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«Maledetta Chiara, i Poggi e chi non li fa morire»: le intercettazioni dei Sempio

01 Ottobre 2026 - 07:12 Ettore Ambrosi
garlasco andrea sempio chiara poggi daniela ferrari
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I colloqui trascritti dagli inquirenti nell'accusa ad Andrea
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«Maledetta Chiara, i Poggi e il porco (bestemmia) che non li fa morire… maledetta». Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, diceva questo nelle intercettazioni mentre il figlio scopriva di essere di nuovo accusato dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Il Giornale oggi pubblica alcune trascrizioni delle cimici infilate in casa Sempio.

Le intercettazioni

Tra queste c’è quella del 2 novembre 2025. Il padre Giuseppe chiede al figlio di una chiavetta che non ricorda se fosse nel pc. «No ma io non avevo chiavette», risponde Andrea alzando la voce come alterato. Ancora: «Cioè chiavette… riferito a chi? Non lo so… non ne avevo una di chiavetta». C’è poi l’argomento Luciano Garofano. È ancora mamma Daniela a parlare, a settembre 2025. «Garofano e Tizzoni – riassumono i carabinieri – hanno paura che esca fuori un’altra verità rispetto alla colpevolezza di Stasi, e non si spiega come mai hanno paura se sono certi di aver fatto le cose fatte bene all’epoca».

Garofano

E ancora: «Non è normale che se tu sei stato assunto da me, per difendere me, mi obblighi a dire o metti dentro delle cose che vogliono Tizzoni e Capra nell’incidente probatorio, tipo l’impronta 33, che l’impronta 33 non c’entra niente perché mio figlio è accusato sul Dna». A ottobre 2025 si lamenta delle misure antropometriche prese al figlio: «Ma perché non gliele avete prese a Stasi? A mio figlio gli prendete le misure venti anni dopo… venti anni dopo che è venti chili in più (…) l’unica cosa che gli è rimasta uguale all’epoca è il numero di scarpe che aveva il 44 all’epoca e ce l’ha ancora adesso».

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