Caro carburanti, il governo proroga il taglio delle accise fino al 5 settembre: in arrivo nuovi aiuti in base al reddito

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sul costo dei carburanti, prorogando fino al 5 settembre il taglio delle accise sul gasolio. La misura, secondo fonti di governo, avrà un costo di circa 130 milioni di euro. L’intervento punta a contenere il peso del caro carburanti anche nel weekend del 5 e 6 settembre, quando è atteso l’ultimo grande movimento di rientro dalle vacanze.
Nuovi sostegni in arrivo
La misura, però, è destinata a cambiare. Per il post 5 settembre il governo sta lavorando, infatti, a un nuovo sistema di sostegni, pensato per essere più mirato e «selettivo sulla base del reddito». L’idea è concentrare le risorse sulle persone e sulle famiglie che hanno maggiori difficoltà a sostenere il costo dei carburanti, superando quindi un meccanismo di riduzione delle accise valido indistintamente per tutti. Le modalità del nuovo intervento non sono ancora state stabilite e saranno definite nei prossimi giorni.
Perché una misura basata sul reddito
La scelta va nella direzione indicata da tempo dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha sottolineato più volte la difficoltà di trovare risorse strutturali per finanziare il taglio delle accise. Gli interventi adottati finora hanno avuto un costo complessivo superiore ai 2,6 miliardi di euro, a cui si aggiunge quest’ulteriore proroga. Anche la Banca d’Italia, d’altronde, aveva evidenziato i limiti di una misura generalizzata, osservando che le riduzioni indiscriminate tendono a favorire maggiormente chi dispone di una maggiore capacità di spesa e, di conseguenza, consuma più carburante.
L’acconto fiscale per i grandi gruppi energetici
Nel decreto entra anche un nuovo meccanismo di acconto fiscale sui dividendi anticipati, destinato ai grandi gruppi energetici. Secondo una bozza del provvedimento, la misura riguarda le società del settore che nel 2025 hanno registrato ricavi superiori ai 20 miliardi di euro. In sostanza, le aziende interessate dovrebbero versare in anticipo una quota delle imposte sui dividendi, ottenendo in cambio un credito d’imposta di valore equivalente. Fonti di governo spiegano che il meccanismo è stato definito d’intesa con i gruppi energetici coinvolti.

