Paolo Calissano, il fratello: «Quando è morto aveva solo 5mila euro in banca». Il processo sul suo tutore legale slitta ancora

Quando Paolo Calissano è morto, il 29 dicembre 2021, sul suo conto erano rimasti circa 5mila euro. A raccontarlo è il fratello Roberto, che da anni chiede di fare luce sulla gestione del patrimonio dell’attore. Secondo la ricostruzione della Procura, Matteo Minna avrebbe sottratto a Calissano 512.587 euro, approfittando della sua condizione di fragilità. Roberto sostiene invece che la somma complessivamente sottratta fosse ancora più alta. «Era stato ridotto sul lastrico», ha detto al Secolo XIX, collegando anche la situazione economica del fratello al peggioramento delle sue condizioni negli ultimi anni.
Chi era Paolo Calissano
Nato a Genova nel 1967, Calissano era diventato uno dei volti più popolari della televisione italiana tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila. Aveva recitato in fiction come La dottoressa Giò, Vento di Ponente e Vivere, prima di partecipare anche all’Isola dei famosi. Nel 2005 la sua vita era stata sconvolta dalla morte per overdose della ballerina brasiliana Ana Lucia Bandeira Bezerra, trovata nel suo appartamento di Genova. Calissano fu arrestato e poi condannato a quattro anni, da scontare in una comunità di recupero. Negli anni successivi provò a tornare alla vita pubblica, ma si ritirò progressivamente dalle scene. Aveva una diagnosi di disturbo dell’adattamento con umore depresso e problemi legati all’abuso di sostanze. Proprio per la sua condizione di fragilità aveva un amministratore di sostegno, incaricato di affiancarlo anche nella gestione delle sue finanze.
Il rapporto con Minna e le accuse
A ricoprire quel ruolo era stato Matteo Minna, avvocato e amico di famiglia che conosceva Calissano da anni. Secondo l’accusa, avrebbe però utilizzato il rapporto di fiducia per compiere operazioni dannose per l’attore, arrivando a disporre di parte del suo patrimonio e a effettuare versamenti a favore di una società riconducibile allo stesso Minna. Tra le contestazioni c’è anche quella di circonvenzione d’incapace, oltre al peculato aggravato e alla falsità ideologica. L’inchiesta riguarda anche altre persone: secondo gli inquirenti, Minna avrebbe sottratto complessivamente oltre 800mila euro a quattro persone di cui gestiva il patrimonio. Nel caso di Calissano, la famiglia sostiene che la cifra fosse superiore a quella ricostruita dagli investigatori.
Ti potrebbe interessare
- La morte di Paolo Calissano «non fu uno sbaglio». Parla il fratello, l’accusa all’ex amico e i 500 mila euro spariti: «Glielo presentai io»
- Paolo Calissano, chiuse le indagini sul suo tutore legale: «Sottrasse 500 mila euro all’attore»
- Paolo Calissano, gli acquisti sospetti e le società finite in liquidazione prima della morte: si indaga sull’ex legale
Il processo
Nel 2023 Minna era stato arrestato e messo ai domiciliari. Nell’aprile 2025 è stato rinviato a giudizio e il processo avrebbe dovuto iniziare a luglio dello stesso anno, ma è stato rinviato più volte. L’udienza è ora prevista per ottobre 2026. Intanto Roberto Calissano continua a chiedere che venga fatta chiarezza sulla gestione del patrimonio del fratello e sul periodo che ha preceduto la sua morte. «Mi aspetto che sia fatta giustizia per Paolo e per tutti gli altri», ha detto.

