di guerra. Di fronte a questo materiale, rileva il magistrato, l’adolescente «non manifestava alcuna forma di dissociazione o riprovazione», proseguendo lo scambio con naturalezza e rispondendo con contenuti della stessa matrice ideologica.

(Foto di Kaur Kristjan su Unsplash)

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