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Costacurta risponde a Sara Curtis: «Calciatori su un piedistallo? Non è colpa loro. Perché non nasce un Sinner nel calcio italiano»

20 Agosto 2026 - 07:30 Giulia Norvegno
Sara Curtis e Billy Costacurta
Sara Curtis e Billy Costacurta
All'ex difensore milanista non piace però la guerra tra discipline, che porta in automatico a criticare il calcio quando altre vanno bene. L'avvertimento alla nuova stella del nuoto italiano ora che la popolarità rischia di travolgerla
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Billy Costacurta dà ragione su quasi tutta la linea all’affondo di Sara Curtis, che in un’intervista a Repubblica aveva accusato i calciatori di sentirsi su un piedistallo rispetto agli altri sportivi. Interpellato dallo stesso giornale, l’ex difensore rossonero dice: «Sì, è vero. Ma ce li mettiamo noi». Per spiegarlo cita i trionfi azzurri agli ultimi Europei di atletica e di nuoto, con l’attività di preparazione al campionato di Serie A che intanto andava avanti: «Voi avete sentito parlare più della medaglia meravigliosa di Larissa Iapichino o di Vicario che è tornato in Italia? Più di quello che ha fatto di eccezionale Tamberi o dell’amichevole del Milan? Io sono a Milano, siamo quattro gatti, parlano tutti di calcio. È una questione di debolezza dell’ambiente». Costacurta però rifiuta l’idea di una guerra tra discipline: «Contrapposizione inutile che non capisco. C’è un movimento meraviglioso di altri sport di grande successo e c’è anche il pallone che amiamo, ci appassiona, ci fa ridere, piangere». E aggiunge che dietro le critiche c’è spesso invidia: «Quelli che parlano di calcio a volte sono invidiosi. C’è una regola automatica, famoso uguale criticato. Del resto siamo un Paese che ha il coraggio di trovare qualcosa da dire su Sinner».

Perché in Italia non nasce un Sinner nel calcio

Alla domanda sul perché il calcio italiano non riesca a sfornare un fenomeno assoluto come Jannik Sinner, Costacurta chiama in causa non i dirigenti ma la fragilità caratteriale delle nuove leve, aggravata dalle pressioni imposte dallo stesso sistema: «Di talenti ne abbiamo pochi e abbiamo una generazione caratterialmente più fragile. Guardi, io sono stato un giocatore normale che però aveva la fortuna di andare in campo con campioni pazzeschi, oggi dove sono i Maldini? I Baggio? Ma siamo noi che li facciamo diventare così fragili. Diamo loro un peso eccessivo da sopportare. Non li aiutiamo a crescere». E allarga il ragionamento anche allo sport che sta esplodendo in queste settimane: «Il calcio mette pressione, c’è tensione, arriva la fama. Oggi Sara Curtis la conoscono tutti, dopo sei medaglie e due record del Mondo. La fermeranno, le chiederanno foto, anche lei dovrà imparare a gestire la popolarità. Ceccon lo ha ammesso, la sua vita è cambiata».

Il paragone tra Sara Curtis e Guglielmo Vicario

Per spiegare lo squilibrio tra le discipline, Costacurta ricorre a un episodio concreto: «Ma di chi è la colpa? Perché quando Sara Curtis e Vicario arrivano a Torino con lo stesso aereo, le foto e le domande e gli autografi sono più per lui che per lei? Fermano ancora me e ho smesso da 20 anni. Non possiamo dare la colpa al calcio se c’è tanta attenzione. Siamo noi, è l’ambiente, sono i tifosi, è la nostra cultura sportiva». Difende poi i dirigenti del pallone dal paragone con quelli di altri sport, che in questi anni hanno costruito squadre vincenti: «Tutto vero. Ma perché Binaghi, Barelli e Mei dovrebbero essere meglio di Malagò o Gravina? Sono stati bravissimi, ma ora non devono ergersi a maestri. Hanno avuto la fortuna di avere una generazione di talenti eccezionali. Ma non è che nel pallone sono diventati deficienti».

Quali sono i nuovi talenti del calcio italiano secondo Costacurta

Guardando al campionato che sta per iniziare, Costacurta si dice incuriosito da un nome su tutti: «Voglio proprio vedere Mastantuono, può essere il colpo dell’estate, come talento può essere la copia esatta di Nico Paz. Mi incuriosisce molto». E allarga lo sguardo alla nuova generazione di allenatori: «Aquilani, Grosso, Abate, lo stesso De Rossi, ci servono idee nuove, è importante qualcuno che voglia cambiare l’inerzia. Aspetto di vedere il Milan di Amorim cosa sarà, se il Como saprà confermarsi. Ma la Fiorentina è quella che mi stuzzica, progetto interessante e ambizioso, ci stanno davvero provando».