Ultime notizie Festival di OpenGoverno MeloniMedio OrienteScuolaUcraina
ESTERICinaDaziDonald TrumpIntelligenza artificialeTaiwanUSAWashingtonXi Jinping

Dazi, Taiwan e intelligenza artificiale: cosa si diranno Trump e Xi alla Casa Bianca

24 Settembre 2026 - 07:39 Ettore Ambrosi
donald trump xi jinping casa bianca incontro
donald trump xi jinping casa bianca incontro
Il vertice tra i leader dei due paesi che concorrono per la leadership mondiale. E rimangono profondamente rivali
Google Preferred Site

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accolto alla Casa Bianca il suo omologo cinese Xi Jinping in un vertice tra Usa e Cina ricco di simbolismo e povero di contenuti sostanziali. Entrambi i leader vogliono mostrare relazioni stabili. Ma i due paesi combattono per la leadership mondiale e rimangono profondamente rivali.

Usa e Cina

Questo è il secondo incontro dell’anno tra i leader delle due maggiori economie mondiali. E si tratta della prima visita di Xi a Washington da oltre un decennio. Trump ha accolto Xi al suo arrivo; secondo C-SPAN, che monitora gli eventi presidenziali, è la prima volta in 11 anni che un presidente USA accoglie un leader straniero alla base aerea Joint Base Andrews (l’ultimo precedente risaliva al 2015, quando Barack Obama accolse Papa Francesco). In una dichiarazione rilasciata all’arrivo e diffusa dall’agenzia di stampa cinese Xinhua, Xi ha espresso l’auspicio di relazioni più stabili con gli Stati Uniti, affermando che Pechino e Washington dovrebbero essere «partner, non rivali». E che la «logica storica della coesistenza pacifica» tra i due paesi non è cambiata.

Niente svolte

Per Trump, che ama la cerimonia e dà grande valore ai rapporti con leader potenti, la visita rappresenta tanto una questione di prestigio nazionale quanto un’opportunità diplomatica di grande rilievo. Il presidente USA mira a ricambiare la grandiosa accoglienza ricevuta in Cina a maggio e a impressionare Xi con una cerimonia che coinvolgerà il South Lawn (il prato sud) della Casa Bianca, il piano di rappresentanza (State Floor) e il Rose Garden. Ma Secondo gli analisti, è probabile che i risultati concreti si limitino alla proroga di una tregua commerciale in scadenza a novembre. E a un accordo per esaminare le minacce poste dall’intelligenza artificiale.

La guerra commerciale sospesa

Il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent ha dichiarato a Fox News, dopo i colloqui con il vicepremier cinese He Lifeng, di aver concordato la proroga fino al 10 gennaio dell’accordo che aveva sospeso una guerra commerciale caratterizzata da dazi reciproci superiori al 100%. Fonti informate sui piani riferiscono a Reuters che i colloqui potrebbero portare anche ad accordi per ridurre alcuni dazi, combattere il traffico di droga ed espandere il dialogo tra le forze armate. Si prevede inoltre che Trump chiederà il rilascio di cittadini americani e di altre persone detenute in Cina.

Rapporti stabili

L’ex vicesegretario di Stato Kurt Campbell ha affermato che il vertice non riguarderà tanto negoziati sostanziali, quanto piuttosto un’occasione per due leader dal carattere forte di mostrare la propria autorità. «Questa è davvero la reincarnazione storica di quello che nell’antichità chiamavamo duello: individui estremamente potenti, ciascuno in rappresentanza della propria civiltà, che si misurano e si affrontano direttamente», ha affermato Campbell. Nonostante tutto chi appare in una posizione di forza è Xi. Trump è invischiato nell’impopolare questione iraniana. Ma sotto la superficie permangono criticità che potrebbero riaccendere le tensioni, tra cui le dispute su Taiwan, i controlli sulle esportazioni e l’intelligenza artificiale.

Taiwan

Gli alleati asiatici degli Stati Uniti temono che Trump potrebbe ridurre il sostegno di Washington a Taipei pur di ottenere vantaggi economici dalla Cina. Secondo alcune fonti informate, Xi dovrebbe sollecitare Trump a bloccare la vendita di armi a Taiwan. Forse proprio durante la visita congiunta ai National Archives prevista per venerdì. In cambio, la Cina si offre di esercitare pressioni sull’Iran, hanno aggiunto le fonti.

Dopo il vertice di maggio, Trump aveva dichiarato di aver sospeso un pacchetto di forniture militari del valore di circa 14 miliardi di dollari, definendolo un’ottima «carta negoziale». È probabile che i due leader discutano della questione iraniana. Ma finora Pechino ha mostrato scarsa disponibilità a fare pressione sul proprio alleato affinché ceda alle richieste statunitensi. Nonostante le ripercussioni del conflitto sulle forniture energetiche e sugli scambi commerciali.

Gli accordi commerciali

Trump punta a ottenere risultati commerciali in vista delle elezioni di metà mandato. Il Rappresentante per il Commercio USA, Jamieson Greer, ha dichiarato questo mese che i due Paesi faranno «alcuni annunci riguardanti l’agricoltura e le barriere non tariffarie». Lunedì Greer ha affermato che la Cina sta facendo progressi sull’impegno di acquistare 200 aerei Boeing, senza però fornire indicazioni su ulteriori ordini imminenti.

L’intelligenza artificiale

Secondo gli analisti, l’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare un ambito di cooperazione, date le sue implicazioni per la sicurezza nazionale, la competitività economica e le capacità militari. Oltre che le preoccupazioni condivise da USA e Cina riguardo a un suo uso improprio. Bessent ha discusso di intelligenza artificiale con He Lifeng nel fine settimana e il Segretario di Stato Marco Rubio ha accennato all’ipotesi, ancora in fase embrionale, di creare «l’equivalente della linea diretta esistente durante la Guerra Fredda». Per prevenire incidenti pericolosi che «potrebbero ripercuotersi su economie o società e persino sfociare in un conflitto tra Stati-nazione». Tra gli ospiti della cena di Stato di giovedì ci sono amministratori delegati del calibro di Tim Cook (Apple), Jeff Bezos (Amazon), Sundar Pichai (Alphabet), Sam Altman (OpenAI), Elon Musk (Tesla) e Jensen Huang (Nvidia).