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In Italia c’è un sindaco che da otto anni rinuncia al suo stipendio per donarlo al Comune

18 Agosto 2026 - 10:19 Olga Colombano
comune triora imperia liguria
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Massimo Di Fazio non percepisce l'indennità dal 2018. Dopo l'aumento previsto dal 2024 aveva chiesto di poter ricevere la nuova quota e versarla al Comune, ma la Corte dei Conti ha respinto la richiesta
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Massimo Di Fazio è sindaco di Triora, un piccolo Comune dell’entroterra della provincia di Imperia con circa 390 residenti. Eletto per la prima volta nel 2018, ha scelto fin dal giorno dell’insediamento di rinunciare alla propria indennità, che all’epoca ammontava a circa 1.700 euro al mese. Una decisione che, negli anni, non ha cambiato. Nel frattempo, però, l’indennità dei sindaci è aumentata e dal 2024 comprende anche una quota aggiuntiva di circa 500 euro che però non rientrerebbero nella rinuncia firmata nel 2018. Per questo ha chiesto alla Corte dei Conti se potesse riceverla per poi versarla al Comune. Il parere dell’organo di controllo è stato però negativo.

Chi è Massimo Di Fazio

Nato a Sanremo nel 1973, di origini abruzzesi e da sempre appassionato della montagna ha scelto Tirona per trasferirsi con la famiglia. Come ha raccontato a La Stampa, ha dovuto crescere rapidamente dopo la morte del padre, avvenuta quando aveva appena 9 anni. Un’esperienza che, secondo le sue parole, lo ha portato a «sviluppare un profondo senso di responsabilità, uno spirito di sacrificio e una spiccata attenzione verso il prossimo e chi ha bisogno». Ha così iniziato a lavorare a 14 anni in un cantiere edile e a 20 anni è diventato imprenditore in partita iva. Ora è al secondo mandato da sindaco di Triora e continua a considerare l’amministrazione pubblica soprattutto come un servizio alla comunità. «Amministrare è un atto di puro servizio e amore verso la propria terra», ha spiegato, sostenendo che le risorse destinate al sindaco siano più utili se restano nelle casse comunali.

Le difficoltà di gestire un comune con pochi residenti

Triora conta appena 390 residenti, ma ha un territorio molto esteso, il più grande della provincia di Imperia e il settimo della Liguria. Amministrarlo significa quindi occuparsi di una superficie ampia con risorse umane limitate. Gli uffici comunali, infatti, possono contare soltanto su tre dipendenti, mentre l’ufficio tecnico è attivo per appena 12 ore alla settimana. Per far fronte alla carenza di personale, anche il sindaco partecipa direttamente alle attività quotidiane, occupandosi di piccoli lavori di manutenzione e riparazione. «Vengono messe a disposizione della comunità tantissime ore di costante lavoro di volontariato sul campo», ha spiegato Di Fazio. «È questo lo spirito del Paese, tutti ci aiutiamo». Nonostante le poche risorse economiche e umane, il Comune ha comunque raggiunto risultati importanti, riuscendo ad attrarre oltre 20 milioni di euro di finanziamenti destinati a opere pubbliche e interventi per il rilancio del territorio.

La decisione della Corte dei Conti

La questione dei 500 euro nasce proprio dall’aumento dell’indennità dei sindaci entrato in vigore dal 2024. Di Fazio ha chiesto alla Corte dei Conti se la rinuncia firmata nel 2018 potesse non riguardare questa nuova quota, che all’epoca non esisteva. L’idea era di ricevere i 500 euro previsti dalla nuova indennità e trasferirli successivamente al Comune, così da destinare quelle risorse alla comunità. La Corte dei Conti, però, ha escluso questa possibilità. Per Di Fazio è una decisione difficile da accettare, soprattutto considerando le esigenze di un piccolo Comune. «Per un piccolo Comune di montagna anche solo cento euro sono vitali per coprire una manutenzione o sostenere un servizio», ha spiegato, ribadendo che il suo obiettivo è sempre stato quello di lasciare il maggior numero possibile di risorse nelle casse comunali.

In copertina: foto del Comune di Triora presa dalla pagina Facebook ufficiale dell’amministrazione comunale.