Wonderful Neoran Valley, il videogioco italiano che sfida Pokémon: «Abbiamo raccolto 920mila euro per realizzare il gioco dei nostri sogni» – L’intervista
Wonderful Neoran Valley è stato il videogioco italiano più finanziato di sempre su Kickstarter. Ha raccolto 920.000 euro sia perché è diretto da uno dei content creator del mondo gaming più famosi in Italia, Francesco Cilurzo (in arte Cydonia), sia perché sfrutta l’esperienza e i desideri della sua community per fare il monster collector (il genere a cui appartiene Pokémon ndr) «dei nostri sogni», ha detto Cydonia a Open in questa intervista.
L’occasione è stata il debutto a Lucca Comics and Games 2026 del nuovo trailer che mette in primo piano i due protagonisti, il Cavaliere e il drago Iris, interpretati rispettivamente da Troy Baker (The Last of Us, Wolverine) e Ben Star (Expedition 33, Final Fantasy 16), due dei doppiatori più famosi e amati al mondo nel panorama dei videogiochi. Tremila dei 14.000 sostenitori su Kickstarter vengono dall’estero e il nuovo trailer segna l’inizio del percorso degli autori per promuoversi nel mercato estero. Per conoscere le origini, le ambizioni, gli aneddoti (come il fatto che i due doppiatori hanno accettato di buonissimo grado il progetto perché non vedono l’ora di passare tutto il gioco “a insultarsi a vicenda”), abbiamo intervistato Francesco Cilurzo e Andrea Filippi che nel neonato Nara Studio ricoprono rispettivamente i ruoli di Creative Director e Art Director.
Un gioco nato da 12 anni di sogni
Se c’è un genere per cui Cydonia è famoso è quello dei Monster collector, tant’è che è proprio a lui che The Pokémon Company ha affidato il commento in streaming dei campionati mondiali di Pokémon ogni anno. Insieme a quasi 190.000 follower su Twitch e 113.000 su Instagram, Cydonia ha «delineato i contorni del monster collector ideale insieme alla mia community, di diretta in diretta, nell’arco di 12 anni» ha detto a Open.
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Wonderful Neoran Valley «è il gioco che abbiamo sempre voluto, e debuttare su Kickstarter è stata una necessità”» I motivi sono diversi: l’editoria videoludica è un labirinto complesso da navigare al momento per via di una cronica mancanza di investimenti, ma soprattutto «perché volevamo presentare il gioco prima di tutto alla community che gravita attorno al mio canale». Ci sono anche delle evidenti ragioni creative, spiega Andrea Filippi, direttore artistico del gioco e co-fondatore dello studio: «Quando un editore finanzia per intero un progetto arrivano i limiti: non c’è nulla di male, ma vengono posti dei chiari confini alla creatività che non volevamo. Poi ci ha permesso di avere un orizzonte concreto: a seconda della cifra raccolta abbiamo definito gli obiettivi e i 922.000 euro raccolti ci hanno dato la sicurezza di poter portare a termine il gioco da soli. Questo non vuol dire che non potremmo avere bisogno di una realtà terza per marketing estero, localizzazione e porting (portare il gioco su PlayStation o Xbox), ma potremo farlo da una posizione di forza».
Un universo vivo, con un’identità forte
«Siamo in un mercato con un grosso elefante nella stanza: Pokémon. Per noi è stato indispensabile scegliere una direzione e farla divergere completamente da quella dell’elefante»: così Cydonia parla delle prime fasi di lavoro al gioco, a partire dal nucleo di un’idea del 2023. «All’inizio eravamo un po’ più horror, poi abbiamo adottato un approccio più tradizionale, per poi arrivare a un tipo di creature con tanto carattere, che parlassero e fossero più personaggi che animali». Il risultato sono state tante iterazioni per arrivare al cast definitivo di Neoran e al nome delle creature magiche che abitano il mondo di gioco.
L’altro grande pilastro dell’opera prima di Nara Studio è il fatto che i Neoran parlano e comunicano: «I monster collector più forti degli ultimi 30 anni hanno tutti relazioni tra giocatore e creature simili a quelle con un animale domestico da curare, accudire e far combattere: sono sempre cani che sparano palle di fuoco. Noi non siamo così. I Neoran sono intelligenti come un essere umano, parlano, hanno obiettivi, emozioni e ambizioni». Ciascuna delle specie di Neoran, quindi, non fa solo riferimento agli animali che lo hanno ispirato, ma si delinea come «un personaggio con un carattere subito evincibile: guardandolo devo riuscire subito a capire se è amichevole, spaventoso, timido, brontolone ecc… Non sono animali da compagnia ma creature magiche». Il gioco avrà una premessa molto classica: un’epidemia ha fatto impazzire i Neoran e il protagonista, Knight, deve scoprire obiettivi e inclinazioni delle creature magiche. Per poterlo fare, però, «deve prima sconfiggerli nella loro versione impazzita, calmarli e placarli per poi parlarci».
Come si reclutano due leggende del doppiaggio
Il trailer che ha appena fatto il suo debutto a Lucca Comics ha due protagonisti, uno dei quali inedito. L’umano alla ricerca di una soluzione alla follia dei Neoran si chiama Knight (“cavaliere”), il drago al suo fianco è Iris ed «è importante che sia un drago e non un Neoran, perché vuol dire che nel nostro mondo ci sono 3 specie: Neoran, umani e draghi».
Riuscire a coinvolgere due personaggi di così alto profilo, capaci di fare parlare del progetto soprattutto all’estero, è stata una scommessa: «Avevamo un contatto in comune con Ben Star a cui mandare il progetto. Abbiamo avuto fortuna: gli è piaciuto perché lui vuole lavorare con i videogiochi indipendenti che cambiano l’industria. Troy (Baker) invece, voleva lavorare con Ben per offendersi a vicenda, visto che i loro due personaggi sono molto litigiosi». Dal rapporto con i due doppiatori, che hanno preso a cuore il progetto, è nata una visione più ampia dei protagonisti, che avranno sulle loro spalle una parte consistente del peso narrativo del gioco. Molte storie, però, arriveranno anche dai Neoran stessi che «saranno protagonisti anche di vicende non proprio leggere», ha raccontato Cydonia.
Uno studio che punta in alto
Nara Studio è una realtà tutta italiana composta da veterani del settore dei videogiochi in 3D e il suo obiettivo, ora che il progetto è molto conosciuto in Italia, è iniziare a fare progressi sul mercato estero. Tremila persone hanno sostenuto il progetto dall’estero, e in particolare in Giappone «abbiamo ricevuto tantissimo interesse con uno dei nostri post che è arrivato a 3,5 milioni di visualizzazioni ed è pieno di commenti di chi ha apprezzato tantissimo la direzione artistica» spiega Filippi che continua: «Anche per questo abbiamo realizzato questo trailer, che segna la fine del periodo Kickstarter: speriamo che l’attenzione mediatica si sposti all’estero».
Nonostante manchi ancora un po’ all’uscita del gioco, i suoi fondatori stanno già guardando al futuro, perché Nara Studio ha un piano e delle ambizioni: «Lo studio è nato con la volontà di creare uno spazio in Italia dove i professionisti del settore potessero sentirsi rispettati ed esprimere le loro qualità. Il nostro obiettivo non è diventare uno studio AAA (che produce giochi ad altissimo budget ndr), vogliamo restare molto piccoli, massimo 20 persone, supportare Neoran dopo l’uscita e magari lavorare a un sequel. La proprietà intellettuale si presta molto a espandersi fuori dal gioco con carte collezionabili e una serie animata. L’obiettivo resta farci continuare a lavorare, avere ancora più indipendenza e arrivare al prossimo progetto con più persone e più tranquillità».

