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Il piano di Trump per la remigrazione

22 Settembre 2026 - 04:56 Alessandro D’Amato
donald trump remigrazione
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La Casa Bianca negozia per deportare migranti verso paesi di cui non sono cittadini. Gli accordi con alcune nazioni africane. 410 milioni di dollari autorizzati o promessi a 31 paesi anche dell'America Latina
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L’amministrazione Trump ha avviato negoziati internazionali per deportare migranti verso paesi di cui non sono cittadini. Lo racconta il Washington Post, che definisce questo come il piano della Casa Bianca per la remigrazione. A lavorare al dossier è Christian Ehrhardt, 41 anni: l’alto funzionario non fa parte dell’élite diplomatica ma si è occupato per anni della sicurezza delle ambasciate americane.

Trump e la remigrazione

Secondo il WaPo è lui a negoziare con alcuni Paesi africani, tra cui Togo, Gabon, Gambia, Costa d’Avorio e Guinea-Bissau, la possibilità di trasferire qui immigrati considerati illegali in Usa e colpiti da un ordine di espulsione. Anche se queste persone non hanno nessun legame con i Paesi destinati ad accoglierli. La strategia, introdotta durante la seconda amministrazione Trump, è diventata uno degli strumenti centrali della politica di contrasto all’immigrazione promossa dalla Casa Bianca. Alla fine di giugno l’amministrazione aveva autorizzato o promesso almeno 410 milioni di dollari per facilitare accordi con 31 Paesi, soprattutto in Africa e America Latina.

Le deportazioni

Tra le prime intese figurano voli verso la Costa Rica, con cittadini di Cina, Russia, Iran e Afghanistan, e un volo verso Eswatini, piccolo regno dell’Africa meridionale, con migranti provenienti da Vietnam, Laos, Cuba e Giamaica. A lavorare agli accordi è Stephen Miller, storico alleato di Trump e oggi vicedirettore dello staff della Casa Bianca. Secondo funzionari attuali ed ex funzionari citati dal Post, Miller ha promosso nomine strategiche al dipartimento di Stato. Rafforzando la capacità della Casa Bianca di privilegiare l’obiettivo delle deportazioni rispetto ad altre priorita’ della politica estera.

Inviato della Casa Bianca

«Ehrhardt è considerato un inviato della Casa Bianca», ha spiegato un funzionario americano. «Non viene presentato semplicemente come vicesegretario di Stato aggiunto. È percepito come parte della Casa Bianca. E per questo gli stendono il tappeto rosso». In cambio dell’accettazione dei migranti, i governi stranieri ricevono forme di sostegno molto diverse. I documenti esaminati dal quotidiano indicano 81 milioni di dollari di pagamenti diretti a 13 governi. Le intese sarebbero state costruite attraverso contratti che consentono di evitare alcuni requisiti di legge. Comprese le garanzie sui diritti umani previste per gran parte degli aiuti esteri.

L’espulsione

L’Office of Remigration, che conta circa 15 dipendenti e fa capo al Bureau of Population, Refugees and Migration, segna un cambiamento significativo nella politica estera degli Stati Uniti. Per decenni Washington ha sostenuto il reinsediamento dei rifugiati in fuga da guerre e persecuzioni. La nuova struttura concentra invece le proprie energie sulla loro espulsione dal territorio americano. Anche la scelta del nome ha suscitato polemiche. Il termine “remigrazione” è stato associato ai movimenti nazionalisti bianchi di alcuni paesi europei, tra cui l’Italia, che sostengono l’allontanamento delle minoranze razziali e degli immigrati.

L’amministrazione Trump ha inoltre promesso 179 milioni di dollari all’Organizzazione internazionale per le migrazioni e 124 milioni all’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. I fondi dovrebbero finanziare progetti legati ai rifugiati e alle infrastrutture nei paesi che accettano i deportati. Le due organizzazioni non partecipano direttamente agli accordi, ma i finanziamenti vengono negoziati in connessione con le intese sulle deportazioni, secondo i documenti governativi e le fonti consultate dal giornale.

Per i funzionari a conoscenza dei negoziati, si tratta in larga misura di una sostituzione dei contributi volontari che Washington versava tradizionalmente alle organizzazioni internazionali per gli aiuti umanitari. Ora quelle risorse vengono utilizzate come incentivi per convincere i governi stranieri ad accogliere persone espulse dagli Stati Uniti.

La Trump Tv

In ultimo, la Casa Bianca lancia da oggi 22 settembre la ‘Trump TV’, una piattaforma streaming attiva 24 ore su 24 dedicata agli eventi dell’amministrazione. L’iniziativa arriva dopo che Trump ha revocato gli accrediti stampa ai giornalisti di Cnn, Msnow e Politico. Trump TV proporrà «i migliori video, gli interventi più importanti e i momenti salienti da non perdere, in streaming 24 ore su 24 e aggiornati in tempo reale».

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