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Anno nero per Dimitri Kunz, compagno della Santanché: Olimpiadi di Cortina disastrose per il suo ristorante, smentito Sigfrido Ranucci. Guai con il gin e con un risto-club

18 Agosto 2026 - 20:58 Fosca Bincher
dimitri kunz conti ristorante camineto
dimitri kunz conti ristorante camineto
Per Report i giochi sarebbero stati un affare per la famiglia dell’ex ministra, ma è stato l’esatto opposto. Non funziona il gin di lusso per un incidente, gettata la spugna dopo le perdite del nuovo Twiga nel cuore di Firenze
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La polemica era stata lanciata nel novembre dell’anno scorso da Report insieme al Fatto quotidiano: «Soltanto il ristorante El Camineto», aveva scritto con malizia sui suoi social il programma di Sigfrido Ranucci, «che fu rilevato un paio di anni fa da Flavio Briatore e da Dimitri Kunz, compagno della ministra del Turismo Daniela Santanchè, trarrà profitto dalle Olimpiadi invernali a Cortina, nell’area delle Tofane. Rispetto ad altri rifugi, che dovranno chiudere per mancanza di sciatori da metà gennaio a metà marzo, l’esercizio di lusso diventerà un punto cruciale di incontro per gli organizzatori». Non è andata così però, anzi. E per il ristorante a Cortina del compagno della Santanché le Olimpiadi sono state un vero disastro economico.

Il disastro olimpico per la famiglia Santanché sia nel 2025 che nel 2026

La verità emerge dal bilancio 2025 della società El Camineto srl, che gestisce l’omonimo ristorante-chalet sulle piste da sci di Cortina. Briatore, nel frattempo, è uscito dal capitale come ha fatto un altro socio di minoranza. Alla fine, la maggioranza assoluta è nelle mani di Dimitri Kunz, il presunto principe (il titolo è stato smentito dagli Asburgo Lorena) dai tredici fra nomi e cognomi, e il resto è nelle mani dell’oligarca kazako Andrey Alexandrovich Toporov, che firma anche la relazione al bilancio della società, che aveva chiuso il 2025 con ricavi di 2,581 milioni di euro (inferiori di 471.006 euro rispetto al 2024) e una perdita di 322.805 quasi triplicata rispetto all’anno precedente. Il rosso operativo è proprio dovuto alle Olimpiadi: il locale ha chiuso per ristrutturarsi in vista dell’evento, perdendo un po’ di fatturato. Ma soprattutto i cantieri olimpici hanno fatto il resto del danno: «Alla data di apertura della stagione», spiega Toporov, «erano ancora in essere in molteplici punti nevralgici del comprensorio di Cortina. Ciò ha determinato rallentamenti e blocchi del traffico, difficoltà di accesso al locale e una percezione negativa della destinazione presso la clientela abitudinaria.

Molti clienti storici hanno preferito rinunciare all’intera stagione, rinviando il ritorno a Cortina a conclusione dei lavori. A ciò si è aggiunto l’effetto distorsivo sui prezzi delle strutture ricettive, gonfiati dalla domanda olimpica, con un significativo aggravio del costo di alloggio di dipendenti e artisti rispetto ai livelli ordinari». Se il 2025 il locale di Dimitri Kunz è stato danneggiato a sorpresa da quei giochi Olimpici invernali di cui era entusiasta la compagna Santanché, il 2026 è andato anche peggio: «l’area in cui è ubicata la struttura del Camineto è stata classificata come zona rossa ai fini della sicurezza olimpica», si lamenta Toporov, «Tale provvedimento ha comportato il blocco della circolazione ordinaria e, conseguentemente, la totale impossibilità per la clientela di raggiungere il locale. L’istituzione della zona rossa ha rappresentato una penalizzazione di eccezionale gravità per la struttura durante il periodo tradizionalmente più redditizio della stagione».

La sala del Camineto

Altri guai: non commerciabile la partita di gin acquistata da compagno e figlio dell’ex ministra

I guai però non vengono mai da soli. E lasciando perdere quelli ben noti delle società intestate alla Santanché e i filoni giudiziari che ne sono derivati, in famiglia non ne sono mancati altri. Sono cifre piccole, ma anche nel suo secondo anno di vita non ha funzionato Italia distribuzione, società fondata da Dimitri insieme al figlio dell’ex ministra, Lorenzo Mazzaro (che ne è amministratore). Doveva commercializzare un gin di lusso – l’Heragin – imbottigliato in una piccola opera d’arte in vetro di Murano realizzata dalla Venini. Il fatturato 2025 è stato di appena 45.590 euro, 4 mila in meno dell’anno precedente dove però la società era stata operativa solo per pochi mesi.

L’anno è finito di poco in rosso (perdita di 1.232 euro contro l’utile di 17.290 euro dell’anno prima), ma è la motivazione raccontata da Lorenzo Mazzaro a fare capire il guaio. «la perdita di esercizio», scrive, «è dovuta essenzialmente ad una partita di merce acquistata per un controvalore di circa Euro 15.000 che si è poi rivelata non idonea per la immissione sul mercato. Sto trovando alcune difficoltà di inserimento del nostro prodotto, che ha dato una particolare importanza all’immagine, sul mercato. Sto pertanto valutando alcune nuove ipotesi per cercare di migliorare l’andamento societario».

Il compagno della Santanché perde anche con il risto-club nel cuore di Firenze

Per fortuna di Kunz e dei suoi fratelli è andata meglio con l’holding di famiglia, la Thor srl, che gestisce partecipazioni e un ristorante nel centro di Firenze. Il fatturato è stato di 7,953 milioni di euro, due milioni più dell’anno prima. E se la holding era in perdita di 198.162 euro ora è arrivato un utile di 1,961 euro. Tutto dovuto però a entrate straordinarie. La più importante è stata la vendita della quota di Thor nel Twiga Forte srl a Leonardo Maria Del Vecchio, con una plusvalenza di 3.454.108 euro, nonostante la svalutazione per 1,280 milioni di euro di un’altra partecipazione, quella nella Sant srl, società che aveva aperto sulla collina di piazzale Michelangelo nel cuore di Firenze un risto-club di lusso (modello Twiga) con l’insegna Flò.

Alcune autorizzazioni all’esercizio sono però arrivate tardi e per tempo limitato e alla fine il primo anno di gestione è durato pochi mesi causando una perdita di 1,111 milioni di euro. Il 27 febbraio scorso Kunz vende per 695 mila euro il risto-club alla società Il Michelangelo che appartiene al gruppo Human Company della famiglia pratese Cardini Vannucchi. Senza le entrate straordinarie anche la Thor sarebbe stata in perdita. La sola buona notizia arriva dalla società Al Forte, dove Kunz e Mazzaro si sono associati a Briatore per aprire in Versilia un Crazy pizza. Il fatturato 2025 è arrivato a 1,329 milioni di euro (il doppio del 2024) e c’è stato anche un piccolo utile di 9.971 euro invece della perdita di 119.787 euro dell’anno precedente.

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