«Lo sconto di Eni su luce e gas? È una beffa». Bonelli porta il caso in Parlamento: «Servono bollette più basse, non operazioni di marketing»
Ma Eni ha davvero tagliato le bollette? Dopo aver imposto per prima il tetto al prezzo dei carburanti, l’azienda guidata da Claudio Descalzi ha annunciato in pompa magna uno sconto sulle sue offerte di luce e gas, dando il via a una sorta di competizione tra i colossi dell’energia. Eppure, quella che è stata presentata come una misura per «supportare i cittadini nel sostenere i prezzi elevati dell’energia» potrebbe non essere altro che una trovata commerciale. A sostenerlo è l’associazione Consumerismo, che per prima ha accusato Eni di non raccontarla giusta e ha inviato una segnalazione a riguardo all’Antitrust e all’Arera, l’autorità di regolazione del settore.
La tariffa aumentata nella notte e la clausola sul «prezzo bloccato» per il gas
Secondo quanto ricostruito dalla no profit, il 29 settembre Eni ha annunciato per la sua offerta luce e gas a prezzo fisso Fixa Time 24 uno sconto del 30% «rispetto all’offerta base», con prezzo bloccato per due anni. Peccato che tra il 30 settembre e il 1° ottobre le tariffe siano state aumentate del 21%. Fino al 30 settembre scorso, ricostruisce Consumerismo, il sito di Plenitude offriva su Fixa Time 24 uno sconto del 15% sui corrispettivi a consumo per 24 mesi, a chi passava da un altro fornitore. Dal 1° ottobre lo sconto sale al 30%, ma si applica a un listino più alto: per la luce, infatti, il prezzo passa da 0,1716 a 0,2079 euro/kWh, per il gas da 0,72 a 0,87 euro/Smc, circa il +21%.
Nel suo comunicato, Eni si impegna a mantenere «invariati i prezzi della materia prima», facendosi carico dei recenti aumenti dei costi di approvvigionamento. «Ma allora si tratta di un prezzo bloccato, non di un taglio del 30% delle bollette come pubblicizzato», spiega Consumerismo. Per non parlare del fatto che le altre voci in bolletta restano fuori dallo sconto, che riguarda esclusivamente la componente relativa alla materia prima. Le condizioni economiche per il contratto del gas, inoltre, prevedono che Plenitude possa modificare il prezzo per includere i costi delle quote ETS2 dal 2027 o successivamente. Il «prezzo bloccato per due anni», continua il ragionamento dell’associazione per i consumatori, ha quindi un’eccezione. «Non contestiamo che Eni tenga fermi i prezzi: se i costi salgono, è una buona notizia. Contestiamo che questo venga raccontato come uno sconto del 30% e come 200 euro di risparmio», spiega il presidente di Consumerismo, Luigi Gabriele.
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La risposta di Eni
A tutti questi dubbi ha risposto la stessa Plenitude, che in una nota «contesta fermamente quanto dichiarato da Consumerismo sul proprio sito web relativamente all’offerta Fixa Time 24 Smart». L’azienda conferma che «la nuova offerta, grazie a uno sconto più elevato (30%) sui corrispettivi luce e gas della propria principale offerta a prezzo fisso, neutralizza il recente aumento dei costi di approvvigionamento della materia prima che si riflette nella tariffa base». E poi aggiunge: «Tale azione protegge i clienti dagli aumenti dei costi dell’energia e del gas registrati rispetto alla precedente offerta. Lo sconto del 30% rispetto all’offerta base del 1 ottobre equivale a circa 100 euro all’anno sul contratto gas e altrettanto per quello luce. Inoltre, Plenitude non ha incrementato nessuno degli altri costi menzionati da Consumerismo».
Il caso finisce in Parlamento. Bonelli: «Lo sconto di Eni è una beffa»
Una risposta che evidentemente non è riuscita a fugare tutti i dubbi, perché all’indomani delle polemiche il caso è finito sotto i riflettori della politica. «Ho presentato un’interrogazione a risposta scritta ai ministri delle Imprese e dell’Ambiente, di cui chiedo una risposta urgente», annuncia in una nota Angelo Bonelli, deputato di Avs, secondo cui il vero risparmio dell’offerta di Eni ammonterebbe a circa 2 euro all’anno, e non i 200 di cui parla l’azienda. «Chiedo come sia stato possibile legittimare l’iniziativa senza controlli, quali verifiche intendano avviare con Antitrust e Arera e quali norme introdurre per vietare variazioni repentine dei listini a ridosso delle campagne promozionali. Va accertato se questa operazione commerciale configuri una violazione della Direttiva Omnibus, recepita con il decreto legislativo 26 del 2023, che impone di indicare come prezzo di riferimento di uno sconto il più basso applicato nei 30 giorni precedenti, e del Codice del Consumo sulle pratiche commerciali scorrette e ingannevoli», continua la nota di Bonelli. Per tutti questi motivi, il leader dei Verdi fa sapere di aver presentato anche un esposto all’Antitrust e conclude: «Le famiglie chiedono bollette più basse, non operazioni di marketing».
Foto copertina: Dreamstime/Maurizio Paolo Grassi

