Raiz accusato di sionismo per la maglietta dei Culture Club: «Era solo un tributo musicale»

Il frontman degli Almamegretta Raiz è finito al centro di una polemica sui social per una maglietta dei Culture Club indossata durante il suo ultimo concerto. La t-shirt è stata interpretata da alcuni utenti come un gesto di solidarietà nei confronti di Boy George, il cantante della storica band inglese, finito a sua volta nel mirino delle critiche per la canzone «We Will Dance Again», pubblicata a fine luglio e dedicata alle vittime del festival colpite nell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 con messaggi filo-israeliani. Raiz ha quindi deciso di rispondere pubblicamente alla polemica con un lungo post sui social, spiegando che quella maglietta non aveva alcun significato politico.
Il lungo post di Raiz sui social
«Dacci oggi il nostro odio quotidiano», ha scritto il cantante napoletano, raccontando che la polemica sarebbe partita da un post pubblicato da una persona che non conosce. Nel post compariva una fotografia di Raiz con la t-shirt dei Culture Club, accompagnata dall’accusa di aver utilizzato la maglietta come segnale di sostegno all’attuale governo israeliano e dall’invito a boicottare l’artista e la sua band. Per Raiz, invece, il significato era molto più semplice, come scrive sul post, «Era semplicemente il tributo a uno dei progetti musicali che mi ha formato durante l’adolescenza».
Le minacce sui social
La discussione, secondo il cantante, è però andata ben oltre la critica politica. Raiz racconta di aver letto tra i commenti «fantasie sulla mia vita privata», giudizi sulle persone a lui vicine e anche minacce rivolte a lui o addirittura «minacce di morte ai suoi figli e ai suoi nipoti». Proprio per la natura di questi commenti il frontman ha annunciato possibili conseguenze legali nei confronti di chi avrebbe superato il limite. A colpirlo maggiormente, ha spiegato, sono stati però i commenti arrivati da persone che conosce personalmente e che considerava amici.
La richiesta di prendere posizione
Sotto il suo post sono comparsi rapidamente più di 500 commenti. C’è stato chi lo ha appoggiato, chi lo ha continuato a insultare e anche chi ha chiesto a Raiz di prendere una posizione più chiara sulla questione israelo-palestinese, invece di limitarsi a respingere l’accusa. Il cantante ha risposto spiegando di avere una posizione che, secondo lui, non lascia spazio a equivoci. «Sono da sempre pro Stato palestinese», ha scritto, aggiungendo di essere contrario agli insediamenti israeliani in Cisgiordania e al governo di Netanyahu, oltre che al «terrorismo dei coloni nei territori». Raiz ha infine ribadito di auspicare una soluzione negoziata e sicura per entrambe le parti, prendendo le distanze da ogni forma di terrorismo e violenza. «Spero di essere stato esaustivo anche se in due righe», ha concluso.

