Gli inviati di Report difendono Ranucci: «Mai chiesto di scaricarlo». L’accusa al governo: «Vuole distruggere il programma»

Gli inviati di Report hanno smentito le ricostruzioni circolate dopo la lettera inviata alla Rai sul futuro della trasmissione. «Non abbiamo mai sfiduciato o “scaricato” Sigfrido Ranucci», hanno chiarito in una nota, spiegando che l’obiettivo dell’iniziativa fosse impedire che la Rai affidi a persone esterne la conduzione e la guida editoriale del programma. La squadra sostiene di aver anzi difeso in queste settimane la riconferma di Ranucci e accusa i partiti della maggioranza – ma anche i giornali a loro più vicini – di essere gli unici ad aver chiesto pubblicamente la sua sostituzione per il solo scopo di «distruggere la trasmissione».
La lettera degli inviati di Report
La lettera era stata inviata al direttore degli Approfondimenti Rai Paolo Corsini per contestare l’ipotesi di affidare Report a un conduttore e a un capoautore esterni. Gli inviati sostenevano che una scelta del genere avrebbe significato «commissariare» la trasmissione, accusando di fatto chi la sostiene di voler indebolire Report e piegarlo alle esigenze della politica, «delegittimando e infangando uno degli ultimi presidi di libertà e di indipendenza informativa del servizio pubblico». È vero anche che all’interno della redazione di Report sembrano essere ormai emerse due posizioni: se da una parte c’è chi rimane fedele alla conduzione di Ranucci, dall’altra c’è chi vede nella sua sostituzione l’unica possibilità di salvare la trasmissione.
La Rai prepara la nuova gestione
La Rai ha intanto comunicato agli inviati una convocazione per la prossima settimana, quando dovrebbe essere illustrata la nuova organizzazione del programma. Secondo quanto riferiscono gli stessi giornalisti, l’azienda avrebbe già avviato colloqui e sondaggi informali con persone esterne alla squadra.

