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Sembra ChatGPT, ma a rispondere sono persone vere: come funziona il sito che prende in giro l’intelligenza artificiale

28 Ottobre 2026 - 16:06 Olga Colombano
L'interfaccia di "Your ai slop bores me", il sito virale ideato per sostituire le risposte dell'IA con la creatività umana
Si chiama Your AI Slop Bores Me e funziona come una chat di un'AI, ma le risposte sono scritte e disegnate da persone vere. Per ottenere crediti e poter fare domande bisogna prima rispondere a quelle degli altri utenti
Google Preferred Site

«Ci siamo stancati di vedere l’AI slop ovunque e abbiamo deciso che la risposta migliore non era combatterla, ma deriderla». Così i creatori descrivono il loro sito che, a prima vista, sembra l’interfaccia dell’ennesima chat di intelligenza artificiale, ma in realtà è proprio l’opposto. Aprendo il sito ci si trova davanti a una chat a cui si può fare una domanda, ma a generare le risposte sono persone vere, in carne e ossa. E non solo, oltre a fare domande, si può anche rispondere a quelle degli altri utenti, comportandosi come se si fosse un algoritmo. Il sito si chiama «your ai slop bores me», che significa letteralmente «la tua robaccia generata dall’intelligenza artificiale mi annoia», ed è stato creato da Mihir Maroju a marzo di quest’anno. AI slop è proprio il termine utilizzato su Internet per indicare il flusso di contenuti di bassa qualità generati dall’intelligenza artificiale, che hanno ormai invaso i feed dei social media, i risultati di ricerca e le sezioni dei commenti.

Come funziona il sito

Il sito funziona proprio come una chat di un’AI dove si può chiedere di rispondere a una domanda o di creare un disegno. La differenza è che, dietro ogni risposta, non c’è un modello di AI, ma una persona vera. Il sistema si basa su dei crediti: per ogni richiesta si spendono crediti, ma poi si possono ottenere rispondendo alle domande degli altri utenti. Per farlo si ha a disposizione un timer di 60 secondi e, ogni volta che si risponde alla richiesta di qualcun altro, si guadagna una quota di nuovi crediti. Le risposte possono essere testuali oppure disegnate, a seconda di quello che viene chiesto. È proprio questo sistema di crediti a mantenere in equilibrio il gioco.

In questo modo, infatti, non ci sono soltanto persone che fanno domande, ma anche utenti disposti a rispondere a quelle degli altri. Un meccanismo che permette al sito di funzionare. «Nessun finanziamento. Nessuna integrazione di intelligenza artificiale. Solo gli umani che fanno gli strani su Internet, come avrebbe dovuto essere», scrivono i creatori sul sito.

Perché il sito è diventato virale

«In un mondo in cui incombe la minaccia che l’intelligenza artificiale ti rubi il lavoro, salva l’umanità rubando il lavoro dell’intelligenza artificiale»: è questo il messaggio che accompagna il sito. In un mondo pieno di contenuti sempre più perfetti, in cui è ormai difficile distinguere quelli reali da quelli generati artificialmente, il progetto prova a rimettere al centro la creatività umana. Per esempio, abbiamo chiesto di disegnare il cavallo bianco di Napoleone e, in meno di un minuto, abbiamo ricevuto un disegno. Il tutto senza consumare litri d’acqua per generare un’immagine con l’AI.

Il fatto che i contenuti siano creati da esseri umani rende tutto più interessante. Ormai sappiamo più o meno cosa aspettarci quando chiediamo qualcosa a un’intelligenza artificiale, mentre le persone sono più imprevedibili. Ed è proprio questa imprevedibilità a rendere l’esperienza divertente e a contribuire alla viralità del sito. Lo stesso creatore ha raccontato a Mashable che spesso «la gente si diverte ancora a essere l’AI più che l’umano». La sfida, quindi, non è soltanto ottenere una risposta, ma anche divertirsi a interpretare il ruolo di una macchina, cercando di indovinare cosa si aspetta chi ha fatto la domanda. E forse, in mezzo a una quantità sempre maggiore di contenuti generati automaticamente, la parte più interessante è tornare a usare Internet per fare qualcosa di creativo e, soprattutto, umano.

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