Roberto Vecchioni, l’ultimo concerto: «Statemi vicino, per tanti mesi non potrò cantare»
«Statemi vicino. Mille di qua e mille di là, perché io sono molto emozionato dopo mesi e mesi che non canto. E questa forse sarà l’ultima volta perché per altrettanti mesi non potrò cantare». Roberto Vecchioni si è esibito al teatro Brancaccio di Roma dopo la sospensione del suo show. «Per me questa è una bellissima serata, non ci avrei rinunciato per niente al mondo perché quando sarei dovuto venire qui un po’ di tempo fa ero in ospedale, con un tubo dentro la gola. E oggi che sono ancora convalescente ma anche tosto ho rimediato alla mia colpa tornando da voi», ha detto
Il concerto
A marzo il concerto era stato annullato per problemi di salute. Adesso fa sapere: «Ero conciato malissimo. A un’infermiera un giorno ho chiesto: “Sto per morire?”. E lei: “Eh, prima o poi tutti dobbiamo morire”. Al che io ho sbottato: “Bella risposta del cao!». A Milano ha suonato invitando tutto lo staff del Fatebenefratelli, 23 persone: «C’erano anche quattro cardiologi. Tre erano contrari a che io cantassi, il quarto invece pensava che avrei potuto farcela. E io ho seguito lui perché era il più simpatico e perché sono convinto che ciò che conta sia l’intenzione, il contenuto e non la forma».
L’esibizione
Durante l’esibizione: una battuta al Campidoglio «che ha conferito un premio alla cultura a Vanna Marchi e Stefania Nobile, perché al male non c’è limite». E una sul fatto che «viviamo in un’epoca in cui ci sono contemporaneamente Trump e Putin?». Infine la dedica all’amico Francesco Guccini: «Credo di essere l’unico autore di cui Francesco abbia cantato una canzone non scritta da lui».

