Crosetto contro Travaglio, il ministro sull’«Italia in guerra» senza dirlo a Mattarella: «Falso e offensivo». Lo scontro dopo l’attacco ai militari italiani a Riad

Il ministro della Difesa Guido Crosetto replica con una nota all’edizione di oggi de Il Fatto Quotidiano, che titola “L’Italia in guerra senza dirlo agli italiani e al Colle”. Per Crosetto è un titolo «falso, offensivo, ingannevole e gravissimo per la dignità del mio ufficio, il mio giuramento da Ministro, come per il Capo dello Stato, le Forze Armate, i cittadini». Il ministro non lascia spazio a dubbi: «L’Italia non è in guerra. Il Parlamento non è stato “escluso” da niente. Il Quirinale non è stato tenuto all’oscuro di nulla». Secondo lui il quotidiano avrebbe «superato sé stesso nella definitiva mistificazione dei fatti» e starebbe «solo fingendo di produrre un “caso” che non esiste», mettendo insieme «dati qua e là, missioni diverse e decisioni assunte secondo precise e regolari procedure» per costruire «una storia politica che quei fatti non dimostrano».
La missione in Arabia Saudita e l’attacco all’Eurofighter
Sulla presenza militare italiana in Arabia Saudita, Crosetto ribadisce che non è mai stata «segreta». Bastava, spiega, «consultare gli atti del Parlamento», dove è intervenuto più volte, così come il Capo di Stato Maggiore, il Comandante del Covi, il ministro degli Esteri e i sottosegretari alla Difesa, che hanno fornito «tutte le informazioni necessarie, e doverose» sulla missione. Il ministro respinge poi l’accusa di aver «minimizzato» l’attacco al nostro Eurofighter: «L’ho seguito personalmente, l’ho comunicato ed ho chiesto le valutazioni operative sulla sicurezza del nostro personale». E aggiunge: «L’ho fatto di notte come di giorno, seguendo in ogni momento tutti gli sviluppi dell’attacco e sincerandomi, sempre personalmente, delle condizioni dei nostri militari».
Navi nel Mar Rosso e missione Aspides: il messaggio a Travaglio
Nell’ultima parte della nota Crosetto si rivolge direttamente al direttore del Fatto, Marco Travaglio, a proposito delle navi nel Mar Rosso: «Guido Crosetto non ha né possiede navi. Nemmeno un gommone». Le unità, precisa, appartengono alla Repubblica Italiana e alla Marina Militare e operano nell’ambito di Aspides, missione dell’Unione europea con un mandato preciso, su cui il ministro ha scritto una lettera aperta e urgente all’Alto commissario Kallas, uscita ieri sui media ma che il giornale, dice, non si sarebbe «neppure preso la briga di leggere». Per Crosetto la Difesa «non è, né sarà mai, il giocattolo di un ministro», ma un’istituzione che si muove solo dentro leggi, mandati e procedure che passano dal Parlamento. La chiusura è netta: «Si può criticare il Governo. Si può criticare il Ministro. È il sale della democrazia. Ma raccontare agli italiani che il Ministro e il Governo li hanno portati di nascosto in guerra, tenendo fuori Parlamento e Quirinale, senza dimostrarlo con un solo fatto, non è critica. È mistificazione politica». E annuncia: «Questa volta non passerò oltre e non fingerò indifferenza per rispetto della Repubblica, della Costituzione e degli italiani».

