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Giornata mondiale del cane: perché è il migliore amico dell’uomo da oltre 40mila anni

26 Agosto 2026 - 09:39 Chiara Pancari
L’etologo Roberto Marchesini intervistato da La Stampa: dalla caccia alla pastorizia, il cane ha accompagnato l’evoluzione dell’uomo. E oggi il suo rapporto con noi racconta anche come sta cambiando la società
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Quello tra cani e uomini è un rapporto che affonda le radici nel Paleolitico e che, secondo l’etologo e filosofo Roberto Marchesini, ha contribuito all’evoluzione della società umana. Intervistato da La Stampa in occasione della Giornata mondiale del cane, Marchesini parla di una vera co-evoluzione: l’uomo ha imparato a collaborare con un animale dotato di una straordinaria capacità di adattamento, mentre il cane ha sviluppato competenze sempre più specifiche in base alle attività umane. Dalla caccia alla protezione degli insediamenti, fino alla pastorizia, la collaborazione tra le due specie si è trasformata nel tempo in una relazione molto più profonda.

Un’alleanza cominciata nella preistoria

Per Marchesini, il cane ha accompagnato alcune delle principali trasformazioni della vita umana. Nel Paleolitico la sua presenza avrebbe aiutato le comunità nella caccia, nell’orientamento e nella sicurezza, mentre con il passaggio alla vita sedentaria il rapporto si è adattato alle nuove esigenze: proteggere le abitazioni, accompagnare le attività agricole e collaborare con i pastori. Da queste diverse funzioni si sarebbero sviluppate quelle che l’etologo definisce «protorazze», con caratteristiche differenti poi selezionate fino ad arrivare alle razze contemporanee. «In tutte le alleanze dobbiamo guardare entrambi i componenti», osserva Marchesini: da una parte un animale con una grande capacità di adattamento, dall’altra un essere umano portato a imparare e collaborare con ciò che lo circonda.

Cosa racconta oggi il rapporto con il cane

Questa relazione, secondo Marchesini, dice molto anche della società contemporanea. Tendiamo a umanizzare i cani e ad attribuire loro emozioni e intenzioni simili alle nostre, mentre il loro modo di percepirci è diverso: «Noi per il cane siamo un centro di interesse, molto più di quanto lui lo sia per noi». il cane osserva continuamente l’essere umano e impara dai suoi comportamenti. Per l’etologo, infatti, il rapporto con gli animali è anche un «termometro della società»: può riflettere fragilità, aspettative e mode contemporanee. In un mondo sempre più tecnologico, il cane può però mantenere un ruolo particolare: «Diventa l’ultimo legame che abbiamo con la natura», perché ci porta fuori da un ambiente costruito sempre più intorno alle esigenze umane.

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