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Caro carburanti, il governo proroga il taglio delle accise fino al 5 settembre: in arrivo nuovi aiuti in base al reddito

26 Agosto 2026 - 19:00 Ygnazia Cigna
stabilicum emendamenti
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Il Cdm approva il decreto per contenere i costi del gasolio. Misura lampo per il weekend di rientro dalle vacanze, poi sostegni in base al reddito. Cosa è passato in Cdm
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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sul costo dei carburanti, prorogando dal 27 agosto al 5 settembre la riduzione già in vigore di 17 centesimi al litro sul gasolio. Il taglio comprende una riduzione di 14 centesimi dell’accisa e di altri 3 centesimi legati all’Iva. La misura, secondo fonti di governo, avrà un costo di circa 130 milioni di euro e punta a contenere il peso del caro carburanti anche nel weekend del 5 e 6 settembre, quando è atteso l’ultimo grande movimento di rientro dalle vacanze.

La riduzione viene estesa, per lo stesso periodo, anche ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idro-trattamento e al biodiesel immesso in consumo come carburante. Il decreto proroga inoltre fino al 5 settembre il credito d’imposta destinato alle imprese di autotrasporto, tra le categorie maggiormente esposte all’aumento dei costi energetici.

Nuovi sostegni in arrivo

La misura, però, è destinata a cambiare. Per il post 5 settembre il governo sta lavorando, infatti, a un nuovo sistema di sostegni, pensato per essere più mirato e «selettivo sulla base del reddito». L’idea è concentrare le risorse sulle persone e sulle famiglie che hanno maggiori difficoltà a sostenere il costo dei carburanti, superando quindi un meccanismo di riduzione delle accise valido indistintamente per tutti. Le modalità del nuovo intervento non sono ancora state stabilite e saranno definite nei prossimi giorni.

Perché una misura basata sul reddito

La scelta va nella direzione indicata da tempo dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha sottolineato più volte la difficoltà di trovare risorse strutturali per finanziare il taglio delle accise. Gli interventi adottati finora hanno avuto un costo complessivo superiore ai 2,6 miliardi di euro, a cui si aggiunge quest’ulteriore proroga. Anche la Banca d’Italia, d’altronde, aveva evidenziato i limiti di una misura generalizzata, osservando che le riduzioni indiscriminate tendono a favorire maggiormente chi dispone di una maggiore capacità di spesa e, di conseguenza, consuma più carburante.

L’acconto fiscale per i grandi gruppi energetici

Nel decreto entra anche un nuovo meccanismo di acconto fiscale sui dividendi anticipati, destinato ai grandi gruppi energetici. Secondo una bozza del provvedimento, la misura riguarda le società del settore che nel 2025 hanno registrato ricavi superiori ai 20 miliardi di euro. In sostanza, le aziende interessate dovrebbero versare in anticipo una quota delle imposte sui dividendi, ottenendo in cambio un credito d’imposta di valore equivalente. Fonti di governo spiegano che il meccanismo è stato definito d’intesa con i gruppi energetici coinvolti.

Impianti siderurgici strategici, nuove garanzie

Nel corso della riunione il Consiglio dei ministri ha approvato anche un secondo decreto legge, questa volta sulla continuità operativa degli impianti di interesse strategico nazionale. Il provvedimento interviene sulla periodicità delle garanzie finanziarie che coprono le attività di gestione dei rifiuti e delle discariche interne agli stabilimenti siderurgici considerati strategici e sottoposti a procedure di vendita. L’obiettivo è garantire la funzionalità degli impianti nelle more della vendita, assicurando nel frattempo il rispetto della normativa ambientale.

Roma candidata ai Mondiali di atletica

Il Consiglio dei ministri ha poi dato il proprio parere, ai fini del successivo decreto del ministro per lo Sport Andrea Abodi, sulla proposta della Federazione italiana di atletica leggera per candidare Roma a ospitare i Campionati del mondo di atletica leggera.

Fabbisogni standard degli enti locali

Il Cdm ha, infine, esaminato in via preliminare due provvedimenti sui fabbisogni standard degli enti locali delle regioni a statuto ordinario per il 2026. Il primo riguarda province e città metropolitane e prevede la revisione della metodologia utilizzata per determinarne i fabbisogni. Il secondo aggiorna, mantenendo invariata la metodologia, i fabbisogni standard dei comuni e determina il fabbisogno complessivo per ciascun comune delle regioni a statuto ordinario.