Ultime notizie FemminicidiGoverno MeloniReportSigfrido RanucciUcraina
ATTUALITÀAbruzzoGiovaniInchiestePescara

Diomede Barchiesi, morto il padre finito in coma per aver difeso il figlio: la lite e il pugno fatale di un 18enne

14 Agosto 2026 - 18:30 Olga Colombano
Diomede Barchiesi morto
Diomede Barchiesi morto
Non ce l'ha fatta il 50enne di Linciano ricoverato in Rianimazione dopo essere intervenuto per difendere il figlio sul lungomare di Fossacesia. L'annuncio dell'Asl di Pescara
Google Preferred Site

È morto Diomede Barchiesi, il 50enne di Lanciano, in provincia di Chieti, ricoverato in Rianimazione dopo essere intervenuto per difendere il figlio di 18 anni durante una lite sul lungomare di Fossacesia. L’uomo era stato colpito da un pugno sferrato da un altro 18enne nella notte di domenica e aveva riportato gravissime lesioni cerebrali. Le sue condizioni erano apparse disperate fin dai primi momenti. Nella mattinata di oggi, dopo la diagnosi di morte encefalica, è iniziato il periodo di osservazione previsto dalla procedura. Al termine degli accertamenti, è stato ufficialmente certificato il decesso. La notizia è stata comunicata dalla Asl di Pescara.

L’annuncio dell’Asl

«In riferimento al paziente ricoverato presso la Rianimazione dell’Ospedale di Pescara a seguito del grave trauma riportato nell’episodio avvenuto a Fossacesia, si comunica che si è concluso il periodo di osservazione previsto per l’accertamento della morte cerebrale e che il collegio medico ha dichiarato il decesso del paziente», ha dichiarato l’Asl in una nota.

La lite sul lungomare di Fossacesia

La tragedia è avvenuta al termine di una lite tra giovani. Barchiesi sarebbe intervenuto quando il figlio è stato coinvolto nella discussione con altri ragazzi, venendo poi raggiunto dal pugno che gli ha provocato le lesioni rivelatesi fatali. La dinamica dell’aggressione è ora al vaglio degli inquirenti.

L’intervento e l’iter medico

Dopo essere caduto, Barchiesi è stato soccorso e trasferito all’ospedale di Pescara. Lì è stato sottoposto a un intervento neurochirurgico, ma le lesioni cerebrali riportate erano già apparse molto gravi e, nonostante le cure, le sue condizioni non sono migliorate. Dopo diversi accertamenti clinici e strumentali, l’Asl aveva comunicato in mattinata che era iniziato «il periodo di osservazione previsto per l’accertamento della morte cerebrale». Il periodo di osservazione serviva a verificare, attraverso una serie di accertamenti, che la perdita delle funzioni cerebrali fosse totale e irreversibile.

Le parole degli avvocati

Gli avvocati del 18enne hanno chiesto di evitare quello che definiscono un «insostenibile clima di colpevolizzazione preventiva». In un video congiunto hanno espresso la propria vicinanza a Barchiesi e alla sua famiglia. «Il nostro unico pensiero e la nostra speranza vanno a chi, in questo momento, sta lottando per la vita. Ci auguriamo con tutto il cuore che possa tornare al più presto all’affetto dei suoi cari», hanno dichiarato. «Questa è una tragedia che vede due famiglie totalmente distrutte e annientate», hanno aggiunto.

Chi era Diomede Barchiesi

Diomede Barchiesi era un dipendente Stellantis di Atessa, ma era originario di Altino. Come racconta Il Messaggero, Barchiesi era conosciuto come una persona buona e mite, oltre che per la sua passione per il ciclismo. La vicenda ha scosso la comunità di Fossacesia e, come riporta SkyTG24, il sindaco Enrico Di Giuseppantonio ha espresso il proprio dolore, sottolineando l’importanza di affiancare alla sicurezza anche «prevenzione, educazione, ascolto e presenza». Un pensiero è arrivato anche da Lorenzo Jovanotti, che in un video sui social ha ricordato la sua passione per la bici: «So che sei un appassionato di bici, amico di miei amici. Ti mando un abbraccio forte e ti aspetto in strada». Ora la tragica notizia.