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Non solo Ucraina, all’Onu anche la questione Iran. L’attacco del presidente Pezeshkian: «Siamo noi le vittime di terrorismo» – La diretta

23 Settembre 2026 - 16:41 Stefania Carboni
polonia caccia
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Varsavia, elicottero russo viola lo spazio aereo polacco: si alzano i caccia.Dal Cremlino Dmitry Peskov respinge ogni diplomazia con Usa e Ucraina: «Al momento non esistono i presupposti per avviare negoziati di pace»
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Intervento di duro attacco quello del presidente iraniano Masoud Pezeshkian all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Nel suo discorso, tenuto all’indomani dell’intervento del presidente statunitense Donald Trump, Pezeshkian ha respinto con decisione le accuse rivolte a Teheran, rivendicando il ruolo del Paese nel contesto internazionale e denunciando le azioni di Stati Uniti e Israele.

Tensione sui cieli polacchi

Nuova escalation nella notte sul fronte orientale: la capitale ucraina è stata bersagliata da un fitto raid russo che ha provocato due morti e ventitré feriti, devastando magazzini e stazioni di servizio in diversi quartieri. L’attacco ha causato la sospensione del servizio ferroviario in tutta la città. Parallelamente, si registra una nuova provocazione ai confini della NATO: un elicottero militare russo Mi-8 ha sconfinato per 42 secondi nello spazio aereo polacco a nord di Braniewo. Le forze armate di Varsavia hanno immediatamente fatto decollare i caccia, definendo l’episodio un chiaro test di Mosca alla prontezza della difesa aerea dell’Alleanza.

23 Settembre 2026 - 14:20

Diplomazia al bivio: il gelo del Cremlino e il nodo riforme Ue

Mentre sul campo la tensione resta altissima, i riflettori della diplomazia internazionale sono puntati sull’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. A margine dei lavori è previsto un vertice tra il Segretario di Stato americano Marco Rubio e il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, incontro che segue i colloqui tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump incentrati su possibili negoziati e su un “pacchetto militare invernale”.

Dalla Russia, tuttavia, arriva una netta frenata. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che al momento «non esistono i presupposti per avviare negoziati di pace», accusando i paesi europei di proseguire la militarizzazione dell’Ucraina e definendo le aperture a una tregua energetica come «pura retorica». Nel frattempo, la Commissione Europea ha rinnovato l’invito a Kiev a proseguire sul percorso delle riforme anticorruzione e sullo stato di diritto: il rispetto degli accordi sbloccherà un pacchetto di aiuti finanziari pari a 20 miliardi di euro entro il 2026.