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Final Fantasy Resonance: perché la nostalgia è la sua arma vincente

04 Novembre 2026 - 18:00 Riccardo Lichene
Final Fantasy Resonance: il videogioco
Un ritorno alle origini tra combattimenti a turni, grafica HD-2D e personaggi iconici. Nato da un gioco per smartphone, il nuovo titolo di Square Enix punta sulla nostalgia per conquistare i fan storici e indicare una possibile strada per il futuro della saga
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Quella di Finals Fantasy Resonance è una storia davvero insolita nel mondo dei videogiochi. L’ultimo arrivato nel portfolio Square Enix, infatti, è l’adattamento del primo arco narrativo, del gioco per dispositivi mobili del 2015 Final Fantasy Brave Exvius. Non solo, Resonance è anche il primo titolo della serie Final Fantasy in stile HD-2D, quello stile grafico che unisce modelli in pixel art vecchio stile a sfondi e ambientazioni in 3D con tanta profondità e ricchezza di colori. Persino lo storico producer del franchise Yoshinori Kitase ha sottolineato l’importanza di titoli come Resonance per la salute di Final Fantasy, e qui è la nostalgia a giocare un ruolo da protagonista.

Cristalli da salvare

Come tutti i Final Fantasy, non ci sono personaggi o ambientazioni di ritorno, ma i famosi cristalli che accomunano tutti i mondi della serie sono in pericolo nel mondo di Resonance, e i protagonisti si imbarcano in un lungo viaggio per cercare di salvarli dalla distruzione. A portare il caos in questo mondo è stato Veritas dell’Oscurità, un cavaliere le cui ragioni restano un mistero all’inizio dell’avventura. Il combattimento è a turni duro e puro, il primo occhiolino ai fan della serie, e ruota attorno allo stordire i nemici usando l’elemento a cui sono vulnerabili.

La vera ondata di nostalgia arriva con la meccanica delle Visioni, ovvero la possibilità di evocare personaggi iconici di altri Final Fantasy (come Cloud dal VII o Y’shtola dal XIV) per ottenere elementi bonus e altri potenziamenti. Queste Visioni si ottengono esplorando il mondo di gioco e scoprendo santuari dove bisogna rispondere a una serie di domande sulla storia e le avventure del personaggio che vuole sbloccare. Ogni aspetto del gioco è infuso di citazioni e rimandi ai grandi capitoli del passato della serie e i fan sapranno apprezzare il lavoro di fino che è stato messo nell’essere rispettosi del passato di Final Fantasy.

La spinta verso il futuro

Dove il gioco sorprende, in realtà, è quasi più nella sua genesi piuttosto che nel suo gameplay. Rispetto al titolo mobile del 2015, infatti, sono cambiate molte cose perché Brave Exvius era una titolo gacha, ovvero un gioco dove era possibile spendere soldi reali per comprare dei pacchetti di oggetti casuali che avevano una possibilità di sbloccare nuovi contenuti. Questa meccanica ha tenuto lontani molti giocatori dall’esperienza e aggirarla è stato uno degli obiettivi primari degli sviluppatori. Square Enix, però, non voleva un remake così diverso e così profondo: con insistenza, prototipi e determinazione, però, gli autori sono riusciti a convincere il management e il risultato è una pietra miliare per il futuro della serie.

Ci sono stati cambiamenti al gameplay e la storia è decisamente più fluida rispetto al passato, ma è lo stile grafico HD2D a fare da gioiello della corona. Square Enix lo ha inventato con Octopath Traveler e da allora si è rivelato un metodo praticamente infallibile per svecchiare e innovare. É stato proprio Kitase a dirci che il futuro di Final Fantasy è composto da capitoli “numerati che porteranno avanti la frontiera della tecnica, e da esperienze dal sapore più nostalgico come Resonance”. Quindi se questo è il livello che possiamo aspettarci, anche con un ciclo di remake simile a quello che sta facendo Capcom con Resident Evil, allora i fan di Final Fantasy possono sperare in un futuro roseo.

Per chi è Final Fantasy Resonance

Final Fantasy Resonance è un gioco che fa della lotta a turni un elemento identitario, quindi chi non la apprezza non si godrà l’esperienza. É anche un gioco che si prende il suo tempo, sia in fatto di progressione sia a livello narrativo, quindi non è indicato per chi cerca qualcosa di adrenalinico o frenetico. I fan storici di Final Fantasy hanno molto di cui gioire così come chi apprezza lo stile HD2D che in questo gioco risplende per cura e rifiniture. Resonance non è proprio un’esperienza per neofiti completi della saga di Square Enix perché molto del suo fattore wow è legato all’intessersi tra nostalgia e innovazione. Se avete ricordi d’infanzia legati a Final Fantasy, però, è in questo gioco, non nel remake del VII ad alto budget in arrivo, che ritroverete i ritmi, le estetiche e le emozioni che avete provato da piccoli.

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