Allerta aerea a Kiev, evacuato il presidente del Consiglio Ue Costa. L’Italia si sfila dalle esercitazioni militari dei Volenterosi – La diretta

È in corso a Kiev la riunione della Coalizione dei volenterosi, con diversi leader presenti e altri collegati da remoto, tra cui Giorgia Meloni. Il vertice coincide con il 35esimo anniversario dell’Indipendenza dell’Ucraina. Nella capitale è arrivato il premier britannico Andy Burnham, mentre a Mosca si trova l’inviato di papa Leone, monsignor Gallagher. Intanto, nella notte, due bambini sono morti e sette sono rimasti feriti a Krasnodar, in Russia, dopo la caduta di detriti di droni ucraini abbattuti su un asilo nido. Sullo sfondo restano le tensioni tra Kiev e Washington, con il rallentamento della diplomazia americana e lo stop alla produzione congiunta dei missili Patriot. A Kiev Mike Pence ha ribadito la necessità di sostenere militarmente l’Ucraina in vista dell’inverno.
Calenda: «Decisione Italia su coalizione dei volenterosi gravissima»
«Considero questa decisione dell’Italia gravissima, sia dal punto di vista strategico, sia per il posizionamento del Paese nella costruzione della NATO europea di cui abbiamo bisogno. È l’ennesima dimostrazione di mancanza di coraggio del governo italiano – e Meloni lo sa perfettamente – che nulla ha a che vedere con l’invio di truppe in Ucraina, ma con il rafforzamento della cooperazione militare necessaria per rendere l’Europa sempre più indipendente e autonoma dagli Stati Uniti. Una presa di posizione che Azione condanna nel modo più fermo: costruire un’Europa federale, unita e capace di difendersi da sola è la nostra unica alternativa a diventare colonie». Lo scrive sui social il leader di Azione, Carlo Calenda.
Concluso l'allarme aereo a Kiev
È rientrato l’allarme aereo a Kiev che ha costretto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e il presidente finlandese Alexander Stubb a essere evacuati in un rifugio.
Allerta aerea a Kiev, Costa e Stubb evacuati in un rifugio»
È scattata l’allerta aerea a Kiev mentre il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e il presidente finlandese Alexander Stubb si trovano ancora nella capitale ucraina. Lo ha constatato l’ANSA sul posto. I due leader sono stati evacuati in un rifugio.
Secondo quanto riferito da fonti dei servizi di sicurezza, l’allarme a Kiev è scattato per la minaccia di missili balistici lanciati dall’area della città russa di Taganrog, vicina al confine sudorientale ucraino. Nella capitale ucraina risulterebbe ancora presente anche l’ex inviato Usa Keith Kellogg.
Fonti: l'Italia non parteciperà alle esercitazioni dei volenterosi
L’Italia «non parteciperà» alle esercitazioni dei Volenterosi annunciate dal presidente francese Emmanuel Macron nella riunione del Paesi che sostengono l’Ucraina. Lo fanno sapere fonti di governo ricordando che si tratta di una scelta in linea con la posizione italiana, ribadita più volte nei mesi scorsi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del «no a soldati italiani» a Kiev.
Macron: «A ottobre e novembre esercitazione dei Volenterosi»
«Abbiamo preso una decisione e le esercitazioni su vasta scala che saranno condotte proprio dalla nostra coalizione nei mesi di ottobre e novembre dimostreranno la sua prontezza operativa e la sua capacità di agire una volta cessate le ostilità. E questo è molto importante». Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron nel collegamento con i Volenterosi. «È molto importante continuare a dare prova della nostra determinazione e della nostra prontezza in materia di garanzie di sicurezza».
Fonti governo: «Per aiuti a Kiev puntiamo su ospedali, scuole e energia»
Strumentazioni per la funzionalità di ospedali, scuole e della rete energetica: questi, sono «i tre vettori su cui punta il governo per gli aiuti a Kiev», come spiegano fonti dell’esecutivo a proposito del pacchetto per l’Ucraina, in fase di preparazione.
Macron: «Mosca aumenterà le provocazioni, dobbiamo prepararci»
«Dobbiamo tenere presente che la Russia intensificherà le tensioni nei confronti dei paesi europei per dissuaderli dal fornire assistenza all’Ucraina. E vorrei ribadire in questa sede la mia solidarietà nei confronti di tutti i colleghi che sono stati presi di mira o lo sono stati nelle ultime settimane. È chiaro che i paesi della Nato saranno presi di mira e che le provocazioni si moltiplicheranno. Dobbiamo portare avanti quanto abbiamo iniziato a fare in seno alla Nato per garantire una posizione risoluta». Così Emmanuel Macron alla Coalizione dei Volenterosi.
L'intervento di Meloni: cosa ha detto la premier
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito la volontà dell’Italia di collaborare con gli alleati internazionali per sostenere un processo negoziale che porti a una pace «giusta e duratura». Meloni è intervenuta in videocollegamento alla riunione dei leader della Coalizione dei volenterosi, organizzata in occasione del 35esimo anniversario dell’Indipendenza dell’Ucraina, come riferito da una nota di Palazzo Chigi. Nel corso dell’incontro, i partecipanti hanno inoltre sottolineato l’importanza di rendere più incisivo il sistema delle sanzioni e di impedire che vengano aggirate. L’obiettivo, si legge nel comunicato, è «indebolire ulteriormente la macchina bellica di Mosca».
Meloni ha ribadito il «fermo sostegno alla sovranità, all’integrità territoriale e all’indipendenza dell’Ucraina». Nel corso del suo intervento, «ha espresso profonda vicinanza per le sofferenze causate dai continui attacchi russi contro le infrastrutture civili». Ha poi e confermato l’impegno italiano sul piano umanitario in vista dell’inverno. Secondo quanto riferito da Palazzo Chigi, «ha confermato l’impegno italiano sul fronte umanitario in vista della stagione invernale, che proseguirà con l’invio di ulteriori generatori destinati in particolare a sostenere la resilienza della popolazione ucraina e a garantire la tenuta della rete energetica».
Burnham a Kiev: «Vi daremo l'aiuto militare che vi serve»
«Da 30 anni la Russia cerca di mettere fine alla vostra indipendenza ma ha fallito, le sue azioni l’hanno rafforzata: siete una democrazia viva con un brillante futuro davanti, il Regno Unito ha tenuto viva la fiamma della libertà del XX secolo, voi lo avete fatto nel XXI». Lo ha affermato il premier britannico Andy Burnham, intervenendo dalla piazza di Santa Sofia, dove le sue parole sono state accolte dagli applausi del pubblico. Burnham ha quindi assicurato il sostegno di Londra all’Ucraina attraverso la Coalizione dei volenterosi. «Sono determinato con i Volenterosi a darvi l’aiuto che serve, non solo per la difesa aerea ma anche per distruggere i missili russi prima che partano», ha dichiarato.
Mosca: «Il Regno Unito sta partecipando alla guerra con Kiev»
«Il Regno Unito sta partecipando a questa guerra. Sta partecipando a questa guerra a fianco del regime di Kiev», ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ai giornalisti, commentando i piani di Londra di trasferire dati a Kiev per la produzione di missili Scalp a lungo raggio in Ucraina. Lo riporta l’agenzia Tass.
L'aiuto del Regno Unito
Il governo britannico ha dato il via libera al gruppo MBDA per la condivisione di informazioni riservate sulla componentistica del missile a lungo raggio Scalp. L’accordo consentirà a Francia e Ucraina di avviare l’assemblaggio del sistema d’arma direttamente sul territorio ucraino. L’annuncio ufficiale è atteso dal Primo Ministro britannico Andy Burnham, giunto a Kiev per la sua prima visita internazionale dall’insediamento, in concomitanza con il 35° anniversario dell’indipendenza del Paese. Il missile Scalp – variante francese dello Storm Shadow britannico – si basa su una tecnologia condivisa tra i due Paesi partner. L’iniziativa consolida il sostegno militare di Londra a Kiev, già avviato nel 2023 con la fornitura di armi a lungo raggio per la difesa, e si integra con il progetto britannico Brakestop, finalizzato allo sviluppo rapido ed economico di nuovi sistemi d’attacco avanzati.
Zelesnky: «Nessun cedimento sul Donetsk, l’Ucraina non è più una vittima»
L’Ucraina non cederà alla Russia i territori della regione di Donetsk ancora sotto il proprio controllo. A ribadirlo con fermezza è stato il presidente Volodymyr Zelensky nel discorso pronunciato in occasione del 35° anniversario dell’indipendenza ucraina.
Registrato in un video davanti alla Cattedrale di San Michele a Kiev, il messaggio del leader ucraino ha tracciato una linea netta sulla posizione del Paese e sulla sua percezione a livello internazionale: «Il nostro Paese è ormai da tempo un’altra cosa: non uno spettatore, ma un attore. Non una vittima, ma un guerriero», ha affermato Zelensky, accusando Vladimir Putin di rimanere «ancorato al passato» e di considerare erroneamente l’Ucraina come una realtà sottomessa.
L'Ue annuncia nuovi appalti nel settore della difesa per l'Ucraina per un valore di 6,1 miliardi di euro
La Commissione europea ha approvato nuovi appalti nel settore della difesa per l’Ucraina per un valore di 6,1 miliardi di euro. Sono fondi destinati a sistemi di difesa aerea e antimissile, missili, munizioni e radar. Lo annuncia l’esecutivo Ue in una nota, a conferma dell’impegno dell’Europa per Kiev.
Attacchi russi a Kharkiv
Almeno tre persone sono morte in un attacco russo alla periferia di Kharkiv, in Ucraina. I servizi di emergenza hanno soccorso ed evacuato otto persone.
La nuova mobilitazione russa
La Russia sta conducendo esercitazioni su scala nazionale per testare la capacità della propria macchina militare di sostenere una nuova mobilitazione. A rivelarlo è il Wall Street Journal, citando fonti dell’intelligence occidentale. Tra le simulazioni effettuate — come quella condotta a Kaliningrad — rientrano le procedure per l’alloggio, l’approvvigionamento e l’armamento delle nuove reclute, necessarie per compensare le elevate perdite subite in Ucraina. Sebbene il Cremlino non abbia ancora preso una decisione definitiva, spinto dalla volontà di completare la conquista del Donbass, un eventuale nuovo reclutamento avrebbe un impatto operativo limitato per l’anno in corso, proiettando i suoi effetti soprattutto sulla campagna militare del 2027. Pesano tuttavia sulle valutazioni di Mosca le possibili ripercussioni interne, simili alla fuga di notizie e alle tensioni sociali registrate con la mobilitazione del 2022.

