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Zelensky all’Onu: «Putin va fermato, con lui soldati di 47 Paesi: non fatevi trascinare. Perché serve subito la pace». E cita il piano militare con l’Italia – Il video

23 Settembre 2026 - 20:45 Giovanni Ruggiero
«Serve la pace», dice il presidente ucraino all'Assemblea delle Nazioni Unite. Prima che «l'AI decida sul campo di battaglia». L'appello a «bruciare i contratti» con la Russia e l'attacco all'espansione continua di Mosca: «Pensate ancora che Putin sia un moderato?»
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Dal palco dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York, Volodymyr Zelensky ha chiesto ancora una volta al mondo di fermare Vladimir Putin. Soprattutto ora che, a quattro anni dall’invasione russa in Ucraina, il numero di nazionalità di soldati sfruttati dal Cremlino ha raggiunto 47 provenienze. Senza dimenticare il rischio che, nella corsa tecnologica, «l’intelligenza artificiale decida sul campo di battaglia». Il presidente ucraino lo ha definito il «Paziente Zero», cioè colui da cui l’idea di guerra continua a propagarsi e che, ovunque arrivi, porta «dolore, instabilità, nuovi rischi». Per Zelensky il capo del Cremlino «non può vivere senza guerra», e più libertà d’azione gli viene concessa, «più il mondo diventa pericoloso per tutti gli altri». Da qui l’invito a negargli qualsiasi spazio di manovra.

La Russia e i soldati arruolati da 47 Paesi

Nel suo intervento, il leader ucraino ha anche denunciato che Mosca impiega soldati di 47 Paesi e si è rivolto direttamente a quei governi: «Sapete quello che la Russia fa con i vostri cittadini. Non consentite a Putin di trascinarvi in questa guerra». Ha poi bollato come una «follia» l’invio di truppe da parte della Corea del Nord, chiamate a coprire i punti deboli dell’esercito russo: «Perché i coreani dovrebbero dare la vita in guerra contro l’Ucraina?». E ha rivendicato la scelta del suo Paese: «Non abbiamo scelto questa guerra, ma abbiamo scelto di non perdere il nostro paese e la nostra sovranità».

Quanti soldati ha perso la Russia secondo Zelensky

Zelensky ha aperto il discorso citando Donald Trump. Durante il volo verso New York, ha raccontato, ha letto il post del presidente americano su Truth Social secondo cui la Russia avrebbe perso il controllo della propria industria del diesel a causa della guerra. Una perdita «umiliante», ha commentato, per un membro permanente del Consiglio di Sicurezza così orgoglioso del proprio export petrolifero. Richiamando ancora Trump, che ha definito il conflitto «ridicolo e infinito». Zelensky ha sottolineato di non conoscere un leader che possa sosterenere il contrario «a eccezione di un uomo».

Poi i numeri: tra gennaio e agosto l’esercito russo avrebbe subito perdite per 248.960 unità, più della popolazione di ventuno Paesi del mondo. «Abbiamo la conferma video di ciascuna di queste perdite», ha assicurato, parlando di un archivio di riprese dei droni. A fronte di questo prezzo, Mosca avrebbe conquistato quest’anno poco più di 1.000 chilometri quadrati, in parte già liberati dagli ucraini, pur possedendo 17 milioni di chilometri quadrati di territorio. Il conto, secondo Zelensky, è di 248 persone per ogni chilometro: «Qualcuno pensa ancora che sia ragionevole e moderato?».

Sanzioni, commercio e scudo antimissile Freya: cosa chiede Kiev

Il presidente ucraino ha ringraziato i Paesi alleati e ha spiegato che sanzioni, pacchetti di aiuti e produzione congiunta di armi rafforzano l’Ucraina. Al contrario, chi continua a commerciare con Mosca «concede a questa guerra più tempo». Zelensky ha paragonato la disponibilità di denaro russo a un veto di fatto contro la pace e ha avvertito che allentare le sanzioni sugli oligarchi dà a Putin più tempo per mandare i poveri a morire al fronte. Per questo, ha insistito, «sono le finanze e la produzione della Russia a dover essere bloccate». Secondo il leader ucraino, il deficit russo avrebbe toccato il livello più alto di sempre, molte regioni sarebbero in bancarotta e le offensive estive sarebbero fallite; i droni Shahed hanno fatto danni «ma non ci hanno piegati», mentre la vera minaccia restano i missili balistici e i nuovi droni a reazione. La risposta è Freya, un programma di difesa antibalistica a cui aderiscono già dieci Paesi, tra cui l’Italia, con la Polonia invitata a entrare. Non sostituirà i Patriot o i SAMP/T, ha precisato, ma punta a un sistema più economico e producibile su larga scala. Infine l’avvertimento sui mesi freddi: «L’inverno potrebbe essere duro per noi. E potremmo non avere altra scelta che renderlo duro anche per la Russia».