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OpenAI denunciata dall’Australia, l’accusa sul sito del governo hackerato: il caso del chatbot spia e la rabbia del premier Albanese

24 Settembre 2026 - 15:23 Marco Fedeli
Sam Altman, CEO di OpenAI
Sam Altman, CEO di OpenAI
Secondo il premier australiano «si è spinto in aree in cui non avrebbe dovuto» il progetto di ricerca di OpenAi. Non è chiaro ancora quanto ampia sia la compromissione dei siti governativi: le accuse a Sam Altman
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Adesso l’intelligenza artificiale può indossare anche i panni di una spia. Un agente di OpenAI, infatti, a giugno ha violato un portale online del ministero della Salute del governo australiano, accedendo a dati privati. Per questo il primo ministro australiano Anthony Albanese ha reso pubblico l’incidente, definendo la vicenda «estremamente preoccupante» e aprendo un’indagine nei confronti della società di Sam Altman.

«Credo che OpenAI sappia di dover adottare protocolli migliori», ha detto il premier australiano. «Si tratta di un progetto di ricerca che si è spinto in aree in cui non avrebbe dovuto». Al momento non è chiaro quanto ampia sia la compromissione dei siti governativi australiani. «Al momento non si ritiene che siano state consultate informazioni personali, ma le indagini sono in corso. Ciononostante, questa situazione è ovviamente inaccettabile»

Lo spionaggio artificiale

La violazione risale al 18 luglio scorso e ha riguardato un portale del sistema sanitario universale australiano Medicare. Secondo quanto riferito dal governo, l’agente spia stava analizzando dati e informazioni provenienti da diversi dipartimenti governativi australiani. Secondo il governo australiano, OpenAI ha comunicato l’accaduto soltanto il 10 settembre, quasi due mesi l’accesso non autorizzato. In una nota OpenAI ha dichiarato di essere venuta a conoscenza della violazione solo ad agosto, durante la revisione di «attività anomale dei modelli».

Un rischio per la sicurezza informatica

Le autorità australiane sottolineano che, allo stato attuale, non risulta alcun accesso ai dati personali né una compromissione dei sistemi informatici governativi. Tuttavia, il caso viene considerato particolarmente serio per le implicazioni che potrebbe avere sul fronte della sicurezza e del controllo dei sistemi di intelligenza artificiale. L’indagine dovrà inoltre chiarire come sia stato possibile l’accesso al portale e se OpenAI possa essere ritenuta responsabile di eventuali violazioni. Infatti secondo le autorità anche altri tre sistemi governativi potrebbero essere stati colpiti: l’Australian Institute of Health and Welfare e due agenzie statali: il New South Wales Bureau of Crime Statistics and Research e il Victorian Department of Health.

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