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La società per commerciare il pesce (surgelato), l’uomo di fiducia africano per sistemare le cose, la vita precedente di Sigfrido Ranucci sembra quella di Valter Lavitola

20 Agosto 2026 - 20:29 Fosca Bincher
Nel 2004 il giornalista ha aperto (e guidato) la Delimed per commerciare prodotti ittici insieme alla moglie, al fratello e al collega giornalista Arcangelo Ferri. Prima di condurre Report l’ha chiusa facendola liquidare a un professionista nato in Togo. L’interesse per il fotovoltaico in famiglia.
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Sigfrido Ranucci ha fatto il Valter Lavitola prima ancora di conoscerlo. Sembrano vite parallele la prima vissuta dal conduttore di Report e la seconda dell’imprenditore affarista uscito dai suoi lunghi guai giudiziari: commercio del pesce, uomo di fiducia africano a cui affidare le cose più delicate, e in famiglia Ranucci pure l’avventura delle energie rinnovabili (fotovoltaico) che negli ultimi tempi sembrava attrarre sia Lavitola che il suo africano di fiducia, Clesio Gomes Tavares, oggi latitante in Camerun dove era andato proprio per affari sulle rinnovabili.

Il commercio al dettaglio di prodotti surgelati e la chiusura della società prima di Report

Inizia nel 2004 la prima vita da Lavitola del futuro conduttore di Report. L’11 maggio di quell’anno nello studio del notaio romano Marina Manzella nasce la società Delimed srl. A fondarla sono Sigfrido Ranucci, che ne detiene il 30%, la moglie Marina Maggiorelli con il 10%, il fratello minore del giornalista Massimiliano Ranucci (30%) e un collega Rai con cui Sigfrido aveva mosso i primi passi nella squadra di Roberto Morrione: Arcangelo Ferri, anche lui con il 30%. L’oggetto sociale della Delimed è ricco, ma l’attività principale è quella di import ed export per commercializzare «prodotti ittici sia freschi che congelati o surgelati», e altri prodotti alimentari e bevande. L’attività che negli anni risulta alla Agenzia delle Entrate è il «commercio al dettaglio di prodotti surgelati». Sigfrido viene nominato presidente della società, e da lì in poi presiede ogni assemblea, comunicando le decisioni sul risultato di esercizio, fino al gennaio 2013 quando la società viene messa in liquidazione volontaria, per essere poi definitivamente chiusa nel 2017, anno in cui Ranucci inizia la conduzione di Report.

Massimiliano Ranucci, fratello del conduttore di Report Sigfrido Ranucci
Massimiliano Ranucci, fratello del conduttore di Report Sigfrido Ranucci

«’O Niro» di Ranucci nato in Togo che anticipa quello di Lavitola nato in Camerun

La Delimed ha sede sociale nel quartiere di Ostiense, in via della Collina Volpi 5. Non decolla mai veramente, anche se nei vari anni è riuscita a fatturare fra 30 e 50 mila euro. Quando nel gennaio 2013 i quattro soci decidono di gettare la spugna, viene nominato liquidatore un cittadino di origine africana. Per continuare il parallelo con Lavitola, è «’O Niro» di Ranucci. Si chiama Amyas Fedor Robert Mawubedjro Creppy (quest’ultimo è il cognome), ed è nato a Lome Golfe in Togo il 23 luglio 1965. È risultato domiciliato sia a Treviso che in provincia, a Breda di Piave. Ma non risulta iscritto all’albo dei commercialisti della provincia veneta. In Italia ha fatto il liquidatore solo altre due volte, mettendo fine all’avventura della FPecoenergy srl e alla FPquadro srl. E anche queste due società c’entrano con la famiglia di Sigfrido.

L’interesse della famiglia Ranucci per quel fotovoltaico diventato l’ultima idea di Lavitola

In entrambe le società di cui è liquidatore Amyas Creppy è azionista, infatti, il fratello di Sigfrido insieme a due altri soci: Fabrizio Puddu e Fausto Piranomonte. Nella FPquadro, che si occupa di software, Massimiliano Ranucci ha solo una quota di minoranza (10%). Nella FPecoenergy è invece l’azionista di maggioranza con il 56,66%. La società- chiusa nel 2017- ha anticipato la più recente passione di Lavitola: quella delle energie alternative e in particolare del fotovoltaico, visto che l’oggetto sociale della FPecoenergy era «commercio all’ingrosso e distribuzione di prodotti fotovoltaici per la segnalazione luminosa». Quando negli ultimi mesi Lavitola spiegava il suo ultimo business a Sigfrido, sperava evidentemente di avere buoni consigli per evitare gli errori del fratello che ha dovuto chiudere la sua impresa nel 2017.