La lettera della Rai a Ranucci contesta l’incontro con un deputato e i 50 ingressi di una «persona estranea» a Report
Nella lettera di contestazione disciplinare inviata dalla Rai a Sigfrido Ranucci c’è anche una conversazione tra l’ex conduttore di Report e il parlamentare M5s Dario Carotenuto. L’intercettazione è agli atti dell’inchiesta della procura di Roma sull’attentato del 16 ottobre 2025. La lettera firmata dall’Ad Rai Giampaolo Rossi del 14 settembre 2026. E riguarda «informazioni e valutazioni concernenti la solidità degli elementi per un approfondimento giornalistico riguardante il parlamentare di FdI, on. Cangiano».
La lettera a Ranucci e il licenziamento
Ecco il testo della lettera anticipato oggi dal Fatto Quotidiano: «Risulta che l’on. Carotenuto le abbia chiesto se ci fossero elementi concreti a sostegno dell’inchiesta e che lei abbia accennato a contesti definiti ‘inquietanti’ e proposto un incontro di persona per spiegargli i dettagli». Secondo i vertici della tv pubblica, questa “condotta” di Ranucci sarebbe «in contrasto con i principi di fedeltà, riservatezza, imparzialità e prudente gestione» delle informazioni non ancora rese pubbliche. E, in sostanza, violerebbe il codice etico della Rai.
La difesa di Ranucci
Ma la difesa di Ranucci dice che quelle conversazioni, pur “rese note dalla stampa”, la Rai non poteva averle in maniera ufficiale. Perché per utilizzarle come elemento probatorio serve l’ok della Giunta per le autorizzazioni, come nel caso di Andrea Delmastro. Ranucci è assistito da giuslavoristi Franco Focareta, Franco Scarpelli e Stefano Rossi dello Studio Devitalaw coordinato da Roberto De Vita. L’azienda contesta anche di aver girato due email di Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti, a Valter Lavitola.
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Le altre contestazione
La Rai contesta a Ranucci circa 50 ingressi in redazione dal 2019 al 2026, consentiti a Laura Cianfoni, che il Fatto oggi definisce «attuale compagna di Ranucci». Infine le critiche a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi dopo l’annuncio della doppia conduzione per Report. Nel frattempo il pm Edoardo De Santis ha mosso i primi passi per la richiesta di estradizione nei confronti di Gomes Clesio Tavares. Si valuta la possibilità di un mandato d’arresto internazionale.
Lavitola in carcere
Intanto Lavitola non si trova più in regime di alta sicurezza nel carcere di Rebibbia. È stato trasferito tra i detenuti comuni. La decisione del Dap è arrivata in virtù del fatto che Lavitola non ha contatti con la criminalità organizzata, nonostante persista l’aggravante del metodo mafioso per l’attentato a Ranucci.

