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La ricchezza dei fratelli Tate? Secondo i loro avvocati era una messinscena. Di cosa sono accusati e cosa cambia adesso

03 Settembre 2026 - 14:12 David Puente
I due fratelli sono tra i punti di riferimento del movimento Maga, e sono stati arrestati per stupro e tratta di esseri umani
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I legali di Andrew e Tristan Tate, entrambi punti di riferimento del movimento Maga, hanno depositato il 21 agosto 2026 nel tribunale federale di Miami un documento di 28 pagine che smonta pezzo per pezzo la fortuna esibita online dai fratelli negli anni. Lo yacht non era dei Tate, ma sono stati pagati dal proprietario per promuoverlo. Le Bugatti? Erano a noleggio. I miliardi dichiarati in video, invece, erano iperbole per vendere corsi. I fratelli si trovano in carcere nel Federal Detention Center di Miami dall’8 luglio 2026, dopo l’arresto su richiesta della Gran Bretagna, che chiede la loro estradizione per 59 accuse tra cui stupro e tratta di esseri umani. Il documento è stato depositato per ottenere la libertà su cauzione e serve a contraddire la tesi della procura, secondo cui quei possedimenti erano indicatori di rischio di fuga.

Chi sono i fratelli Tate e di cosa sono accusati

Andrew Tate, 39 anni, e Tristan Tate, 38, sono ex kickboxer professionisti e influencer seguiti da milioni di follower in tutto il mondo. Sono noti per aver predicato quella che definiscono la superiorità «naturale» degli uomini sulle donne, promuovendo uno stile di vita basato sull’ostentazione del lusso. Di fatto, vengono identificati tra i principali riferimenti della cosiddetta «manosfera» e del movimento Maga legato a Donald Trump.

Contro Andrew sono stati formulati sette capi d’imputazione per stupro, tre per favoreggiamento della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, tre per lesioni personali e altri 19 capi legati a immagini di minori e pornografia estrema. Per quanto riguarda Tristan, deve rispondere di violenza sessuale, due accuse di stupro e tre di organizzazione o agevolazione della tratta. Gli episodi contestati risalirebbero al periodo compreso tra luglio 2010 e agosto 2017. Entrambi si dichiarano innocenti.

Lo yacht, le Bugatti, gli orologi: tutta la scenografia

Il documento della difesa, firmato dagli avvocati Thomas Maniotis, Howard Srebnick e Joseph McBride, risponde punto per punto agli argomenti della procura, che aveva costruito il caso per la detenzione continuata usando il materiale prodotto dai Tate stessi, ovvero le dichiarazioni di ricchezza miliardaria, di uno yacht su misura da 50 milioni di dollari, di passaporti multipli e di un documento messicano intestato a «Vladimir Scorpius».

La risposta della difesa è una ricognizione sistematica della scenografia. Lo yacht, secondo fonti di settore uno scafo di 41 metri ancora in costruzione in un cantiere turco, non appartiene ai fratelli, che erano stati pagati per promuoverlo sui social. La Bugatti da cinque a sette milioni di dollari e l’Aston Martin da 2,1 milioni erano tutte a noleggio. La valutazione della collezione di orologi proviene da una pubblicazione di appassionati, non da una perizia ufficiale. La market capitalization della meme coin DADDY citata dalla procura descrive il valore aggregato di tutte le monete esistenti nel mondo, non le disponibilità di Andrew Tate. Alla fine, la difesa dichiara che ne possiede circa l’1% del totale, per un valore di circa 70.000 dollari. Quanto alla maggior parte degli asset, le autorità romene li avrebbero già sequestrati o vincolati nel corso del procedimento penale in corso a Bucarest.

Sul fronte social, i messaggi sui passaporti e le identità multiple che la procura cita con maggiore insistenza proverrebbero da un account parodia, @OfWudan, che Andrew Tate non ha mai gestito. Il contenuto pubblicato da lui personalmente era, sostiene la difesa, «satira evidente, iperbole e promozione». In udienza, il 27 agosto, l’avvocato lo ha paragonato al personaggio di Ali G creato da Sacha Baron Cohen.

La dichiarazione: «Sono un personaggio»

La difesa allega come prove le deposizioni rese da entrambi i fratelli nell’aprile 2026 nel procedimento civile in corso in Florida. Andrew Tate ha testimoniato che «Top G è un personaggio» che «iperbolicamente dirà quello che crede essere vero e forse a volte esagererà per effetto comico», e che nel suo contenuto online c’è «una deliberata componente di sarcasmo o iperbole che il pubblico riconosce». Ha aggiunto che la definizione di sé stesso come «trillionario» è «un’esagerazione iperbolica a scopo comico», per concludere con la seguente chiusura: «Ho anche detto di essere un astronauta, ma non sono mai stato sulla luna.»

Tristan Tate ha confermato di aver sostenuto pubblicamente la dichiarazione di suo fratello sapendo fin dall’inizio che era falsa. Lo scopo dichiarato dell’intera costruzione era, secondo la stessa difesa, quello di «apparire influenti e straordinariamente ricchi» per vendere prodotti, gli abbonamenti a corsi online, Hustlers University in testa.

Di fatto, questa ammissione ha una doppia funzione nel procedimento. Da un lato serve a demolire le prove di ricchezza prodotte dalla procura come indicatori di rischio di fuga. Dall’altro consegna a creditori, uffici tributari e avvocati di parte civile una dichiarazione firmata sotto pena di falso.

Vladimir Scorpius e i cinque passaporti

Tra gli elementi citati dalla procura come indizi di false identità c’era un documento messicano intestato a «Vladimir Scorpius». La difesa spiega che si trattava di un accessorio di cartone per un costume di Halloween. Il nome proviene da un personaggio immaginario del romanzo di James Bond del 1988 intitolato Scorpius. Le autorità messicane non hanno trovato alcun documento realmente emesso con quel nome.

I passaporti realmente esistenti sono invece cinque: uno americano e uno britannico per ciascun fratello, più un passaporto di Vanuatu per Andrew. Tutti e cinque sono in custodia degli avvocati e saranno consegnati ai servizi di sorveglianza preventiva se il tribunale concederà la cauzione.

Cosa succede adesso

La giudice magistrato Lauren Louis emetterà in forma scritta la sua decisione sulla cauzione. La Gran Bretagna ha tempo fino al 16 settembre 2026 per depositare al Dipartimento di Stato la documentazione formale di estradizione e solo dopo quella scadenza potrà essere fissata l’udienza di certificazione.