Onu, Trump: «Ho realizzato la pace mentre gli altri parlavano. Probabile accordo con l’Iran dopo le elezioni». Cuba abbandona l’assemblea – La diretta

Si apre in un clima di profonde divisioni internazionali l’81esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. A inaugurare i lavori saranno il Segretario Generale António Guterres e il Presidente dell’Assemblea Khalilur Rahman, seguiti dai primi attesi interventi dei leader mondiali: il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e il presidente statunitense Donald Trump.
L’agenda dei leader e il caso Abbas
Nel corso della prima giornata prenderanno la parola anche il Re di Giordania Abdullah II, il presidente turco Erdogan, l’emiro del Qatar Al Thani e il presidente lituano Nausėda. Per domani sono attesi gli interventi del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e del presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
Giovedì sarà invece la volta del premier israeliano Benjamin Netanyahu e del presidente palestinese Mahmoud Abbas. Quest’ultimo interverrà solamente in videoconferenza a causa del secondo rifiuto consecutivo da parte degli Stati Uniti di concedergli il visto d’ingresso.
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«L’America è tornata ed è più forte che mai». Lo ha detto Donald Trump all’Onu. «Il futuro è splendente», ha aggiunto il presidente americano.
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Guterres all'Assemblea Generale: «In Medio Oriente la settimana della de-escalation»
Nel suo ultimo discorso alla guida delle Nazioni Unite, il Segretario Generale António Guterres ha aperto l’81ª sessione dell’Assemblea Generale lanciando un accorato appello alla diplomazia internazionale di fronte alle gravi crisi mondiali.
Il monito sul Medio Oriente e la Cisgiordania
Rivolgendosi ai leader riuniti al Palazzo di Vetro, Guterres ha chiesto uno sforzo concreto per fermare le violenze nella regione: «In tutto il Medio Oriente, i conflitti si stanno moltiplicando a catena. Faccio appello ai leader presenti in quest’aula affinché sfruttino al meglio questa settimana di alto livello per favorire la de-escalation e il dialogo». Il Segretario Generale ha tracciato le condizioni indispensabili per interrompere la spirale belica: «Lanciamo insieme un messaggio chiaro: i combattimenti devono cessare, gli aiuti umanitari devono poter fluire, e i diritti e le libertà di navigazione devono essere pienamente ripristinati, in conformità con il diritto internazionale».
Particolarmente duro l’allarme lanciato sulla situazione nei territori palestinesi, con Guterres che ha evocato esplicitamente la drammatica prospettiva di una «pulizia etnica nella Cisgiordania occupata», denunciando che «violenze, sfollamenti e espansione degli insediamenti stanno demolendo la strada della pace e aumentando lo spettro della pulizia etnica».
La guerra in Ucraina e gli impatti globali
Nel tracciare il bilancio delle crisi globali, Guterres è tornato a condannare l’aggressione di Mosca a Kyiv, ricordando come «l’invasione su vasta scala da parte della Russia ha trascinato un paese sovrano in una guerra brutale, in palese violazione della Carta delle Nazioni Unite»
Un conflitto le cui conseguenze continuano a drammaticamente colpire la popolazione incolume: «I civili continuano a perdere la vita anche lontano dal fronte», ha evidenziato il Segretario Generale, richiamando l’attenzione sugli attacchi alle infrastrutture vitali che si verificano «soprattutto in Ucraina, ma più di recente anche in alcune aree della Russia», dove «abitazioni, infrastrutture energetiche, idriche e sistemi di trasporto sono stati ripetutamente presi di mira», con pesanti ripercussioni che mettono a rischio anche «le catene di approvvigionamento alimentare ed energetico a livello globale».
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Trump: «Un onore essere all'Onu». Poi attacca Cnn: «Non dovrebbe essere qui»
«È un onore essere qui all’Onu. Sono sorpreso che Cnn sia qui a coprirmi. Non dovrebbe esserci, aveva detto che non mi avrebbe coperto», ha detto all’arrivo al Palazzo di Vetro insieme alla First Lady Melania. «È un onore essere all’Onu, stiamo facendo molti progressi», ha messo in evidenza.
Sanchez salta l'appuntamento dei leader con Trump
Sullo sfondo dei lavori si inseriscono le dichiarazioni del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che pur favorevole a una riforma per ampliare il numero dei membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ha ribadito l’importanza fondamentale del diritto di veto per la stabilità della struttura delle Nazioni Unite.
Sul fronte diplomatico, da segnalare il rifiuto del premier spagnolo Pedro Sánchez, che ha scelto di non partecipare al ricevimento offerto da Donald Trump ai capi delegazione per “motivi di agenda”, nonostante non risultino altri impegni ufficiali a suo carico nel pomeriggio.
Tajani a colloquio con Araghchi
Fitta l’agenda del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani a margine dell’Assemblea. Tajani ha già avviato una bilaterale con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi — giunto a New York con una scorta speciale assegnata dal Diplomatic Security Service statunitense su valutazione delle minacce — oltre a incontri previsti con i colleghi di India e Repubblica Dominicana.
La giornata del ministro italiano proseguirà con la partecipazione all’apertura del dibattito generale, riunioni con la delegazione parlamentare e la rete consolare, un evento sull’emigrazione all’Istituto Italiano di Cultura e, in serata, il co-presidio della riunione informale sul Sahel insieme a Germania e Svizzera.

