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Tony Effe e la sparata sugli «schiavi del cibo», perché lo attaccano per la taglia 38 e le teorie (bocciate) sui carboidrati – Il video

24 Settembre 2026 - 16:22 Michela De Marchi Giusto
Il trapper esalta il fisico raggiunto dopo aver smesso di fumare marijuana, ma il suo commento stride con l'intento dell'evento e con le linee guida dell'OMS
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«Ho una 44 e quindi? Sei schiavo tu non io…». È solo uno dei commenti che si trovano sotto i post del profilo social di Tony Effe, finito al centro di una polemica su taglie e alimentazione nata dopo un suo video. Nella storia Instagram incriminata, il trapper si trova in auto per andare alla sfilata di Diesel durante la Milano Fashion Week e mostra il suo outfit. Una serafina con dettagli glitter rosa e un paio di jeans da donna. Il tutto accompagnato dalla frase: «Raga’ vi dico solo che questa è una taglia 26 da donna. Avete capito, eh? Schiavi del cibo, schiavi dei carboidrati. Siete solo degli schiavi degli zuccheri».

Il trapper soddisfatto di una taglia 38

La storia, intervallata da video in cui è in palestra e si allena, ha fatto scoppiare una nuova polemica sui social sulla qualità della sua alimentazione e su ciò che può trasmettere ai fan che lo seguono. Il trapper sottolinea proprio che è una taglia molto piccola, una XS o 38 italiana. E che lui, da uomo, è comunque riuscito a indossarla grazie a sessioni intense di allenamento. Nei mesi scorsi, Tony aveva raccontato di essere riuscito a smettere di fumare marijuana dopo vent’anni grazie alla corsa. Un cambio di vita che nelle storie di Instagram continua a evidenziare con foto e video di lui in palestra e del fisico raggiunto con sacrifici.

Sui social tutti contro Tony

Ora, nel mezzo della Fashion week milanese, si dice soddisfatto degli abiti che indossa. E parte all’attacco contro gli «schiavi del cibo», cioè chiunque non riesca a entrare in una taglia 38 italiana. Secondo il trapper tutti vittime di carboidrati e zuccheri. Parole che hanno fatto scoppiare feroci polemiche. «Per insegnare agli altri a stare al mondo, bisogna saper fare di meglio» scrive una ragazza sotto l’ultimo post Instagram del trapper. E le danno corda altri utenti: «Dovresti curarti anche l’anima se ce l’hai», «Spero che tua figlia non soffrirà mai di disturbi alimentari, io capisco il marketing però su certi temi bisogna stare attenti» e «Bro basta con sta storia di zuccheri e carboidrati».

Il paradosso con la sfilata Diesel

Il commento sembra ancora più paradossale se si guarda il contesto. Tony Effe era diretto all’ultima sfilata di Glenn Martens da direttore creativo di Diesel, dopo che per sei anni è stato alla guida del marchio. Ora il designer passerà a Maison Margiela, ma proprio per la Primavera/Estate2027 ha voluto organizzare una sfilata che potesse avvicinare le generazioni più giovani a Diesel con una collezione sensuale e libera, in cui il corpo non veniva più nascosto o ristretto. E soprattutto uno show in cui prima di tutto c’era «inclusività, espressione di sé, piacere e democrazia dell’esperienza» aveva spiegato lo stesso Martens. La sfilata, infatti, era basata sulla celebrazione della libertà e della sicurezza di sé. Il motto è stato amplificato anche dalla festa creata da più di 200 performer del collettivo marsigliese (LA)HORDE, che hanno coinvolto la platea trasformando l’evento in uno spettacolo collettivo fatto di contatto fisico.

Per l’Oms zuccheri e carboidrati non vanno demonizzati

Le parole di Tony Effe stridono quindi con questo pensiero dietro lo show di Diesel. Ma soprattutto sono in contrasto con le linee guide dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che più volte ha sottolineato come zuccheri e carboidrati non siano la stessa cosa e siano necessari per l’organismo. Nonostante il trapper professi uno stile di vita sano basato su un’alimentazione “perfetta” per lui, l’OMS sottolinea che i carboidrati rappresentino una delle fonti principali di energia, soprattutto per chi si allena. Per l’Organizzazione, quindi, non si devono demonizzare come fa il trapper, ma privilegiarne la qualità, per esempio con cereali integrali, verdura, frutta e legumi. Per gli zuccheri, invece, l’OMS dedicano una precisazione a parte. Quelli detti “liberi”, ovvero aggiunti a cibi o presenti nel miele o negli sciroppi, non dovrebbero superare il 10% della quota energetica giornaliera. Addirittura sarebbe meglio arrivare al 5% per avere benefici nella salute.

Il problema dietro alle parole del trapper

Come spiegano anche le indicazioni dell’Oms, né carboidrati né zuccheri andrebbero eliminati del tutto. Così si crea un altro cortocircuito con le parole di Tony Effe, secondo cui chi ne fa un uso anche controllato è «schiavo del cibo». Il trapper, inoltre, in questi mesi ha detto più volte la sua in ambito alimentare, osannando il suo nuovo stile di vita e una cultura alimentare che gli esperti non hanno ritenuto sana per lui e neanche per i ragazzini che lo seguono e lo prendono ad esempio.

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