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Garlasco, l’ex generale Garofano a sorpresa in procura: cosa cercano i pm dal capo del Ris che indagò sull’omicidio di Chiara Poggi

25 Settembre 2026 - 21:39 Giovanni Ruggiero
Andrea Sempio, Luciano Garofano, Chiara Poggi
Andrea Sempio, Luciano Garofano, Chiara Poggi
«Svolta nelle indagini? Deduca lei» dice l'ex capo del Ris dopo essere stato ascoltato in procura. La novità a poche ore dalla chiusura delle indagini da parte della procura guidata da Fabio Napoleone. I fari degli inquirenti puntati sulle indagini scientifiche dell'epoca e gli sviluppi emersi con le ultime consulenze: dal Dna sulle unghie di Chiara Poggi alle impronte a pallini sul pavimento
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L’ultima mossa della Procura di Pavia, che ha convocato l’ex generale Luciano Garofano e gli ufficiali del Ris che all’epoca lavorarono sul caso Garlasco, lascia intendere che gli inquirenti vogliano tornare sulle analisi scientifiche svolte nel 2007. Non è un caso che tra le consulenze già consegnate ai pm ci sia quella sul Dna trovato sotto le unghie della vittima, attribuito alla linea paterna della famiglia di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.

Garofano e gli ex Ris sentiti dalla Procura di Pavia

A dare la notizia è stato il Tg1, secondo cui tra gli ultimi atti istruttori della nuova inchiesta, i magistrati pavesi hanno ascoltato l’ex comandante del Reparto Investigazioni Scientifiche dell’Arma dei Carabinieri insieme ad alcuni ufficiali che allora prestavano servizio nel reparto. Garofano, tra l’altro, per un breve periodo aveva lavorato come consulente della difesa Sempio, fino a settembre 2025. Sul contenuto del colloquio con gli inquirenti non trapela nulla. Il silenzio pesa ancora di più perché mancano poche ore alla chiusura delle indagini, fissata al 28 settembre come indicato in una nota anche dal procuratore Fabio Napoleone.

«Svolta nelle indagini?», la risposta di Garofano

«Confermo l’incontro ma non posso rivelare alcunché», dice all’Ansa Garofano che in procura a Pavia è stato sentito per un’ora. Con la chiusura delle indagini ormai vicinissima, all’ex capo del Reparto investigazioni scientifiche dell’Arma dei carabinieri viene chiesto se si tratti davvero di una «svolta» per le indagini. Lapidaria la risposta: «Non faccio commenti sull’indagine, poi deduca lei. Aspettiamo il 415 bis», vale a dire l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Le consulenze su Dna, misure antropometriche e impronta a pallini

Delle quattro consulenze disposte dalla Procura negli accertamenti integrativi, ne sono state depositate tre. La prima, arrivata il 7 settembre, è stata seguita dalle altre due il 23 settembre. A Carlo Previderè è stato chiesto di riesaminare il Dna sulle unghie della vittima alla luce delle ultime osservazioni difensive: quel profilo era già stato ricondotto alla linea paterna di Sempio da una precedente consulenza dell’accusa ed era finito anche nella perizia in incidente probatorio. Cristina Cattaneo si è occupata di un’integrazione sulle misurazioni antropometriche dell’indagato, mentre Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli hanno lavorato a un supplemento sull’impronta a pallini rimasta sul pavimento della villetta il giorno del delitto.

La disputa sul numero di scarpa e l’impronta «Frau»

Proprio le misure del piede di Sempio potrebbero ridare peso a un elemento già conosciuto, la cosiddetta impronta di scarpa «Frau». Il nodo riguarda la taglia effettiva dell’indagato: nel 2007 lui sosteneva di portare il 44, mentre la misurazione fatta molti anni dopo ha indicato un 42-43.

Chiusura indagini «bis» e possibile rinvio a giudizio

Tutti gli elaborati dovranno essere messi a disposizione della difesa con la nuova chiusura indagini, la «bis», che seguirà quella dell’8 maggio e che con ogni probabilità anticipa una richiesta di rinvio a giudizio. Da quel momento gli avvocati di Sempio avranno 20 giorni per depositare le consulenze che stanno preparando con i propri esperti.

La consulenza psichiatrica di Catanesi e le obiezioni della difesa

L’ultimo tassello mancante è la valutazione psichiatrica affidata a Roberto Catanesi, da cui potrebbero emergere elementi nuovi. Lo psichiatra aveva chiesto di incontrare di persona il commesso, che però ha declinato su indicazione dei suoi legali. Il lavoro si baserà quindi su interviste e altre dichiarazioni pubbliche, su diari e scritti dell’indagato e sulle intercettazioni dei soliloqui registrati dai Carabinieri mentre era in auto. I quesiti riguardano la capacità di intendere e volere di Sempio il 13 agosto 2007, giorno in cui Chiara Poggi fu uccisa nella villetta di famiglia, l’eventuale presenza di disturbi psicologici e la sua pericolosità sociale. La difesa contesta l’impostazione: per accertare questi aspetti, sostiene, servirebbe una patologia psichiatrica conclamata già in precedenza, e in ogni caso i pm dovrebbero chiedere una perizia in incidente probatorio.