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Aumenti ai rider e un limite al tempo passato al lavoro: il piano di Deliveroo per uscire dal controllo giudiziario

28 Agosto 2026 - 14:17 Chiara Pancari
deliveroo
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La società ha presentato alla Procura di Milano un pacchetto di nuove misure per compensi, sicurezza e tempi di consegna. Sperando che non venga bocciato, come successo a Glovo
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Dopo Glovo, anche Deliveroo prova a uscire dal controllo giudiziario con un nuovo piano per i rider. La società porterà la paga oraria minima da 10 a 14 euro, introducendo però un limite al tempo che i lavoratori possono trascorrere facendo consegne. Previsti anche aumenti per le attese nei ristoranti, nuovi bonus e più dispositivi di sicurezza. Il piano ha ricevuto il parere positivo del pm Paolo Storari e dovrà ora essere verificato dalla Procura di Milano.

Il tempo di lavoro «stimato»

L’aumento della paga, tuttavia, non convince completamente: il meccanismo del «tempo attivo stimato» richiama da vicino quello già contestato a Glovo. Anche per Deliveroo, infatti, i 14 euro l’ora non vengono calcolati sul tempo che il rider passa effettivamente a lavorare, ma su una stima di quanto “dovrebbe” durare ogni consegna decisa a monte dall’azienda. Se richiede più tempo di quello stimato – per traffico, maltempo o un percorso più lungo del previsto – quel tempo in eccesso rischia di non essere retribuito.

Deliveroo ha previsto inoltre un sistema per pagare meglio i tempi di attesa. Oggi ogni consegna comprende una stima di tre minuti trascorsi dal ristoratore: se l’attesa però risulta maggiore, il compenso aumenterà per ogni minuto aggiuntivo trascorso dal rider ad aspettare, fino ad un limite massimo, rappresentato dal tempo medio di attesa registrato in ogni città. I minuti aggiuntivi di attesa del rider vengono retribuiti sempre secondo il parametro dei 14 euro l’ora. Se l’attesa presso il ristorante risulta inferiore ai 3 minuti, non cambia nulla. Il compenso per quella consegna continua ad includere i 3 minuti standard di attesa.

Ai rider che collaborano regolarmente con la piattaforma, Deliveroo ha anche aggiunto allo schema già in essere due ulteriori bonus, legati al raggiungimento di determinate soglie, in aggiunta ai compensi per le consegne, che possono arrivare fino a 2.200 euro all’anno, aggiuntivi rispetto ai compensi per le consegne.

Salute e sicurezza del lavoratore

Tra le novità c’è anche un limite alla quantità di tempo che i rider potranno trascorrere facendo consegne. Deliveroo ha presentato la misura come un intervento per migliorare la salute e la sicurezza dei lavoratori. La società ha annunciato inoltre nuovi dispositivi di protezione: guanti, protezioni per chi usa la moto e maschere anti-smog, che si aggiungono ai caschi da bicicletta e all’abbigliamento ad alta visibilità già forniti.

L’inchiesta e l’obiettivo dell’azienda

Le nuove misure fanno parte del percorso avviato da Deliveroo con la Procura di Milano per arrivare alla revoca del controllo giudiziario e all’archiviazione dell’indagine. Il pm Paolo Storari ha dato parere positivo all’attuazione del piano, che dovrà però essere verificato nei fatti, per evitare precedenti: con Glovo, infatti, la Procura aveva già contestato un sistema simile, rilevando che su 1,197 milioni di ore effettivamente lavorate dai rider, circa 343mila non erano state conteggiate e quindi pagate. In pratica, secondo i magistrati, con il sistema del «tempo stimato» mancava all’appello circa il 28% del tempo di lavoro.

L’azienda, dal canto suo, ha detto di voler continuare il confronto con AssoDelivery, Confcommercio e le organizzazioni sindacali per arrivare a un contratto collettivo che stabilisca regole comuni per il settore del delivery. Deliveroo rivendica il proprio modello basato sul lavoro autonomo: i rider possono scegliere quando collegarsi, accettare o rifiutare le singole consegne e lavorare contemporaneamente per più piattaforme. È proprio su questo punto che resta aperto uno dei nodi principali del confronto con la magistratura, che negli ultimi anni ha contestato alle piattaforme non soltanto il livello dei compensi, ma anche le condizioni e l’inquadramento dei lavoratori.

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