«L’Ai è già fuori controllo». L’allarme di Tegmark, fisico del MIT: «Musk e Altman sono in trappola. Il mondo deve intervenire»
Quello che fino a poco tempo fa sembrava uno scenario lontano è oggi sotto i nostri occhi. «L’intelligenza artificiale è già fuori controllo». È la posizione di Max Tegmark, fisico del Massachusetts Institute of Technology (MIT) e fondatore del Future of Life Institute, che in un’intervista al Corriere della Sera, lancia un nuovo allarme sullo sviluppo incontrollato dell’Ai. «Ora parlare di perdita di controllo dell’Ai è una discussione su qualcosa che è già successo», afferma Tegmark, secondo cui le principali aziende del settore si trovano ormai coinvolte in una competizione tecnologica dalla quale sembra impossibile sottrarsi.
Il fisico descrive la situazione come una vera e propria «tragedia greca», nella quale anche i protagonisti, pur consapevoli dei pericoli, non riescono a interrompere il meccanismo che alimenta la corsa allo sviluppo di sistemi sempre più avanzati. Nel mirino finiscono tutti: Anthropic, Google e OpenAI, accusate di aver «disatteso gli impegni e le promesse precedentemente assunti».
La competizione tra i giganti dell’intelligenza artificiale
Secondo Tegmark, i principali protagonisti dell’industria tecnologica sono consapevoli dei rischi legati all’Ai, ma «non si fidano l’uno dell’altro». Elon Musk, Sam Altman, Dario Amodei e Demis Hassabis, sottolinea il fisico, sembrano tutti convinti che lo sviluppo di queste tecnologie possa comportare conseguenze estremamente pericolose, tanto da non fidarsi di nessuno dei propri concorrenti.
Ti potrebbe interessare
- Perché OpenAI e Anthropic si preparano a un disastro causato dall’AI: «Potrebbe accadere entro un anno»
- La profezia di Musk: «Futuro dominato dall’AI e denaro senza importanza». Come l’imprenditore immagina l’«economia dell’abbondanza»
- «Gli agenti AI sono già entrati nei conti correnti», l’allarme sulla grandi banche americane: come è potuto succedere e le contromisure
- «L’Intelligenza artificiale ci ucciderà tutti ed è troppo tardi per fermarla»
Una dinamica che rischia di alimentare una spirale senza via d’uscita: ciascuna azienda continua a investire e accelerare per non perdere terreno rispetto alle altre, anche quando sarebbe necessario fermarsi e riflettere sulle possibili conseguenze. «Ogni singolo protagonista è intrappolato in questo destino: anche se capisce qual è la maledizione, non riesce a spezzarla», osserva Tegmark. Da qui la necessità di un intervento esterno. «Il resto del mondo – dice il fisico – deve assumersi la responsabilità di aiutare» queste aziende a uscire da una competizione potenzialmente pericolosa per l’intera società.
Il ruolo della Chiesa e l’appello del Papa
Nel dibattito sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale, Tegmark individua un ruolo significativo anche per la Chiesa cattolica. Si dice particolarmente colpito dalle parole pronunciate dal Papa – durante il seminario di ieri in Vaticano sull’Ai -, soprattutto per quanto riguarda la necessità di «stabilire limiti etici e giuridici» allo sviluppo delle nuove tecnologie. «Ha anche detto che dovremmo puntare a costruire strumenti, non esseri coscienti o che meritino qualche tipo di diritto», sottolinea.
«Serve una leadership morale, non soltanto economica»
Nonostante la gravità dei rischi evidenziati, Tegmark si dice ottimista per il cambiamento del dibattito politico negli Stati Uniti e la nascita di un movimento a difesa degli esseri umani. «C’è fame di leadership morale perché la maggior parte degli argomenti che sentiamo sono motivati solo dal profitto o da come dare più potere a questo o a quel Paese», osserva. «In questo scenario arriva il Papa che parla invece di qual è la cosa moralmente giusta da fare. Prevedo che ci sarà un enorme cambiamento».
La sfida, dunque, non riguarda più soltanto la capacità di sviluppare intelligenze artificiali sempre più potenti, ma la possibilità di governarne l’evoluzione, stabilendo regole condivise e preservando il controllo umano. «Il cambiamento è possibile», sostiene Tegmark, ma richiede una presa di responsabilità collettiva prima che la competizione tecnologica renda ancora più difficile intervenire.
Foto copertina: PEXELS/CALEB OQUENDO | Immagine generica di applicazioni Ai

