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Pensione dalla nascita, il governo Meloni pensa a un fondo per ogni nuovo nato: come funziona e chi verserà i soldi

23 Agosto 2026 - 11:49 Bruno Gaetani
fondo pensione nascita piano governo meloni
fondo pensione nascita piano governo meloni
La proposta della ministra Calderone prende spunto dal modello tedesco. Previsto un piccolo contributo iniziale dello Stato, poi versamenti volontari di genitori e familiari fino ai 18 anni
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Con la prossima legge di Bilancio, il governo Meloni potrebbe creare un «fondo previdenziale alla nascita», che verrebbe aperto per ogni nuovo nato con un piccolo contributo iniziale versato dallo Stato e alimentato poi volontariamente da genitori e familiari fino alla maggiore età. Quando comincerà a lavorare, sarà il beneficiario stesso a proseguire con i versamenti. L’obiettivo, nel lungo periodo, è costruire un nuovo pilastro previdenziale e assicurare una pensione più dignitosa alle future generazioni. Per il momento, si tratta di una semplice ipotesi sulla quale il governo sta ragionando e che la ministra del Lavoro Marina Calderone – in un’intervista al Corriere – considera «utile e opportuna».

Come funzionerà il fondo pensione alla nascita

«Da parte del governo e del ministero c’è massima attenzione a tutto quanto attiene alla costruzione di pilastri aggiuntivi di previdenza. Siamo già intervenuti, stabilendo che dal primo luglio di quest’anno vi sia l’adesione automatica ai fondi pensione dei nuovi assunti e aumentando il tetto alla deducibilità dei contributi fino a 5.300 euro l’anno. Ora valutiamo la fattibilità del fondo previdenziale alla nascita», spiega la ministra Calderone nell’intervista al Corriere.

Il ruolo dell’Inps e l’ipotesi di una collaborazione con i privati

Il nodo, naturalmente, è quello delle risorse. Per partire servirebbe un primo versamento pubblico, anche molto contenuto: «Le coperture si trovano, senza sottrarle ad altri strumenti, tanto più che per far partire il fondo previdenziale alla nascita bastano piccoli importi. In Germania, il governo ha appena varato un fondo del genere, prevedendo un versamento di 10 euro al mese». Quanto alla gestione, l’ipotesi della ministra è quella di affidare il fondo all’Inps, lasciando alla Covip la vigilanza. Non è esclusa un’eventuale collaborazione anche con operatori privati.

Il modello tedesco della Frühstart-Rente

L’idea di creare un fondo pensione dalla nascita nasce dalla consapevolezza che le pensioni future saranno chiamate a fare i conti con carriere più lunghe e con un sistema demografico sempre più sfavorevole. Il presidente della Covip, Mario Pepe, aveva già proposto un «salvadanaio previdenziale» per i nuovi nati. Nel modello tedesco citato da Pepe, lo Stato versa 10 euro al mese e, se i genitori aggiungono altri 20 euro, il capitale potrebbe arrivare a circa 160mila euro a 65 anni. Il riferimento è la Frühstart-Rente introdotta dal governo di Friedrich Merz, che prevede un contributo statale di 10 euro al mese dai 6 ai 18 anni, destinato a un deposito previdenziale investito sul mercato dei capitali.

Le critiche al modello tedesco

L’impostazione del governo tedesco punta a rafforzare la previdenza privata e familiarizzare fin da subito le nuove generazioni con gli investimenti di lungo periodo. Ed è proprio questo uno dei punti più controversi del modello. I critici di questa misura vedono nel progetto tedesco il rischio di trasformare un intervento pubblico sulle pensioni in un trasferimento di risorse verso i privati. A giudicare da quanto dichiarato dalla ministra Calderone al Corriere, il governo italiano punta – almeno nelle intenzioni – a tenere la gestione del fondo pensione in capo all’Inps e la vigilanza alla Covip, ma lascia comunque aperta la possibilità di una collaborazione con il mercato.

Foto copertina: ANSA/Federico Perruolo | Marina Elvira Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali

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