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Netanyahu respinge il piano di pace Usa per Gaza. L’annuncio choc: «Nessun ritiro dell’Idf finché Hamas non sarà disarmata»

09 Agosto 2026 - 13:31 Stefania Carboni
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La decisione alla riunione di gabinetto a Tel Aviv: «Finché sarò primo ministro, non ci sarà alcuno Stato palestinese, né a Gaza né in Cisgiordania. Né 'Fatahstan' né 'Hamastan»
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«Israele respinge il documento in 15 punti» su Gaza annunciato dagli Usa, e non intende ritirare l’Idf dalla Striscia «finché Hamas non sarà effettivamente disarmato». Lo ha annunciato il premier Benjamin Netanyahu in apertura della riunione di gabinetto odierna. Nessun sì quindi sui 15 punti presentati dal Board of Peace. «Finché sarò primo ministro, non ci sarà alcuno Stato palestinese, né a Gaza né in Cisgiordania. Né ‘Fatahstan’ né ‘Hamastan», ha poi aggiunto. Poco dopo è arrivata la replica di Hamas, secondo cui gli Stati Uniti devono fare pressione su Israele affinché accetti la prossima fase del piano per Gaza. Ad affermarlo all’Afp è un funzionario di Hamas. «Ci aspettiamo che i mediatori e il garante americano facciano pressione su Netanyahu e sul suo governo affinché rispettino la tabella di marcia e non ostacolino il processo per ragioni politiche ed elettorali interne», ha detto Bassem Naim, membro dell’ufficio politico di Hamas.

«Gli americani hanno delle idee; alcune sono per noi accettabili, altre no»

Il premier israeliano ha poi dichiarato che Israele sta discutendo le proprie riserve con gli Stati Uniti. «Hanno delle idee; alcune sono per noi accettabili, altre no, e sappiamo come opporci a queste cose. Lo abbiamo dimostrato in passato e lo stiamo dimostrando anche oggi. Inoltre, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) continueranno a contrastare le minacce contro le nostre forze e contro i nostri cittadini».