Perché da domani un pieno di diesel potrà arrivare a costare 3 euro in più

Oggi 25 settembre i prezzi sono stabili sulla rete stradale ordinaria per i carburanti. Ma da domnani sono prevedibili rialzi sul diesel in vista del dimezzamento dello sconto sulle accise deciso nell’ultimo decreto del 16 settembre. Secondo il Codacons con gli aumenti il pieno di gasolio arriverà a costare fino a 3 euro in più.
I dati
Secondo i dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è oggi pari a 2,154 euro al litro per la benzina e 2,338 euro al litro per il gasolio. Ovvero gli stessi livelli di ieri. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,247 euro al litro per la benzina (in lieve rialzo rispetto ai 2,245 euro di ieri) e 2,421 euro al litro per il gasolio (da 2,419 di ieri). Lo sconto in vigore sulle accise del diesel è attualmente pari (comprensivo dell’Iva) a 12,2 centesimi al litro, da domani e fino al 5 ottobre calerà a 6,1 centesimi.
Il Codacons
Ma il dimezzamento del taglio delle accise porterà un pieno di gasolio a costare 3 euro in più su strade e autostrade, indipendentemente dall’andamento dei listini alla pompa. Lo calcola il Codacons, in vista dei nuovi valori che entrerano in vigore domani. Per effetto dell’ultimo decreto legge su accise e bollo auto, ricorda l’associazione, l’aliquota di accisa sul gasolio impiegato come carburante è salita a 572,90 euro per 1.000 litri nel periodo che va da 18 al 25 settembre 2026, e subirà un nuovo aumento a 622,90 euro per 1.000 litri da domani 26 settembre e fino al 5 ottobre 2026 – spiega il Codacons.
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Le accise e lo sconto
Lo sconto fiscale da 12,2 centesimi di euro al litro attualmente in vigore sarà quini dimezzato a partire da domani, con il taglio sul prezzo alla pompa che, considerata anche l’Iva, scenderà a 6,1 centesimi. Per gli automobilisti si tratta di un aumento netto da 3,05 euro a pieno. Ma se si considera l’effetto dell’intero decreto scattato il 18 settembre, l’impatto è da 5,45 euro in più a pieno, calcola ancora l’associazione. Dal 6 ottobre gli automobilisti dovranno poi dire addio allo sconto delle accise predeterminato, perché da tale data, afferma il Codacons, scatterà il meccanismo delle accise mobili, con l’extra-gettito Iva incassato dallo Stato per i rincari del greggio che sarà riutilizzato per abbassare le accise fisse.
La protesta
Intanto è partita stamani all’alba, in Portogallo, una marcia lenta di camion appartenenti al settore delle attività di “movimento terra”. Si tratta di una marcia di protesta per il caro carburanti che ha imboccato l’Autostrada A42 all’altezza della località di Lordelo, a pochi chilometri da Porto, e sta procedendo verso Coimbra.
Al momento ci sarebbero un centinaio di veicoli in marcia, ma il rappresentante dei promotori dell’iniziativa, Miguel Machado Mendes, prevede l’adesione di almeno 500 mezzi pesanti che si uniranno al corteo lungo tutto il percorso di circa 140 km fino a Coimbra. Anche altre autostrade, come la A41 e l’importante A1 (che collega Lisbona e Porto) saranno coinvolte nella protesta e si prevede traffico piuttosto congestionato.
Machado Mendes ha inoltre annunciato che il ministro dei Trasporti, Miguel Pinto Luz, riceverà i rappresentanti del settore lunedì prossimo. Sempre per lunedì è prevista una riduzione del prezzo medio del carburante, che però in Portogallo ha da tempo superato i 2 euro a litro, sia per il gasolio (2,2 euro/litro) che per la benzina (2,1 euro/litro).

